L’app del vino a domicilio punta alla Borsa

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winelivery vino
Da sinistra: Francesco Magro, Andrea Antinori e Giovanni Roberto

Quattro anni fa, Andrea Antinori (31 anni, nessuna parentela con i produttori di vino) e Francesco Magro (32) sono a cena, quando finisce il vino. «Un servizio di consegna a domicilio non c’era. Negli Stati Uniti, esistevano già tre grandi player. C’era spazio in Italia e siamo partiti» spiega Andrea. Insieme a Giovanni Roberto, creano Winelivery, un’app per la consegna a domicilio di vino, birra e drink, ma anche uno strumento di comunicazione per produttori e brand.

«Da startup, siamo partiti con i nostri soldi. Il primo magazzino è stato il mio appartamento. Un passo alla volta» racconta Francesco. Il team si occupa di tutta la gestione, dallo stoccaggio alla consegna del vino, alla giusta temperatura, entro mezz’ora. «Per crescere, però, serviva più benzina nel motore, cioè nuovi finanziamenti. Grazie a tre round di investimento con il crowdfunding abbiamo raccolto due milioni di euro e portato a bordo 570 soci, privati e anche qualche fondo». A dicembre 2019 si è concluso anche un round pre-ipo​, con la raccolta di 1,5 milioni di euro. L’obiettivo è arrivare alla quotazione già nel 2020.

Oggi Winelivery consegna in 13 città italiane, da Milano a Catania, e conta di arrivare a 25 entro il 2020. «Puntiamo anche all’estero» dice Andrea. La startup ha chiuso il 2019 con un fatturato di 1,45 milioni, in crescita del 272% rispetto al 2018, 160mila download dell’app (+350%) e oltre 100mila bottiglie consegnate.

Info: www.winelivery.com

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