Due pugliesi, una startup sulle foto e 400mila euro di finanziamenti

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Due startupper pugliesi inventano un’App che permette di richiedere e ricevere foto in tempo reale da tutto il mondo. Si chiama Whoosnap ed è l’idea di Enrico Scianaro, 28 anni, ex commercialista, e Vito Arconzo, 35 anni, sviluppatore. Una startup che piace agli investitori: ha raccolto recentemente 400mila euro da LVenture e Club degli investitori di Torino: «Lavoravo come commercialista da tre anni. Ma avevo capito da tempo che non era quella la mia strada. Mi serviva un’idea per mettermi in gioco. È venuta fuori mentre ero a casa, di sera. Cercavo foto di un evento che si stava tenendo a Roma. Ho cercato sul Web, Google, Instagram, ma niente. Allora mi sono detto: “Perché non creare un modo per richiedere di scattare immagini, dietro un compenso, a chi è nel bel mezzo di un evento e può fare da testimone?”» spiega a Millionaire, Enrico.

Dopo l’intuizione, decide di lasciare il lavoro e provare la vita dello startupper. Mette tutto nero su bianco. Contatta Vito e gli chiede di sviluppare insieme l’idea. Investe 25mila euro di suoi soldi, per una prima versione beta per iPhone: «La prima cosa che deve fare uno startupper è validare la propria idea. La versione beta è lontana da quello che oggi è Whoosnapp, ma ci è servita per capire se c’era una reale esigenza sul mercato».

whhosnap

La prima versione inizia a fare numeri. In pochi mesi 10mila utenti e 10mila fotografie vengono postate: «All’inizio pensavo alle testate giornalistiche come principali clienti. Poi ho allargato il modello ad altre aziende: vanno sul sito, inseriscono il luogo e l’evento, e vengono messi in contatto con utenti che si trovano sul posto in quel momento. Stabiliscono un compenso (si parte da 25 centesimi, fino a 50 euro). La transazione avviene online, il sito prende il 30%».

foto whoosnap

Enrico e Vito partecipano al programma di incubazione di Luiss Enlabs che crede nel loro progetto: 60mila euro di micro seed iniziale con cui gli startupper completano il team (oggi sono in otto) e rafforzano la promozione: «È l’ostacolo maggiore per ogni startupper creare una squadra di gente disposta a credere nell’idea quanto te. E poi c’è la difficoltà nel comunicare all’esterno la tua idea e il tuo entusiasmo. Per riuscire a divulgare l’App ci facciamo aiutare dalle aziende nostre clienti: mettono a disposizione la loro community e noi, in cambio, offriamo condizione di favore per l’uso del servizio».

whhosnap 3

Tra poco lanceranno la nuova versione dell’App su Android e iOs. Qualche giorno fa la notizia del nuovo finanziamento di 400mila euro: «Con questi soldi, continueremo lo sviluppo, prepareremo il lancio dell’App sul mercato spagnolo e inglese e assumeremo due nuove figure nell’azienda: cerchiamo due sviluppatori e un social media manager. Chi fosse interessato può mandare il suo cv su job@whoosnap.com».

Cosa insegna la loro storia?

1. Hai un’idea? Non lanciarti, prima validala sul mercato.Un sito, una versione beta,vai online al più presto e capisci se il mercato può aiutarti.

2. Investi prima tu, e poi chiedi agli altri di farlo. Enrico ha speso 25mila euro di soldi propri. Si è preso un rischio. E gli investitori apprezzano gli startupper che si mettono in gioco, loro per primi.

3. Trova modi per coinvolgere i clienti nella promozione. Enrico offre uno sconto sul servizio alle aziende che mettono le loro community a disposizione per promuovere e diffondere l’idea.

4. Non c’è startupper senza rischio. Enrico ha lasciato il lavoro da commercialista per realizzare il suo sogno. Molti startupper vogliono certezze, prima di lanciarsi. Ma è difficile far convivere un lavoro e la realizzazione di un’azienda.

5. Da solo puoi fare poco o nulla. Uno startupper non può controllare tutto. Deve affidarsi a un team e delegare compiti e responsabilità.

INFO: http://whoosnap.com/it/

Giancarlo Donadio

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