«La mia App per i neolaureati raccoglie 2 milioni di finanziamenti»

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Michele Trusolino, 36 anni, marchigiano, è il co-founder di Debut. L’applicazione permette a studenti e neolaureati di trovare lavoro tramite smartphone.

«Ho sempre sognato Londra. Da studente venivo qui in estate per studiare l’inglese. Lavoravo come cameriere o cleaner negli ostelli. Tutto pur di raggiungere i miei obiettivi» racconta Michele Trusolino, co-founder di Debut (http://debut.careers). «Sono tornato in Erasmus. Solo due posti per tutta la facoltà, ma ce l’ho fatta. Cinque giorni prima di partire c’è stato l’attentato alle Torri Gemelle. Tutti mi dicevano “sei pazzo? non partire, cancella tutto”. Ma per me era troppo importante. Dopo la laurea ho seguito un master alla Cass Business School. Era il 2002, il periodo della prima crisi finanziaria. Così sono tornato in Italia, ho trovato lavoro a Milano. Intanto continuavo a mandare cv alle banche d’affari. Nel 2004 sono entrato in Goldman Sachs».

Poi ti hanno mandato a New York. Era il 2008…

«Sì, nel pieno di una delle più gravi crisi finanziarie. Ho visto le grandi banche collassare. Tutto il team in cui lavoravo è stato licenziato. Ho deciso di dedicarmi alle startup. La prima (Hayfin) è cresciuta in fretta, arrivando a 55 dipendenti e 7 miliardi di asset in gestione. Ma dopo 5 anni ho mollato tutto».

Perché hai mollato?

«Volevo sfidare me stesso, dare di più ed esplorare nuovi campi. Ho lavorato con un’amica che stava lanciando una startup tecnologica a Buenos Aires. Non è andata bene, ma in Brasile ho capito che quella era la mia strada. Ci ho riprovato con una fintech a Londra. Poi un amico mi ha presentato Charles Taylor (27 anni, tra i 30 Forbes Under30), un ragazzo con visione, talento e 10mila progetti in testa. Insieme abbiamo creato Debut, un’App disruptive per il recruitment, lanciata a novembre 2015».

Come funziona Debut?

«Invertiamo il processo di selezione: sono le società a trovare i candidati in modo veloce e mirato. Gli studenti si registrano, inserendo studi e skill. Le aziende li contattano con la funzione Talent Spot, per invitarli a colloqui o eventi».

Come l’avete finanziata?

«250mila sterline da parte di un industry investor conosciuto a Ernst&Young. Poi altre 250mila con family and friends. A dicembre 2016 abbiamo chiuso un round da 1,7 milioni di sterline con tre venture capital».

E i guadagni?

«A pagare sono le società, che sottoscrivono un abbonamento annuale. Sono circa 50. Grandi nomi, come Microsoft, Barclays, L’Oréal, General Electric. Il costo varia in base alla loro capacità di assunzione (anche più di 5.000 sterline). Non è stato facile trovare i clienti. Abbiamo passato l’estate 2015 bussando alle porte. Oggi l’App conta più di 50mila download, ci sono anche studenti stranieri (3% italiani). Il team è composto da 16 dipendenti».

INFO: http://debut.careers

Tratto dall’articolo “Giovani innovatori da tenere d’occhio nel 2017” pubblicato su Millionaire di aprile.

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