Aura

L’aria condizionata naturalizzata

Una parete verde respirante cattura e smaltisce le impurità negli ambienti indoor.

 

E’ il 2020 quando Pietro Carloni e Aligi Marini, all’epoca laureandi in scienze ambientali all’Università degli Studi di Milano, hanno l’intuizione di approfondire nelle rispettive tesi il tema delle pareti verdi respiranti.  «Abbiamo iniziato a studiare la biofiltrazione dell’aria e le tecniche di green building  e ci siamo ritrovati imprenditori in questi settori per via delle poche opportunità lavorative durante la pandemia» – esordisce Carloni – «E’ stato naturale, una volta laureati, metterci al lavoro per realizzare pareti verdi capaci di purificare l’aria e fondare la nostra start-up Aura».

Il primo investimento è una stampante 3D con cui i due giovani imprenditori realizzano il primo prototipo: «Nel 2021 siamo stati incubati per tre mesi al Polihub grazie a un premio di Eni Joule – prosegue Carloni – Abbiamo poi vinto un percorso di accelerazione di 6 mesi di LVenture (Università Luiss di Roma) e un finanziamento di 80mila euro. Altri 75mila li abbiamo raccolti con investitori privati e abbiamo così realizzato la nostra prima parete alta 2 metri e larga uno».

La filosofia

Alla base della parete verde respirante di Aura ci sono il principio della fitorimediazione e un substrato in fase di brevetto che ha la capacità di catturare inquinanti pericolosi per la salute caratteristici degli ambienti chiusi; sono poi le radici delle piante a eliminare del tutto le impurità. Quanto alle condizioni ambientali non ci sono particolari precauzioni: le piante sono da interno e sono specie ad alta resistenza che non necessitano di troppa luce. «Le nostre pareti» – prosegue Carloni – «sono i condizionatori del futuro. Oltre a purificare l’aria sono anche in grado di regolare la temperatura e l’umidità delle stanze».

Le pareti Aura sono pensate per integrarsi negli ambienti indoor in modo da apportare diversi benefici fisici e mentali per gli occupanti: dall’assorbimento di CO2 e altri inquinanti tra cui i composti organici volatili, alla riduzione dei rumori, ai benefici derivanti dall’interazione con le piante: «Eni ci ha chiesto di progettare le pareti dei propri uffici, il che ci permetterà di validare i risultati della nostra parete: tramite dei sensori potremo valutare oggettivamente il loro impatto ambientale poi, grazie al giudizio degli occupanti, avremo anche una valutazione soggettiva».

«La nostra è una soluzione a basso consumo energetico e offre importanti prospettive per la riduzione delle emissioni dei grandi edifici» – conclude – «Siamo partner nella progettazione di un edificio nell’area Expo di Milano, dove realizzeremo la prima parete verde integrata con il sistema di ventilazione centrale dell’edificio. E’ il momento della svolta: basta aria condizionata, è ora di aria naturalizzata».

 

 

Aura
Da sinistra Pietro Carloni, Ceo e co-founder, Claudio Achermann, product designer, Matteo Garbuglia, Coo e Aligi Marini, Cto e co-founder

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