Nokia lo licenzia e lui crea una startup di successo

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È il 2011 quando Nokia entra in crisi e comincia a licenziare (taglierà 40mila persone, circa il 30% della sua forza lavoro). Ma l’azienda finlandese non vuole disperdere tutto il patrimonio di ricerca accumulato in quegli anni e in aprile crea Nokia Bridge, un fondo finalizzato a finanziare startup formate da ex dipendenti.

Tra questi c’è Stefano Mosconi (foto a sinistra), 36 anni, ingegnere romano che sette anni prima si è trasferito a Helsinki per lavorare nell’azienda finlandese. «Facevo parte del team che sviluppava prodotti basati su Linux. La Nokia ci ha detto: avete un anno per finire il progetto e presentare un business plan legato a una nuova idea. Alle migliori business idea daremo un grant, cioè un contributo in denaro utile a lanciare una nuova impresa».

Insieme ad altri quattro colleghi, Stefano aveva sviluppato MeeGo, un sistema operativo open source che la Nokia ha abbandonato decidendo di puntare su Microsoft. Decide di riprenderlo in mano, lavorarci su (sarà rinominato SealfishOS) con l’idea di applicarlo a un smartphone.

stefano mosconi
Stefano Mosconi

Risultato? Vincono il grant (di alcune migliaia di euro) e decidono di fondare Jolla. A quel punto parte la caccia ai soldi. «All’inizio ci siamo rivolti agli investitori europei. Dicevamo “Abbiamo un nuovo sistema operativo per smartphone”. Ci prendevano per pazzi. Abbiamo messo insieme soltanto 150mila euro. Poi siamo andati dove ci sono i soldi: a Hong Kong. Eravamo armati solo di passione, business plan e biglietti da visita, eppure in pochi giorni abbiamo raccolto due milioni di dollari».

jolla 1

Nel 2013 esce il primo smartphone, un anno dopo il tablet. «Produciamo software. Abbiamo dovuto costruire un telefono per dimostrare cosa possiamo fare. Il nostro sistema operativo è flessibile, si può cambiare come si vuole».

jolla 2

Finora Jolla ha raccolto 50 milioni di dollari e dà lavoro a 130 persone «L’anno scorso abbiamo lanciato un progetto di crowdfunding su Indiegogo e abbiamo raccolto 2,5 milioni di dollari (il nostro target era 380mila, raggiunto in due ore».

INFO: https://jolla.com/it/

Questo è un estratto dell’articolo pubblicato su Millionaire di giugno 2015.

Redazione

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