«Come funziona un sistema di intelligenza artificiale? Ve lo spiego con la pizza»

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«Immagina di essere il proprietario di una pizzeria e di avere già una certa esperienza» spiega Anita Schjøll Brede, norvegese, Ceo e co-fondatrice di Iris.ai, tra le 10 startup di intelligenza artificiale più innovative del 2017 secondo Fast Company. «Ogni giorno, in base alla stagione, al giorno della settimana, al tempo saprai già quante palline di pasta preparare. Immagina invece di non avere esperienza: per prevedere quante palline preparare ogni giorno, hai bisogno di raccogliere dei dati. Ogni mattina scrivi su un foglio che giorno della settimana è, che tempo fa, se la stagione è turistica. Poi a fine giornata annota quante pizze hai venduto. Registra questi dati per mesi, poi mettili in una rete, che è formata da una serie di nodi. Assegni ai dati in entrata un valore, in base al peso (il martedì vale 1,4, la pioggia 0,2…). Ogni volta che i dati si incontrano in un nodo, vengono elaborati per poi passare al livello successivo, fino a che arrivano a un’uscita, cioè alla “soluzione”, per esempio 30 palline di pizza. Questa è confrontata con le pizze effettivamente vendute con quelle variabili e se il risultato è sbagliato, il segnale d’errore sarà propagato nella direzione inversa e il sistema imparerà».

Abbiamo intervistato Anita Schjøll Brede al SingularityU Summit di Milano.

Cosa ti affascina di più dell’intelligenza artificiale?

«Il fatto che ci fa confrontare con la nostra stessa umanità. Le reti neurali sulle quali si basa l’intelligenza artificiale sono modelli matematici che riproducono il funzionamento biologico del cervello. Ricevono un’enorme quantità di dati diversi, li elaborano nei nodi e trasmettono ai livelli successivi il risultato delle elaborazioni».

Che competenze occorrono per lavorare nel settore?

«Non possiamo costruire un sistema di intelligenza artificiale senza la matematica. Poi servono competenze di informatica, ma sempre più importanti sono gli studi di etica e filosofia, perché occorre conoscere nel profondo come funziona la nostra mente e quali sono gli errori che commettiamo».

Se qualcuno volesse fare una startup, che ambito consigli di esplorare?

«Consiglio di guardare a tutti quei processi che sono molto noiosi e ripetitivi: è qui che si può trovare il potenziale per creare. Jeff Bezos è la persona più ricca della Terra perché si occupa di una cosa noiosa: la logistica. Il mio consiglio è: se vuoi iniziare, costruisci soluzioni di intelligenza artificiale da vendere alle aziende».

di Eleonora Chioda e Tiziana Tripepi

Tratto dall’articolo “Opportunità illimitate. Impatto positivo. È questa la migliore epoca per essere un imprenditore” pubblicato su Millionaire di novembre 2018. Per acquistare l’arretrato scrivi a abbonamenti@ieoinf.it

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