«Il mio braccialetto ha conquistato Endeavor: ma farcela non è una favola»

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Arriva Endeavor, l’organizzazione non profit che aiuta gli imprenditori a crescere. Tra i primi selezionati, Matteo Lai di Empatica.

Ha 34 anni, è il Ceo della startup Empatica, produce e sviluppa i più piccoli e precisi wearable device al mondo per il rilevamento di segnali fisiologici nella vita quotidiana. Ha raccolto finanziamenti e consensi. «Non credete alle storie di successo facili, sono favole» esordisce Matteo Lai, due lauree in Architettura e un master in Innovation management.

Qual è il segreto per farcela?

«Bisogna essere molto, molto determinati. Ed essere disposti a spaccarsi la schiena e fare molti sacrifici per un bel po’ di anni».

In Italia è arrivata Endeavor, che supporta gli imprenditori italiani che hanno le potenzialità per crescere a livello internazionale. Ed Empatica è stata scelta tra le poche startup italiane.

Che tipo di aiuto vi hanno dato?

«Abbiamo ricevuto un supporto significativo sulla strategia di fundraising, sia con presentazioni a investitori sia con informazioni sulla crescita aziendale: un caso unico di sostegno, a differenza di ciò che fanno altri incubatori. Il network di Endeavor è globale e quindi permette prospettive su mercati diversi e collaborazioni con diverse aziende».

Come farsi selezionare da Endeavor Italia?

«È necessario essere in fase di scale-up. Cioè una giovane azienda in rapida crescita, con un prodotto testato sul mercato. Avere potenziale di grande crescita in tempi brevi e interesse a investire nel territorio, per supportare l’ecosistema locale».

Dal 1997 Endeavor ha selezionato a livello globale 1.308 imprenditori in 25 Paesi, che hanno generato 587mila posti di lavoro, per un fatturato complessivo nel solo 2015 di 8,16 miliardi di dollari.

INFO: www.endeavor.org

 

 

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