I battiti del cuore? Te li sento con lo smartphone

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Nicolò Briante

«Niccolò Maurizi da bambino sognava di essere un nuotatore professionista. Un infarto a 16 anni gli ha cambiato la vita. Ha dovuto rinunciare a quel sogno, ma ha trasformato la sua cicatrice in un’opportunità. Oggi è un medico, ricercatore in cardiologia dell’Università di Firenze» racconta Nicolò Briante, 26 anni, laurea in Giurisprudenza, Ceo e co-founder di D-Heart. Lo abbiamo incontrato a Londra, al Made in Italy 2.0.2.0. «Io e Niccolò eravamo vicini di stanza all’Almo Collegio Borromeo di Pavia. Insieme abbiamo creato un dispositivo abbinato a un’App che permette a chiunque di effettuare l’elettrocardiogramma in autonomia e inviare i dati alla nostra centrale di telecardiologia, attiva h24, o al proprio medico. Abbiamo iniziato nel 2015».

Il dispositivo Made in Italy venduto nel mondo

I due soci hanno alle spalle diverse esperienze all’estero e, con D-Heart, hanno collezionato una sfilza di riconoscimenti. L’ultimo è il miglior prodotto medicale al Red Dot Design Award (www.red-dot.org). «Siamo partiti con un bando della Fondazione Vodafone da 230mila euro, che ci ha permesso di creare il prototipo. Abbiamo partecipato a varie startup competition. Poi abbiamo avuto 1,2 milioni di euro da un investitore italiano. Così abbiamo realizzato il prodotto e ottenuto le certificazioni biomedicali (dispositivo medico classe IIa). Il prodotto è in vendita da aprile 2018. Oggi produciamo tutto a Cologno Monzese, ma vendiamo in 12 Paesi e 4 continenti. Siamo in attesa di certificazioni all’estero, ma abbiamo già sottoscritto accordi di distribuzione in esclusiva in Brasile, Messico, Sudafrica, Australia, Grecia. Nel 2019 arriveremo anche negli Stati Uniti». In più D-Heart collabora con Ong, fondazioni e associazioni benefiche nei Paesi in via di sviluppo.

«Per promuoverci abbiamo partecipato a moltissime fiere di settore, in tutto il mondo, a Nairobi, Singapore, Germania, Usa. Il team è composto da sei persone». I canali di vendita sono ambulatori, farmacie e Web. «In Italia sarà possibile noleggiarlo da alcuni cardiologi, utilizzarlo come servizio Ecg in molte farmacie o a domicilio, tramite un network di 500 infermieri».

Il dispositivo è utile per diagnosi, monitoraggio e al termine della riabilitazione cardiologica. «Con il cuore ci sono tre fasi: riscontri il problema, ti operi e ti riabiliti in una settimana. Il problema è che i controlli poi diventano sporadici. Con D-Heart il medico può controllare il paziente spesso. Finora abbiamo venduto tutte le unità prodotte, e puntiamo a 2.500 nel 2019».

INFO: www.d-heartcare.com

Tratto dall’articolo “16 innovatori italiani a Londra (alla ricerca di investimenti)” pubblicato su Millionaire di dicembre-gennaio 2019. Per acquistare l’arretrato scrivi a abbonamenti@ieoinf.it

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