La lampada che insegue il sole: Diva Tommei raccoglie 140mila dollari in 24 ore col crowdfunding

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Lucy lampada
Diva Tommei e il suo team con Lucy

Ha inventato Lucy, una lampada che insegue la luce del sole e la direziona dove vuoi. E ieri ha debuttato su Indiegogo, piattaforma di crowdfunding, raccogliendo più di 140mila dollari in 24 ore (e la cifra continua ad aumentare). Lei si chiama Diva Tommei, ha 31 anni, romana, vive in Silicon Valley. Con Mattia Di Stasi, 24 anni, ha lanciato la startup Solenica. «Abbiamo lavorato alla campagna di crowdfunding da mesi. È stato un grandissimo lavoro. Video, foto, presentazioni. Poi stiamo sviluppando il prototipo, in modo da trasformarlo il più velocemente possibile in un prodotto finale» ci ha spiegato Diva. Chi ordinerà la lampada in questa fase, potrà acquistarla a 150 dollari, anziché 300.

Come è nata l’idea della lampada Lucy?

«Da grande volevo fare la ricercatrice e studiare il cancro. Lo dovevo a mio nonno, a cui ero molto legata, morto presto di tumore allo stomaco. Per questo mi sono trasferita da Roma a Cambridge per fare un dottorato in biologia computazionale (la scienza che studia i processi biologici). Ma una volta lì, la mia vita è cambiata. Lavoravo in un ufficio esposto malissimo che non riceveva mai la luce del sole. Ero depressa. Guardavo fuori dalla finestra e vedeva una strada sempre luminosa. Mi sono chiesta: come posso ridirezionare quella luce nel mio ufficio? E’ nata così l’idea di una sfera Lucy».

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La lampada Lucy

Come funziona la lampada?   «Lucy tecnicamente è un eliostato, ovvero una tecnologia in grado di seguire la luce del sole, adattato per uso domestico. Nello specifico si tratta di uno specchio intelligente inserito all’interno di una sfera trasparente e dotata di motori alimentati da energia solare.  I motori si accendono e cominciano a inseguire il sole, catturando la luce naturale e irraggiando la zona desiderata».

Come sei riuscita a trasformare l’idea in un progetto?

«Nel 2010 sono arrivata alla Singularity University (una prestigiosa università che seleziona i migliori studenti del Pianeta che hanno competenze e idee tecnologiche per cambiare il mondo ndr). Faccio parte della classe di pionieri del 2010 del corso Graduate Studies Program, quindi GSP10. Lì ho capito come realizzare la mia lampada e scoperto la mia vena imprenditoriale. Ho iniziato a costruire prototipi e ho trovato persone favolose con cui condividere questo percorso».

Come hai realizzato Lucy e con quanti soldi?

«Per verificare la tecnologia inizialmente ho usato pezzi da ferramenta e le sfere dei lampioni che si trovano da fornitori di sistemi da giardino. Abbiamo lavorato per i primi 8 mesi auto finanziandoci. Poi siamo stati selezionati dall’acceleratore della Qualcomm, il Qualcomm Robotics Accelerator, gestito da Techstars a San Diego, abbiamo ricevuto $120K di finanziamento totale. Una volta dentro siamo passati a prototipazione rapida con stampanti 3D di alto calibro. Ora ci troviamo a impostare la produzione su larga scala».

Obiettivi futuri?

«Siamo agli inizi di una grande avventura. Vogliamo espandere l’idea di Lucy destinandola a ambienti professionali, interi edifici e luoghi aperti».

Cosa insegna la tua storia?

«A credere in quello che si fa e a perseverare. Non importa quanto le persone intorno a te credano che tu abbia intrapreso una strada sbagliata. L’unica cosa che importa sei tu e quanto tu voglia percorrere quella strada. Solo così arriverai fino in fondo».

Info: www.solenica.com

www.indiegogo.com/projects/lucy-light-indoor-spaces-with-real-sunshine-solar#/

 

 

 

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