ENEA: la prima auto che emette solo gocce d’acqua

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ENEA testa una Toyota con celle a combustibile alimentata a idrogeno: unica forma di emissione, goccioline di condensa. Il tempo di rifornimento stimato è inferiore a 5 minuti

La sostenibilità ambientale resta uno dei temi più caldi degli ultimi anni. Una rivoluzione partita dalla ragazza attivista, Greta Thunberg che, con i suoi comizi, ha risvegliato l’interesse dell’intero pianeta e delle nuove generazioni verso l’attuale situazione ambientale, portando il mondo intero a riflettere sulle proprie azioni e su ciò che stava realmente accadendo, attirando addirittura l’attenzione di governi e istituzioni, i quali si sono adoperati per trovare delle soluzioni utili alla salvaguardia del nostro Pianeta. Un movimento potente, che ha permesso l’espansione di auto elettriche a basso consumo, come la Tesla dell’iconico imprenditore Elon Musk, fino a tutte le versioni ibride delle altre case automobilistiche.

 

 

La strada verso la sostenibilità

Quella della sostenibilità, è una corrente che non sembra volersi fermare, accumulando sempre più consensi da parte dei giovani che, con le manifestazioni “Fridays for future” cercano periodicamente di guidare l’attenzione delle istituzioni e delle imprese verso un’economia più sostenibile, basata sul potere dell’energia elettrica, una risorsa rinnovabile e pulita.

A complicare le cose, è arrivata la crisi energetica che, a causa della ripresa post-covid, ha colto impreparati i fornitori di energia elettrica, i quali si sono ritrovati con una domanda nettamente superiore rispetto a quella che era l’attuale offerta disponibile sul mercato. La crisi in continuo aumento, che non sembra voler calare, non ha di certo graziato le quattro ruote, mettendo così in crisi l’espansione del settore delle auto elettriche, che si è dovuto adoperare per trovare possibili soluzioni alternative, l’idrogeno è una di queste.

 

 

Toyota Mirai, il primo test drive italiano di un’auto a idrogeno

Colpisce così la notizia del test drive di una berlina a idrogeno, una ricerca partita dalla casa automobilistica Toyota che vedrà come protagonista una Toyota “Mirai”, la prima berlina a celle a combustile alimentata a idrogeno, che emetterà solo goccioline d’acqua, vantando un’autonomia di 650 chilometri.

Il test drive si svolgerà presso il Centro Ricerche Casaccia (Roma) e vedrà come protagonisti Toyota ed Enea che, con il proprio Dipartimento di Tecnologie energetiche e fonti rinnovabili, la collaborazione con la Sapienza di Roma e l’Associazione Italia di Ingegneria Chimica, hanno condotto un percorso formativo presso l’H2 Summer School, di 50 candidati per la preparazione al test drive.

 

 

Enea, la protagonista indiscussa nella ricerca ecologica

Enea, con i suoi numerosi centri di ricerca e dipartimenti dedicati a test e sperimentazioni, resta quindi una delle imprese più all’avanguardia del settore Energy & Utility.

Come infatti, ricorda Giulia Monteleone, responsabile della divisione Enea Produzione, Storage e Utilizzo dell’energia – “Enea è attiva da anni nella ricerca su idrogeno e celle a combustibile, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di una mobilità a zero emissioni.” Ma non è finita qui, infatti, il Centro Casaccia dell’Enea è stato scelto per ospitare anche la “Hydrogen demo Valley”, il polo infrastrutturale finanziato dal Ministero della Transizione Ecologica, che punta a sviluppare tecnologie, servizi e infrastrutture per dar vita a una filiera nazionale di produzione, trasporto, accumulo e utilizzo di idrogeno.

Le sfide nell’integrazione sostenibile dell’idrogeno nel sistema energetico italiano però non mancano, infatti, quanto afferma sempre Giulia Monteleone – “per accelerare la penetrazione dell’idrogeno in questo settore, la maturità tecnologica da sola non è sufficiente: è necessario intervenire contestualmente anche sugli aspetti normativi, regolatori e incentivanti, favorendo la realizzazione di stazioni di rifornimento di idrogeno su tutto il territorio nazionale, così come è necessario promuovere la cultura dell’idrogeno, favorendone la conoscenza e l’accettabilità sociale”.

 

 

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