La gym del futuro

871
Bulb

È nata Bulb, startup italiana per mettere a disposizione degli utenti spazi attrezzati per l’allenamento

Avete voglia di andare in palestra, ma non volete avere il classico abbonamento? Non volete sentirvi obbligati ad avere un vostro fisso per poi andare solo pochi giorni al mese? È nata Bulb, startup italiana nata nel 2021, in piena pandemia, per mettere a disposizione degli utenti spazi attrezzati per l’allenamento in modalità pay per use. Facile e veloce, basta scaricare la App e vedere quali centri sono liberi in quel dato giorno e orario preferito. In Italia, solo 5,5 milioni di utenti possedevano un abbonamento in palestra contro i 20 milioni di amanti del fitness. A questo si aggiunge poi la sempre maggiore richiesta di allenamenti personalizzati e mirati al singolo. Ecco quindi che Bulb ha aperto 3 hub a Milano, con l’obiettivo di arrivare a 50 in tutto il Paese entro il 2023. Siamo andati a intervistare Danilo Mazzacuva, CEO e founder di Bulb.

 

Da dove viene il nome Bulb

Bulb prende ispirazione dalla natura. In natura un bulbo è l’organo che protegge la pianta per aiutarla a prendere vita. All’interno di questo piccolo pacchetto c’è quasi tutto ciò di cui il fiore ha bisogno per sbocciare. Immagazzina l’energia e i nutrienti durante l’inverno, mentre la pianta è naturalmente dormiente. L’anno successivo, l’energia nel bulbo è pronta e aspetta che la pianta ricresca e fiorisca di nuovo. Noi abbiamo immaginato location come luoghi e contenitori, dove al proprio interno c’è tutto quello che serve ad aiutare i professionisti o gli appassionati a far crescere le proprie passioni.

 

Come è nata l’idea

L’idea è nata durante il lockdown. Per la prima volta i trainer diventavano autonomi, perché hanno avuto la necessità di crearsi un proprio spazio a causa della chiusura prolungata delle palestre. Si sono resi conto che grazie al potere dei social network potevano raggiungere diversi utenti, in diverse parti del mondo, senza legare il proprio cliente a un abbonamento di lunga durata. Bulb nasce quindi per facilitare ai professionisti e agli appassionati l’accesso al mondo del fitness. Ci siamo chiesti perché la gente era propensa a pagare un maestro per una determinata disciplina (come di padel) e invece per accedere al mondo del fitness doveva necessariamente legarsi ad un abbonamento. Abbiamo quindi voluto modificare questo modello di business, per portare il fitness a un modello nuovo che ormai è parte del nostro quotidiano. Abbiamo tolto al trainer il rischio di impresa, dando a lui la possibilità di allenare i propri clienti all’interno dei nostri HUB.

 

Come si entra a far parte di Bulb passo dopo passo

SE SEI UN PERSONAL TRAINER

Scarica l’applicazione di Bulb che si trova su IOS e Android, ed effettua la registrazione. Verrà chiesto di caricare una certificazione per attestare l’attività. Verrà quindi creato un account business per aver accesso a un pricing agevolato.

Specificare le proprie passioni e i propri interessi.

Effettuare il login e accedere alla sezione wallet dell’App per caricare i coin. Selezionare l’hub più vicino e creare il booking nell’orario disponibile.

SE SEI UNO SPORT LOVER

Il procedimento è il medesimo, ma non viene richiesta alcuna certificazione

Per entrambe le modalità vengono utilizzati i coin perché permettono all’utente di essere indipendente nella gestione della prenotazione. Se vuoi annullare, riavrai i coin in automatico e ti vengono riaccreditati sul wallet.

 

Qual è l’investimento iniziale

Ci sono 2 format: body&mind dedicato alle discipline olistiche e functional training.

Si parte da un investimento di 29.000 euro per i Bulb Body&Mind a 42.000 euro per i Bulb Functional. L’investimento è compreso di diritto di ingresso ed è escluso di opere di adattamento locale.

 

Come si scelgono gli spazi giusti

Si parte da metrature di 30 mq per gli spazi Body&Mind ai 45/90 mq dei Bulb Functional Training. La scelta viene condivisa con il franchisor a fronte di una analisi e un business plan dedicato. Assistiamo l’affiliato in tutte le fasi di startup.

 

Nuove idee di sviluppo in Italia e all’estero

Bulb conta, tra apertura proprie e aperture in franchising, di arrivare a 50 entro la fine del 2023 e il primo quarter 2024. Si punta anche al mercato estero.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedenteGoogle: una multa salatissima da 4,1 miliardi
Prossimo articoloGli NFT stanno conquistando il calcio