L’imprenditrice e i Millennial: “Prova, fallisci, impara e ripeti”

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A 18 anni Stacey Ferreira ha conquistato Richard Branson, a 19 ha convinto un investitore del Colorado, a 20 ha fatto una exit. Poi ha scritto un bestseller, avviato una nuova impresa. E oggi, a 26 anni, gira il mondo per fare la speaker e portare il suo messaggio. Che dice pressappoco così: try, fail, learn, repeat.

Flashback. Stacey Ferreira è cresciuta in Arizona. I suoi genitori lavorano all’Ibm, a 8 anni le regalano un computer, con cui Stacey e suo fratello possono giocare per mezz’ora al giorno. «Mi sono chiesta: come posso creare un gioco e farci giocare gli altri?». Guarda su YouTube, studia e piano piano impara a programmare. «Era un Html di base, ma mi ha permesso di rendermi conto che mi piaceva programmare qualcosa da sola».

Da quel momento Stacey coinvolge il fratello. Insieme creano MySocialCloud.com, un sito dove salvare tutte le password. «A 18 anni ho detto a mio padre che volevamo fare gli imprenditori. La sua risposta? Bene, dovete cavarvela da soli». I due partono per Los Angeles, affittano una casa per 900 dollari, ne subaffittano una parte e iniziano a lavorare.

«La svolta? Un giorno ho letto un tweet di Richard Branson, patron della Virgin, che diceva: “2.000 dollari in beneficenza per bere un aperitivo con me”». I due fratelli chiedono un prestito al padre e partono per Miami. 24 ore dopo incontrano Branson. Gli spiegano il progetto, si fanno consigliare e tornano a casa ancora più desiderosi di cominciare, con in tasca la email personale di Branson. Una volta a casa gli scrivono. Lui risponde: “Vi voglio presentare un venture capitalist”. La storia è a lieto fine. I due raccolgono 1,2 milioni di dollari. Sviluppano la piattaforma e nel 2013 la vendono a Reputation.com.

Eppure Stacey è ancora ossessionata dalla domanda che tutti le hanno sempre fatto: “Cosa vuoi fare da grande?“. Parla con i suoi coetanei, scopre come è cambiato il mondo del lavoro. «Io e la mia generazione scegliamo un lavoro per avere un impatto sul mondo e per la sua flessibilità». Da questa ricerca, Stacey crea la sua seconda impresa: Forge, un’App che permette ai suoi coetanei di selezionare ore di lavoro presso ristoranti o negozi della propria zona. L’abbiamo intervistata.

Che cosa ti ha detto Branson la prima volta che ti ha incontrata?

«“Non permettere alle persone di dirti che non puoi fare qualcosa”. Non importa l’età che hai, se sei maschio o femmina. Se hai un’idea, vai e mettila in pratica. Ci ha raccontato della sua dislessia: un sacco di persone gli dicevano che non poteva creare un business. Invece ha realizzato grandi cose».

In Italia non è così facile parlare con gli  imprenditori…

«Anche negli Usa prima del 2000 gli imprenditori avevano con i giovani lo stesso atteggiamento che c’è oggi in Italia. Ma poi sono arrivati dei ragazzi con la felpa e il cappuccio e hanno creato Facebook, ora la gente si è resa conto che anche i giovani possono fare qualcosa di grande. Quando anche in Italia ci saranno esempi di questo genere, le persone cambieranno idea».

Consigli ai giovani di lasciare l’università, come hai fatto tu?

«Dipende, innanzitutto se sei in grado di imparare da solo, poi dalla tue possibilità economiche. Negli Usa l’università è molto costosa. Infine, dall’idea che hai. Se è buona, consiglio di prendere dei rischi calcolati e cercare degli investitori che si dividano il rischio con te».

di Eleonora Chioda e Tiziana Tripepi

Tratto dall’articolo “Opportunità illimitate. Impatto positivo. È questa la migliore epoca per essere un imprenditore” pubblicato su Millionaire di ottobre 2018. Per acquistare l’arretrato scrivi a abbonamenti@ieoinf.it

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