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Home business: un vino di successo che nasce nel garage di casa

Ha iniziato nel suo garage come Steve Jobs. Non per creare prodotti hi-tech. Ma vino. Alessio Bigagnoli, 35 enne veronese, è un giovane viticoltore. Il suo Bardolino (classico, chiaretto e chiaretto spumante) ha convinto tutti: vincitore del premio etichetta dell’anno 2014 e del premio speciale packaging all’ultima edizione di Vinitaly, conclusasi da qualche giorno.

Ho iniziato nel 2012 producendo qualche bottiglia (una decina) nel garage di casa. Poi ho vinto un primo concorso e lì ho preso un po’ di coraggio. Ho aperto una partita Iva e mi sono messo in gioco» racconta Alessio a Millionaire.

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Lavoratore dipendente (è impiegato come tecnico di laboratorio enologico, ndr) coltiva la passione per il vino da sempre:

Dalle 9 alle 18 sono in azienda. Poi torno a casa e fino alle 2 mi dedico alla produzione del vino».

È partito da zero senza vigneti e macchinari. Ha preso in prestito un terreno in comodato d’uso (mezzo ettaro) e si è appoggiato per il primo anno alla cantina di un vicino. Nel 2013 ha prodotto 4mila bottiglie. Le vende tramite e-commerce in Italia e all’estero (in Belgio, soprattutto) dal suo sito e da altre piattaforme (come Vinix, ndr). E in alcuni locali tra Milano e Verona:

Si fa molta fatica nei canali tradizionali. Propongo il mio vino a locali di nicchia (bar, ristoranti, enoteche) che puntano sulla qualità del prodotto e sul km zero. L’e-commerce funziona, ma ci sono troppe restrizioni burocratiche. All’estero non posso vendere a privati, ma solo a soggetti che hanno partita Iva».

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Per riuscire – ci spiega – bisogna trovare un modo originale per distinguersi dalla concorrenza. Lui ha puntato sul packaging:

Ho studiato la grafica del packaging con un amico: serviva qualcosa che si staccasse dalla linea classica e capace di farsi ricordare a prima vista. Non è sempre facile introdurre innovazione. Molti locali volevano il vino, ma mi chiedevano di produrlo con un’etichetta più tradizionale. Tuttavia, ho sempre rifiutato di cambiare direzione e il premio a Vinitaly ci ha dato ragione».

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La differenza per lui devono farla il blog e i social network. Alessio dedica diverse ore al giorno alla cura della comunicazione online dell’azienda:

Rispetto a un grande produttore, una piccola azienda deve creare ancor di più un rapporto speciale con il suo pubblico. Mi piace raccontare quello che faccio ogni giorno (come semino, raccolgo e lavoro l’uva). A volte basta anche poco: una foto con una didascalia da postare poi su Facebook, Twitter e Instagram. È una politica che alla fine paga: ho più fan sui social di aziende che producono milioni di bottiglie all’anno».

Quali sono i maggiori ostacoli che incontra chi vuole produrre vino e non ha grossi mezzi a disposizione?

Innanzitutto, i tanti ostacoli burocratici. Non è facile districarsi tra le leggi comunali, regionali, nazionali, che bloccano i piccoli produttori. Come per esempio leggi del comune dove vivo che limitano di molto l’attività di chi non possiede almeno due ettari di terreno. Poi nel mio caso, sono un lavoratore dipendente e non ho accesso alle agevolazioni per gli agricoltori under 40, previste dalle normative nazionali ed europee».

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Che consigli dai a chi vuole provare?

L’ideale sarebbe avere un po’ di terra, qualche macchinario e una cantina a disposizione. Avere qualche punto fermo su dove produrre è essenziale. Non è facile quando, come nel mio caso, non possiedi una fissa dimora e dover ogni anno trovare una cantina nuova. Non pensare a fare un vino complicato, ragionando su abbinamenti cervellotici. Ma un prodotto piacevole, facile da bere. Poi partire da un budget: 10mila euro iniziali per le spese che sono molte all’inizio dell’attività. Informarsi sui bandi: oggi ci sono diverse opportunità di finanziamenti, a livello nazionale e europeo, per agricoltori under 40. Come ultimo consiglio provare: “È difficile, ma non impossibile”. Con un po’ di buona volontà…».

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INFO: http://www.bigagnoliwines.com/

Giancarlo Donadio

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