E io pago (con PayPal)

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È il più popolare sistema di pagamento al mondo per fare acquisti on line. Un esperto ci spiega come si usa, tra molte luci e qualche ombra

Come funziona PayPal?

«Aprire un conto PayPal è semplice. È necessario registrarsi su www.paypal.com inserendo i propri dati personali e quelli della carta di credito o carta prepagata. Se non se ne possiede una, si può ricaricare il conto tramite bonifico bancario» esordisce Mario Bellisario, esperto web. Una volta aperto il conto, bisogna inserire e-mail e password. «Tre sono i tipi di conto che PayPal propone agli utenti: Personale, Premier e Business. La differenza? Il primo non può accettare pagamenti con la carta di credito ma solo direttamente da un conto PayPal, mentre i secondi sono destinati a chi vende regolarmente su Internet, come commercianti o venditori di eBay».

 È sicuro per fare acquisti?

«Sì. Il vantaggio principale per chi compra su Internet è quello di non condividere i dati della propria carta di credito con i venditori. Paypal offre un sistema di crittografia e protezione dei dati, con transazioni sorvegliate da esperti 24 ore su 24».

Quali sono i vantaggi per le aziende?

«PayPal è uno strumento che si integra al proprio sito aziendale e che potrebbe far arrivare qualche cliente in più. Secondo alcune ricerche, infatti, l’uso di PayPal riduce il tasso di abbandono degli ordini del 20%, contro una media nazionale del 49%, in quanto dà la possibilità di concludere l’acquisto con pochi passaggi. C’è anche la formula “Pagamento express” che permette al cliente di accedere con un unico nome utente e una password, fornendo in questo caso anche i dati per la fatturazione e la spedizione. Il vantaggio per il cliente è quello di velocizzare la procedura, per l’azienda quello di diminuire gli ordini annullati. Inoltre PayPal, tramite il sito PayPal-Shopping (www.paypal-shopping.it), propone molti negozi on line che utilizzano il sistema di pagamento di PayPal in cui si può fare shopping, ognuno catalogato in directory per essere meglio ricercato».

PayPal ed eBay: più sicurezza?

«Sì. Chi non riceve l’oggetto acquistato su eBay, può avviare una contestazione con il venditore. Se non si arriva a una soluzione è possibile trasformare la contestazione in reclamo e richiedere un rimborso a PayPal. E se si compra su eBay c’è anche la protezione per l’intero importo d’acquisto. PayPal non si pone soltanto dalla parte di chi vende, ma anche di chi compra. Tutto questo non significa naturalmente che gli hacker non abbiano condotto attacchi contro gli utenti PayPal. C’è chi ha creato siti “cloni” che attraverso la tecnica del phishing, effettuano furti d’identità, cercando di convincere ignari utenti a lasciare i propri dati ai truffatori. Meglio quindi stare attenti a collegarsi al sito “giusto” e nel dubbio scrivere per conferma a: spoof@paypal.com

Per una pmi è facile implementare il proprio sito con questa forma di pagamento?

«La procedura è semplice e sul sito di PayPal si trovano tutte le informazioni per implementare il proprio sito con queste soluzioni di pagamento, anche se non si è esperti di informatica. Una volta fatto il login, si entra nella sezione “Servizi per l’e-commerce”: qui è possibile creare il pulsante desiderato in tre passaggi. Il di­scorso diventa un po’ più complicato se si utilizza una vera e propria piattaforma e-commerce che si vuole integrare con questo mezzo di pagamento (come per esempio quella di Magento proposta in Italia da www.ecommerce-store.it). In questo caso è consigliabile affidarsi a mani esperte».

 

Chi compra e vende con PayPal paga una commissione?

«PayPal non applica nessuna tariffa al cliente che acquista in Rete, ma soltanto a chi vende o trasferisce soldi dal proprio conto PayPal al conto bancario. Le tariffe per chi vende vanno dal 4% circa per pagamenti di acquisto ricevuti nel mese per importi fino a 2.500 euro, all’1,8% per pagamenti di oltre 100mila euro, sempre nel giro del mese. Per trasferire i soldi dal conto PayPal al conto corrente predefinito la commissione è di un euro per importi inferiori a 100 euro. Per importi maggiori il trasferimento al proprio conto è gratuito. I soldi accreditati sul proprio conto PayPal non fruttano interessi e possono essere utilizzati per altri acquisti su altri siti oppure sempre trasferiti sul proprio conto corrente bancario».

È possibile vendere a rate?

«Sì, è prevista l’opzione “Iscrizione e pagamenti ricorrenti”. Si utilizza per vendere iscrizioni, abbonamenti o quote associative con pagamenti rateali mensili, ma è disponibile solo per i conti Business e Premier. Tutto questo a zero costi di implementazione. Attenzione, però: vendere un’iscrizione o un abbonamento tramite pagamento a rate può essere un’arma a doppio taglio per il commerciante, in quanto l’utente può sospendere il pagamento in qualsiasi momento».

Quali sono invece i punti oscuri di PayPal?

«I problemi più ricorrenti che si hanno con PayPal sono di due tipi. Per il cliente, qualche volta, si è verificano intoppi nel processo di pagamento, ossia la procedura si blocca senza dare conferma dell’esito positivo della transazione. Bisogna cosi controllare la casella di posta elettronica per verificare l’arrivo dell’e-mail di notifica da parte di PayPal, ma, anche dopo il controllo, a volte è necessario ripetere l’acquisto. Più frequenti invece sono i problemi che hanno i venditori, di natura più burocratica che tecnica. Infatti già da qualche tempo, PayPal richiede ai venditori che raggiungono un livello minimo di fatturato di inviare documentazione personale e dell’azienda. Tuttavia la gestione di queste pratiche non è molto efficiente: PayPal talvolta continua a notificare avvisi della mancata ricezione e richiedere continui invii di documentazione che magari è già stata inviata. E in questa fase di “verifica” alcune operazioni sul proprio conto PayPal sono inibite. Basta navigare un po’ nei forum on line per trovare le testimonianze di utenti sballottati da un operatore all’altro (il Servizio clienti di PayPal è in Irlanda ma accessibile tramite Numero Verde nazionale) nonostante i loro documenti fossero corretti. Benché PayPal garantisca tempi brevi per la risoluzione dei problemi queste procedure possono risolversi talvolta in una gran perdita di tempo (che nell’era digitale è oro)».

Testimonianza PRO

«Vendo di più e riduco le lamentele»

Angelo Tescione, responsabile marketing di Youbuy.it, sito di e-commerce di prodotti informatici, utilizza PayPal come metodo di pagamento principale. «Abbiamo integrato il sistema tra i PayPal Express Checkout al posto della soluzione standard e abbiamo visto aumentare i nostri clienti e il fatturato generato da PayPal, ma, cosa più importante, si sono ridotte le lamentele di chi non si vedeva recapitare l’ordine per non aver completato la procedura di pagamento. Questo è diventato un grande stimolo all’acquisto. Da un punto di vista tecnico ora è tutto più sicuro».

Testimonianza CONTRO

«Controversie senza fine»

Fra coloro che utilizzano Pay Pal per vendere in abbinamento col servizio eBay non mancano le critiche. Se tutti gli operatori sono d’accordo che inserire PayPal come sistema di pagamento possa aiutare (e molto) gli affari, i giudizi diventano più in chiaroscuro sul servizio di assistenza fornito. E le maggiori problematiche nascono quando l’accoppiata eBay+PayPal non funziona, un acquirente apre un contenzioso o PayPal richiede dati per alcune verifiche, facendo entrare il venditore in un tunnel senza fine. Un parere condiviso dai responsabili del sito Mondoinformaticastore.it che lamentano l’uso spregiudicato che alcuni utenti di eBay.it fanno della garanzia fornita di PayPal in caso di controversie. «Molti venditori vengono truffati da alcuni ebayer, semplicemente pagando con il sistema Paypal. Si fanno spedire la merce e poi aprono una contestazione su Paypal per “Oggetto non conforme”. Dopodiché Paypal chiede all’acquirente di rispedire indietro l’oggetto ricevuto e questo può inserire anche un mattone all’interno del pacco, tanto Paypal per chiudere la pratica a favore dell’acquirente chiede soltanto la ricevuta di spedizione effettuata e questo basta a PayPal per rimborsare gli acquirenti furbetti». Ai venditori professionali non piace inoltre la nuova regola che PayPal ha messo su alcuni conti, dove blocca il 10% degli incassi per 60 giorni per coprire eventuali storni o chargeback.

Oltre gli spiccioli

Bonifico bancario, postale, carta di credito, PayPal… Ogni utente ha una forma di pagamento preferito e quindi è intelligente lasciare ampia scelta. Riguardo i pagamenti elettronici, oltre a PayPal le soluzioni maggiormente adottate sono l’integrazione del proprio sito con piattaforme di gestione pagamenti di matrice bancaria che consentano il pagamento tramite carta di credito. E fra quelle più utilizzate in Italia vi è la piattaforma GestPay di Banca Sella (www.bancasella.it) che da poco tempo offre anche di aggiungere come soluzione di pagamento la stessa piattaforma PayPal, con il vantaggio di avere così un unico sistema integrato. Un’altra soluzione che sta conquistando consensi è IwSmile (www.iwsmile.it), realizzata da IwBank sicura, molto semplice da implementare per ricevere pagamenti tramite carta di credito o bonifico senza spese fisse e accrediti immediati sul conto.

Il nostro esperto: Mario Bellisario si occupa principalmente di progettazione e start-up di siti web, fa anche il consulente di immagine su Internet per aziende. INFO: www.mario bellisario.com

a cura della redazione Millionaire 02/2010

 

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