Come sbagliare un Business Plan

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Pianificare il tuo business non è un passo importante per riuscire a ottenere risultati. È un passo vitale.

Ciononostante, sono molti gli imprenditori a sottovalutare quest’aspetto, compiendo una serie di errori strategici che possono inficiare per sempre le loro opportunità di successo.

Per questa ragione, abbiamo diviso in tre scaglioni questi articoli sugli errori da non commettere nella stesura di un business plan utile e interessante per investitori e collaboratori potenziali: oggi vedremo gli errori da non commettere per non partire con il piede sbagliato. Nelle prossime settimane, invece, guarderemo più in profondità i contenuti e lo stile grafico di un plan dettagliato e che si presenti bene.

Oltre che dei consigli di alcuni tra i principali esperti del settore, ci siamo avvalsi della preziosa collaborazione di Daniela Montefinale, nostra esperta ask Millionaire, che può vantare un’esperienza più che decennale nella stesura di business plan e nello startup d’impresa.

Ecco i principali errori da non commettere prima di iniziare la stesura del tuo piano.

1.       Essere frettolosi e superficiali

Analizzare in modo dettagliato e preciso tutte le voci di investimento, costo e ricavo della tua futura impresa è fondamentale per conoscere due aspetti strategici indispensabili per prendere delle decisioni corrette:

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  • quanto costa avviare l’attività;
  • quanto si può guadagnare.

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Avere ben chiaro a quanto ammonta l’investimento di avvio, infatti, è fondamentale per poter ragionare su come coprire il fabbisogno finanziario necessario per partire, contando su capitale proprio, finanziamenti bancari e agevolazioni pubbliche.

Sono innumerevoli i casi di imprenditori che sottovalutano l’investimento di avvio, e si trovano nel mezzo della fase di realizzazione dell’attività a scoprire di non riuscire far fronte a spese impreviste e di molto superiori a quelle ipotizzate.

Inoltre, solo se presenterai un Piano degli Investimenti analitico e corretto avrai buone probabilità di essere finanziato da una banca di appoggio e di vedere approvata dall’ente pubblico la tua domanda di agevolazione.

Definire in modo ragionevolmente verosimile quanto si può guadagnare è fondamentale, prima di tradurre il progetto in impresa, per capire se l’iniziativa è economicamente fattibile e per definire al meglio la formula imprenditoriale ottimale con la quale introdursi sul mercato.

Se le analisi effettuate evidenziano un progetto non sufficientemente redditizio, dovrai modificare il tuo mix prodotti e servizi/mercato/organizzazione in modo da avere maggiori probabilità di successo. È vero che, anche una volta avviata l’attività, potrai sempre modificare la gamma offerta, la politica di prezzo, il target di clienti a cui rivolgerti, il tuo processo organizzativo. Ogni cambiamento di rotta, però, è molto costoso, sia in termini di costi sostenuti inutilmente che di mancati ricavi, oltre che di lavoro ed energie indirizzati nella direzione sbagliata.

Talvolta questi errori possono costare la sopravvivenza stessa dell’impresa sul mercato.

Attenzione però, nel prevedere i futuri ricavi, a non essere troppo ottimista: meglio avere un atteggiamento prudenziale, se non pessimistico, così da attrezzarsi ad affrontare anche la peggiore delle situazioni che potrebbe verificarsi!

Fonte: Daniela Montefinale

2.       Avere degli obiettivi vaghi

Un buon business plan presenta una visione d’insieme del tuo business: nell’immediato, nel breve periodo e nel lungo periodo.

«Un BP non descrive solamente come appare il tuo business in ognuno degli obiettivi che ti sei prefissato, ma anche come passare da uno step all’altro.

In altre parole, il plan è una roadmap per il tuo business; una roadmap quanto più precisa è possibile. Deve, quindi, contenere le principali pietre miliari che intendi raggiungere».

Prima di cominciare, prefissa degli obiettivi che abbiano davvero un senso per la tua attività, non vaghe promesse del tipo: “Saremo i primi del mercato”. In questo, puoi farti aiutare dal tuo buonsenso.

 

Fonte: Andrew Clarke CEO di “Ground Floor Partners”, società di consulenza che aiuta startupper, piccole e medie imprese a crescere grazie a strategie mirate

3.       Rimandare troppo

Quando si vuole costruire una casa è indispensabile prima elaborare un progetto dettagliato e, solo poi, iniziare a mettere un mattone sopra l’altro nel modo corretto – per evitare che la casa crolli pochi mesi dopo. Anche per avviare un’impresa è fondamentale progettarla ed elaborare il business plan prima di iniziare le operazioni di avvio per realizzare l’attività e di attivarsi nella ricerca di agevolazioni pubbliche.

Non aspettare quindi di scrivere il tuo plan solo quando ne hai la necessità impellente. Molti startupper ne scrivono uno solo quando non possono più rimandarlo, perché pensano: “Non posso pianificare. Sono troppo impegnato a fare ciò che devo in ufficio”.

«Più sei occupato, più avrai bisogno di un plan. Non puoi rischiare di perdere l’intera foresta per la troppa attenzione che dedichi agli alberi» (Tim Berry)

 

Fonte: Daniela Montefinale e Tim Berry, fondatore di Palo Alto Softaware; sviluppatore di software dedicati alla pianificazione di business; autore di libri e conferenziere sulla materia. Ha fondato il sito www.bplans.com

4.       Gonfiare troppo l’idea

«Gli investitori non investono in idee, ma in persone. Non sovrastimare l’importanza dell’idea, in particolare, nella sua unicità».

Non hai bisogno di una grande idea per far partire un business: hai bisogno di tempo, soldi, perseveranza, buon senso e così via.

Sono pochi i business di successo interamente basati su un’idea estremamente innovativa, anche perché queste ultime possono risultare più difficili da vendere.

 

Fonte: Tim Berry, fondatore di Palo Alto Softaware; sviluppatore di software dedicati alla pianificazione di business; autore di libri e conferenziere sulla materia. Ha fondato il sito www.bplans.com

5.       Cercare di realizzare un business plan d’appeal per tutti

Non cercare di produrre “tutto per tutte le persone”.

Quando immagini la tua attività, cerca d’individuare obiettivi definiti, un target di riferimento, l’industria di settore e soprattutto poniti questa domanda:

La mia idea risolverà il problema di qualcuno?

Se cerchi invece un business che offra prodotti e servizi per chiunque, senza una mission specifica, la tua idea potrebbe apparire debole e vaga, dando una brutta prima impressione.

 

Fonte: redazione giornale www.inc.com

 

Gennaro Sannino

 

La nostra esperta: Daniela Montefinale

Laureata in Economia, da più di 10 anni lavora nella consulenza alla creazione d’impresa, allo sviluppo di progetti imprenditoriali.

Specializzata nell’elaborazione di business plan, cura la redazione dei Kit Creaimpresa – Guide e Software piani di fattibilità multimediali per la realizzazione di nuove attività e l’aggiornamento della Banca Dati “1500 Idee di business”.

 

(Fonte immagine: utente Flickr Victor1558)

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