La startup siciliana Ocore vince il Premio Nazionale per l’Innovazione

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Nella foto Daniele Cevola e Francesco Belvisi con una tavola da surf prodotta con la stampa robotica 3D ideata da Ocore.

Una startup siciliana ha vinto il Premio Nazionale per l’Innovazione 2017. Si chiama Ocore. «Sta per ‘organic core’, anima organica» ci spiega Daniele Cevola, 40 anni, architetto navale, co-founder insieme agli ingegneri Francesco Belvisi e Mariga Perlongo. La loro sfida: costruire la prima barca a vela da competizione con la stampa 3D. E non solo. La tecnologia sviluppata, che combina produzione additiva e robotica, può essere applicata anche in altri settori, oltre a quello nautico. Per la creazione di oggetti di grandi dimensioni, leggeri ma ad alte prestazioni.

La startup, incubata presso il Consorzio ARCA dell’Università di Palermo, è stata scelta tra le 65 finaliste della competition promossa da PNICube (l’Associazione italiana degli incubatori universitari) e ha vinto due premi: vincitrice assoluta del Premio Nazionale per l’innovazione e premio per la categoria Industrial  (entrambi conferiti da FS Italiane, main partner del Premio).  «Siamo contenti. Ci speravamo, ma non pensavamo di farcela, visto che c’erano molte altre startup interessanti in gara» dice Daniele.

Com’è nata l’idea

«Tutto nasce all’inizio del 2014. Io e Francesco abbiamo creato Livrea Yacht, uno studio di progettazione e costruzione nautica. Abbiamo pensato di introdurre la stampa 3D nella produzione. E, quando si è presentata la possibilità di applicare la nostra tecnologia anche ad altri settori, è nata Ocore».

Stampa 3D e robotica

La startup ha sviluppato una tecnologia di stampa robotica 3D che consente di ottenere strutture di grandi dimensioni, leggere e ad alte prestazioni, senza utilizzare modelli e stampi. «Così per costruire un’imbarcazione non serve creare prima il modello e tutti gli stampi solitamente necessari. Il processo di produzione diventa più snello e veloce. Oltre a occuparci di prototipazione, creiamo anche stampi in materiale termoplastico riciclabile. Vogliamo rivoluzionare il mondo della manifattura».

Il primo progetto

«Costruiremo l’imbarcazione da competizione per la MiniTransat del 2019. Dovrà essere pronta tra marzo e aprile del 2018, in modo da essere sottoposta alle dovute prove prima di partecipare alle regate di qualificazione. Il prossimo settore su cui punteremo sarà quello dell’automotive, visto che diverse aziende, nomi prestigiosi, ci hanno contattato».

Il consiglio: fare rete e non mollare mai

«Abbiamo avuto tanti momenti di difficoltà, dai problemi tecnici a quelli economici. Più volte abbiamo pensato “non ce la facciamo”. Ma non abbiamo mollato. Abbiamo trovato anche tante persone disponibili, dagli artigiani ai professori universitari, che ci hanno sempre teso la mano. Per fare startup bisogna crederci, perseverare e parlare tanto con chi ha più esperienza e anche con chi non ne ha. Per avere una visione a 360 gradi del settore in cui intraprendi».

Info: www.ocore.it

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