E io apro un’impresa in una zona franca

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Volete mettervi in proprio? Se abitate a Ventimiglia, Massa Carrara, Pescara, Crotone, Catania e non solo, potrete farlo più facilmente. Si chiamano Zone franche urbane. Prevedono incentivi e agevolazioni

Che cosa sono le Zone Franche Urbane (Zfu)?

Sono un esempio innovativo di defiscalizzazione per imprenditori che vivono e lavorano in aree svantaggiate. Si ispirano a un’esperienza avviata in Francia a partire dal 1997. Nel nostro Paese sono state proclamate dal ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola il 28 ottobre. Obiettivi? Promuovere la creazione di nuove attività economiche e l’occupazione in aree considerate disagiate ma con potenzialità ancora inespresse. La vera scommessa è lo sviluppo complessivo del Paese: questo provvedimento, che guarda soprattutto al Sud, coinvolge anche aree che non sono ubicate nel Mezzogiorno.

Chi sono i beneficiari degli incentivi fiscali e previdenziali?

I requisiti per accedere alle agevolazioni sono:

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  • numero di dipendenti non superiore a 50;
  • volume di affari annuo non superiore a 10 milioni di euro;
  • capitale non detenuto direttamente o indirettamente per una quota pari almeno al 25% da un’impresa o più imprese il cui volume d’affari annuo superi 50 milioni;
  • il 30% della forza lavoro deve essere residente nella Zfu;
  • l’attività della nuova impresa non deve;
  • riguardare i seguenti settori: costruzione automobili, costruzioni navali, fabbricazione fibre tessili, artificiali o sintetiche, siderurgia, trasporto su strada di merci.

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Quali le agevolazioni concesse?

I beneficiari godranno per cinque anni di un’esenzione totale delle seguenti categorie di tributi e contributi:

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  • i contributi sociali a carico del datore di lavoro (premi di assicurazione sociale, assegno familiare, infortuni sul lavoro);
  • i contributi sociali personali per malattia e maternità;
  • le imposte sul reddito di impresa (Ires e Irap);
  • le imposte sui fabbricati (Ici).

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Gli aiuti previsti, ovviamente, non potranno essere cumulati con altri aiuti pubblici. A partire dalla fine del quinto anno, avrà inizio il periodo di phasing out, cioè di fuoriuscita dalle agevolazioni, che sarà graduale (dal 60% al 20% dell’imposta) e diversificato in funzione della tipologia di beneficio. La durata complessiva delle agevolazioni sarà di 14 anni.

Quali le risorse economiche a disposizione?

In base alle informazioni fornite dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica del ministero per lo Sviluppo economico, si tratta di 195 milioni di euro, a cui si è arrivati in tempi diversi. La Legge Finanziaria del 2007 ha, infatti già stanziato 100 milioni di euro. A questa cifra, su iniziativa del ministero per lo Sviluppo economico, con la Legge Sviluppo (n. 99 del 2009), sono stati aggiunti altri 50 milioni annuali che serviranno per potenziare le Zone e individuare nuovi territori. Il più recente Decreto Abruzzo ha previsto, infine, un ulteriore stanziamento di 45 milioni che verranno utilizzati per sostenere la ripresa economica e occupazionale nelle aree del Centro Italia colpite dal sisma.

Come si accede alle agevolazioni?

L’accesso ai benefici avverrà secondo una procedura che, al momento, è ancora in fase di perfezionamento da parte del ministero dell’Economia e delle Finanze anche sulla base delle indicazioni di un tavolo tecnico di lavoro coordinato dal ministero dello Sviluppo economico. Sarà comunque assicurato alle imprese un arco di tempo sufficiente per consentire anche a quelle di minori dimensioni e meno informatizzate di presentare la propria domanda di accesso alle agevolazioni per via telematica.

Quali sono stati i criteri per la scelta delle zone agevolate?

Le aree urbane, più precisamente i quartieri, in cui sono state insediate le Zfu, sono state scelte sulla base di parametri ben precisi. Sono stati valutati: il numero di abitanti, il tasso di disoccupazione, il rapporto dei giovani di età inferiore a 25 anni sulla popolazione totale, il livello di socializzazione e il potenziale fiscale per abitante. Tutti questi fattori hanno contribuito a fare attribuire alle zone interessate l’appellativo di zone a significativo disagio economico e sociale.

In Francia, l’esperienza è già un successo

In Francia, le Zones Franches Urbaines sono una realtà già dal 1997, quando furono individuate 44 periferie che, su tutto il territorio nazionale, arrivarono ben presto a essere 100. Recenti studi realizzati dal Ministre déléguée à la Cohésion sociale et à la Parité rilevano dati incoraggianti. Nelle 44 Zfu di prima generazione, infatti, il numero delle imprese è più che raddoppiato nel periodo tra 1999 e 2004. Si tratta di una vitalità ancora più marcata nelle 42 Zfu di seconda generazione create nel 2003, dove nel 2005 la crescita economica è stata cinque volte superiore a quella di altri territori. Anche l’impatto sull’occupazione è stato nettamente positivo. Tanto che in alcune aree la domanda di lavoro è diminuita persino del 20%. Più in generale, nelle Zfu, il numero degli occupati è quasi triplicato e l’84% dei nuovi assunti ha avuto contratti a tempo indeterminato.

Per saperne di più

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Lucia Botta Millionaire 02/2010

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