Invento il guanto che dà voce ai sordomuti

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Un guanto hi-tech per dare voce ai sordomuti. È il progetto di due giovani marchigiani, Francesco Pezzuoli, 26 anni, e Dario Corona, 27 anni, dottorandi dell’Università degli Studi di Camerino e founder della startup LiMiX. Il loro dispositivo si chiama Talking Hands, “mani che parlano”, perché riconosce i movimenti della lingua dei segni (LIS) e li traduce in parole, dando voce anche a chi non può parlare. LiMiX è il vincitore italiano di Chivas Venture, il concorso internazionale per le startup più interessanti e innovative in ambito sociale. Un milione di dollari in palio. 27 finalisti provenienti da tutto il mondo. La startup di Camerino rappresenterà l’Italia alla finale di Amsterdam, a maggio. Prima, dal 4 al 24 aprile, potrà essere votata via web (su https://www.chivas.com/it-it/the-venture) per aggiudicarsi 50mila dollari.

Come nasce Talking Hands?

«L’idea è nata davanti a un caffè in Facoltà, già nel 2011. Volevamo partecipare al bando di un’azienda americana che produceva braccialetti elettromiografici: la loro tecnologia riconosceva l’orientazione del polso nello spazio, non i movimenti delle dita. Poi abbiamo pensato di utilizzare i sensori per tradurre la lingua dei segni» racconta Francesco. «Nel 2014 ho presentato l’idea allo Startup Weekend di Ascoli Piceno. All’università avevamo già lavorato a un esoscheletro per disabili, a una sedia a rotelle. Insomma avevamo la vocazione di imprenditori sociali».

Come funziona?

«Il dispositivo si indossa come un guanto. È dotato di sensori di flessione sulle dita e di due Imu (unità di misurazione inerziale) sul dorso della mano e sull’avambraccio. I sensori riconoscono i movimenti delle dita, l’orientamento della mano e dell’avambraccio. I dati sono trasmessi via bluetooth allo smartphone che pronuncia la frase tramite un sintetizzatore vocale. Per superare le differenze di lingue e dialetti l’utente può creare il proprio vocabolario e associare gesti a parole».

Come avete sviluppato il progetto?

«Siamo partiti con poche risorse. Abbiamo ottenuto un primo investimento di 35mila euro nel 2015 da StartCup Marche e Ecapital. Ci siamo messi a lavorare al brevetto e al primo prototipo. Ci è voluto molto tempo per affinare l’algoritmo. Nel 2016 abbiamo vinto il Rome Prize alla Maker Faire: 100mila euro che ci hanno dato nuova linfa. Non è stato facile passare dall’ambito della ricerca all’impresa. Bisogna tener conto di mille cose e il processo di apprendimento è lungo. Ma siamo stati affiancati da aziende che compiono ricerche in ambito industriale. Ora Limix (che nasce come spin-off dell’università) è incubata nell’azienda Picchio Spa. Il nostro mentor è l’ingegnere Di Pietrantonio».

Maker Faire 2016 – Rome Prize 2016, i vincitori Francesco Pezzuoli e Dario Corona con Talking Hands Paolo Rizzo/Ag.Toiati

A che punto siete?

«A giugno sarà pronto il primo prototipo industriale. Dobbiamo effettuare i test con la comunità sorda. Prevediamo il lancio commerciale tra il 2019 e il 2020. Il prezzo: circa 600 euro. Al momento i prototipi sono stati realizzati sulla mia mano, stampati in 3D. I dispositivi sul mercato saranno disponibili in diverse taglie. Abbiamo già un partner industriale per la produzione. Siamo alla ricerca di un’azienda (come Amplifon) per la commercializzazione».

Info: www.limix.it

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2 Commenti

  1. Ciao ragazzi, trovo il vostro progetto molto utile e interessante, io ho inventato un sistema per salvare le ragazze e donne in caso di difficoltà , ma e difficile trovare gli investitori.
    Pensate potete darmi due dritte o magari unire le idee per sfondare..
    saluti
    Marino

  2. Salve ragazzi.Che bravi.Vi scrivo per chiedervi un paio di informazioni se potete rispondermi visto che avete gia’ esperienza in questo campo.Anche io ho ideato delle cose ,un paio anche molto importanti sempre in ambito sociale.Vorrei vendere la mie idee ,preferibilmente ad aziende italiane.Ho gia’ un paio di contatti , facendo una ricerca in internet mi sono resa conto che pero’ le idee non vengono valutate molto anzi forse proprio niente.Cosa resta , proporre al mercato estero? Vorrei sapere se potete consigliarmi in qualche modo perche’ io sinceramente ,non solo credo alle mie intuizioni, ma voglio che siano retribuite correttamente.Vi ringrazio se potrete consigliarmi in qualche modo.

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