«Ho messo online l’auto perfetta. E la mia startup vola»

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marco marlia auto
(Foto: © Andrea Rota Nodari)

Ex consulente esperto di Web, nel 2010 ha avviato una startup innovativa in un settore tradizionale, quello dell’automotive. Ha creato un portale di comparazione di modelli di auto. Oggi la sua MotorK cresce e assume.

Marco Marlia aveva 30 anni quando ha fondato MotorK, con tre soci. È una piattaforma online, un comparatore di auto dove puoi scegliere l’auto che fa per te. Puoi individuare un’auto in vendita e configurarla come vuoi: carrozzeria, equipaggiamenti, optional. Oggi,
a 38 anni, Marco ci racconta con orgoglio la realtà di una startup Made in Italy in rapidissima espansione internazionale. Un modello di business innovativo in un settore
tradizionale. Un progetto e strategie che danno frutti e lanciano il mercato automobilistico (valutato 100 miliardi di euro solo in Europa) verso la digital transformation. Così MotorK attrae investitori internazionali e capitali per 10 milioni di dollari: un record per un’azienda digitale Made in Italy. La sua azienda sviluppa un fatturato di quasi 11 milioni di euro e dà
lavoro a centinaia di persone, con sedi in cinque Paesi europei.

Oggi MortorK cerca 60 talenti digitali: dai Visual Designer agli esperti di Traffic Acquisition, fino a Digital Product Manager.

Quando è iniziata la tua avventura imprenditoriale?

«Ero ancora studente universitario. La Bocconi non è un’università economica. A 20 anni, per mantenermi, ho fondato Nextre Engineering, una piccola azienda di creazione di siti web e software, con Fabio Gurgone, ingegnere informatico. Oggi ha 42 anni ed è ancora al mio fianco. Lui si occupava della parte tecnica, io delle vendite. Niente garage, eravamo in mansarda. Dopo la laurea, ho lavorato nel mondo della finanza (Merrill Lynch IPCG), come analista. Ma la vocazione all’impresa mi pungolava».

Come si manifesta?

«Avevo quella classica sensazione di frustrazione nei classici contesti aziendali. Mi davano fastidio le lungaggini, la tendenza all’immobilismo. Volevo accelerare i tempi
tra decisione e realizzazione di un’idea. Poi, volevo creare qualcosa».

Il guadagno è una spinta forte?

«No. Quando abbiamo lanciato Motork, non abbiamo percepito lo stipendio per
un anno e mezzo, pesando sulle nostre mogli. Non è stato un bel momento anche
l’anno e mezzo successivo, sottopagati. Se uno non vuole correre questo rischio,
è meglio che, invece di costruirlo da zero il suo razzo-impresa, salti sul razzo di un
altro, partecipi, impari e monetizzi. Altra cosa è se ti sollecita la sfida e la voglia di
realizzare qualcosa di tuo. Per me è ancora così. Ogni giorno mi impegno per rendere
più grande possibile l’azienda che ho creato. L’obiettivo guadagno va distinto dalla sfida. Soprattutto oggi che il tema “fare startup” è figo. Non mi sento figo. Realizzare una startup non c’entra niente con l’ego, la ricerca di un’approvazione esterna».

Come gestisci le persone?

«Le startup sono strutture piatte, non c’è la gerarchia delle aziende tradizionali. Noi
abbiamo creato un gruppo di persone che crescono insieme, con una velocità e una
modalità impossibili da soli. La gestione non si improvvisa. Molte startup americane
sono nate da persone che prima hanno fatto esperienza nel team di altre imprese,
riportandola nella propria: 5 anni, crescita, exit, vendita delle stock option, cash da
reinvestire in altro. Se tornassi indietro, lo farei. L’esperienza in una società in crescita
è il mio consiglio a chi vuole avviare una startup».

Quanto conta un’idea?

«Niente. È l’execution che vale. Non innamorarti della tua idea a tutti i costi. Se il mercato la rifiuta, rischi di dare testate contro un muro».

Quando è nata MotorK?

«Nel 2008-2009. Avevamo meno figli, meno capelli bianchi, più incoscienza. Abbiamo individuato il settore automotive: era molto indietro nell’economia digitale, rispetto a quella reale. Nel 2010 abbiamo attraversato l’Europa per partecipare a Geeknrolla, la startup conference di Techcrunch a Londra. È un evento europeo che mette in contatto le più interessanti startup con gli investitori. Dopo un’eruzione in Islanda, ceneri vulcaniche impedivano i voli aerei. Con i soci che hanno fondato con me MotorK, Fabio Gurgone e Marco De Michele, abbiamo macinato km in auto. Mi ero appena sposato: quel viaggio ha sostituito il mio viaggio di nozze. Nel 2016, ai fondatori si è unito anche Tommaso Parisi».

Perché MotorK funziona?

«Ti aiuta a scegliere l’auto che fa per te. Oggi la durata media di un’auto in Europa è di 5-7 anni. Per quello bisogna scegliere bene. DriveK funziona: abbiamo avuto un milione di richieste di preventivo, che sono diventate più di 100mila acquisti in un anno. In Italia, 1/3 di tutte le auto vendute passano attraverso questo canale. L’utente visiona almeno 5 modelli prima di acquistare, entra in contatto con uno o più concessionari di varie case automobilistiche, per fare un test drive e trattative di acquisto».

Qual è il modello di business?

«Il configuratore è gratis per l’utente. Siamo pagati per ogni richiesta di preventivo
da case automobilistiche e concessionari. Siamo partner del 90% delle case automobilistiche in Europa».

Info: www.motork.io/it/

 

intervista tratta dall’articolo «Ho messo online l’auto perfetta. E la mia startup vola» pubblicato su Millionaire di maggio 2017. Per acquistare l’arretrato, scrivi a abbonamenti@ieoinf.it

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