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Evan Spiegel porta in Borsa Snap Inc.

Bello, giovane, ricco, visionario e ambizioso. Molto ambizioso. Questo potrebbe essere il ritratto di Evan Spiegel, 26 anni, californiano, che ha appena quotato in Borsa la sua creatura Snap Inc.

Rampollo (viziato) di una famiglia di avvocati, Evan Spiegel studia all’università di Stanford e ha un sogno: realizzare una startup. Dopo 30 tentativi, a 21 anni, arriva l’idea giusta: quella di un social con contenuti destinati a sparire subito (o quasi). Un social adatto ai ragazzi e non solo a chi vuole passarsi un compito in classe (anche se da qui nasce la sua fortuna) o le foto osé. Dopo inizi difficili e l’inevitabile dose di porte in faccia, Snapchat (che all’inizio si chiamava Picaboo e ora si chiama Snap Inc.), decolla. Gli utenti si moltiplicano (oggi sono 160 milioni, soprattutto under 25) e piovono i primi finanziamenti, che arriveranno a 150 milioni. E le prime offerte di acquisto. Facebook offre 3 miliardi, Google 4. Ma Evan Spiegel dice no. «Tutti mi chiedono: “Perché non hai venduto? Non guadagnavi nemmeno! Si tratta di una moda. Ora potresti goderti la vita su una barca”. Ma Snapchat è qualcosa che amo ed è troppo importante per me».

Così Evan Spiegel va avanti per la sua strada. Arricchisce il suo social di nuove funzionalità. Produce gli Spectacles, speciali occhiali che possono scattare foto e girare video. Apre alla pubblicità.

Diventa così il più giovane miliardario del mondo (Forbes stima il suo patrimonio in 4 miliardi di dollari), gira in Ferrari e in elicottero, acquista una villa da Harrison Ford e si  fidanza con la bellissima modella australiana Miranda Kerr.

Wall Street: esordio con il botto

Come annunciato da Millionaire di marzo, dopo aver detto di no a Facebook e Google (che gli avevano offerto rispettivamente 3 e 4 miliardi), Evan Spiegel ha portato il suo Unicorno in Borsa. Ora ha i soldi per crescere, senza neanche dover mollare le redini del business: tutte le azioni sono infatti prive di diritto di voto.

La sua Ipo (Initial public offering, Offerta pubblica iniziale delle azioni) è la più ricca dal 2014, quando fu quotata Alibaba. Valutazione di oltre 30 miliardi, mentre il capitale raccolto è di 3,5.

Con questi soldi, Evan e il suo socio Bobby Murphy, promettono di far decollare definitivamente la società. Ma, soprattutto, di farla guadagnare. Sì, perché nonostante il numero di utenti e la gran visibilità, Snap Inc continua a essere una società “a rischio”. È vero che nell’ultimo anno, il fatturato è cresciuto del 600%, soprattutto grazie alla pubblicità. Ma è altrettanto vero che resta un’azienda in perdita. E, quel che è peggio, neanche Spiegel sa dire quando arriverà a essere in utile. «Abbiamo avuto perdite operative in passato e prevediamo di averle in futuro e potremmo non raggiungere e mantenere mai la profittabilità» era scritto sul prospetto informativo della quotazione.

«Il titolo è nettamente sopravvalutato, considerati i rischi associati al suo sviluppo» scrive in una nota Pivotal Research.

Ma a noi piace scommettere sul sogno visionario di un ragazzo, che ha messo tutto se stesso in quello in cui credeva. E che afferma: «Quando abbiamo iniziato a lavorarci nel 2011, era solo un gioco. E lo è ancora, ma i giochi non sono così innocenti come sembrano. E sono spesso il preludio di cose molto serie».

Di questo e altro parliamo con Erina Martelli, nella sua trasmissione domenicale a Radio Monte Carlo alle 12 e 15 del 5 marzo.

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