Così voliamo negli Usa con un’App che salva la vita

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Quattro startupper ventenni inventano un’App che rileva le aritmie. Obiettivo: prevenire malattie cardiache e salvare vite.

Si chiama HeartWatch, il progetto di Guido Magrin, 22enne di Monza, laureando in Ingegneria informatica e del suo team di designer e sviluppatori. Un’idea che è approdata a Seattle, alla finale della Imagine Cup, la competizione di Microsoft dedicata a studenti con idee hi-tech che migliorano il mondo: «Mio nonno e mia madre soffrono di aritmia. Per il primo non c’è stato niente da fare perché la diagnosi è arrivata troppo tardi. Allora ho pensato a un’App che potesse aiutare chi è affetto da problemi cardiaci a rilevare il problema e a curarlo in tempo» spiega Guido a Millionaire.

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Come funziona HeartWatch? «È un’App che si collega a un braccialetto hi-tech per fitness, quelli che stanno invadendo il mercato. L’App rileva la frequenza cardiaca dell’utente, mentre fa sport, dorme o lavora e lo avverte in caso di problematiche, se il cuore va troppo veloce, troppo lento o è irregolare. Rilevato il problema, l’App invia una notifica all’utente sulla base della gravità. Se ci sono pericoli di arresto cardiaco, l’App invia 5 messaggi a 5 persone scelte dall’utente, avvertendo il ricevente sulla posizione geografica di chi è in difficoltà».

HeartWatch nasce da un lungo lavoro di studio. Guido e il team hanno collaborato in fase di ideazione, e poi di sviluppo, con un team di cardiologi dell’Ospedale San Raffaele per migliorare il progetto e validarne l’utilità: «È stato importante per noi ricevere primi feedback positivi da parte di medici. I loro consigli sono serviti ad avere delle basi su cui lavorare per sviluppare l’algoritmo. Una spinta iniziale che ci ha portato a investire nel progetto soldi nostri per il sito, materiale di comunicazione e presentare domande per competizioni internazionali».

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Oggi l’App è disponibile in versione beta su Windows Phone. Presto ci saranno versioni per Android e Ios. Si scarica gratuitamente.

Il business? È nei dati: «Stiamo stringendo accordi con case farmaceutiche e assicurazioni, come quella sulla vita. Venderemo in forma anonima i dati degli utenti. Le aziende farmaceutiche potranno utilizzarli per creare farmaci migliori (gli utenti con problemi cardiaci inseriscono dati sui farmaci che assumono, così da valutarne l’efficacia). E con le assicurazioni che potranno fornire degli sconti a utenti che hanno una buona condizione fisica. Ci stiamo muovendo in queste direzioni».

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Il team ha presentato il progetto a Seattle, alla finale di Imagine Cup di Microsoft, dopo aver vinto la finale italiana della competizione e aver superato le semifinali internazionali: «Non abbiamo vinto e all’inizio è stata una delusione amara. D’altronde, la vita di uno startupper è fatta di cadute e bisogna andare avanti se si crede nel progetto. Un’opportunità che sfugge apre la porta ad altre che arriveranno. Il mio consiglio agli startupper? Non improvvisate mai. Riempite i buchi del team (se mancano persone nel marketing o in altri campi, cercate chi può aiutarvi). Se siete alle prime armi, provate ad accedere in un incubatore: lì troverete le risorse per portare il progetto sul mercato nel più breve tempo possibile».

INFO: http://heartwatch.it/

http://idontgiveanapp.com/

Giancarlo Donadio

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