Nasce il Fondo nazionale innovazione: un miliardo di euro per le startup

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Francesca Bria, Presidente di CDP Venture Capital

Prende forma il Fondo nazionale innovazione, dedicato a supportare le startup italiane. A gestire i capitali è la Sgr (società di gestione del risparmio), controllata al 70% da CDP Equity e al 30% Invitalia, che ieri ha cambiato nome in CDP Venture Capital SGR (era Invitalia Ventures) e ha nominato i nuovi membri del Consiglio di Amministrazione, Francesca Bria come presidente e Enrico Resmini come amministratore delegato e direttore generale. Il CdA resterà in carica fino al 31 dicembre 2022.

Che cos’è il Fondo nazionale innovazione

È una Sgr multifondo, a cui cioè fanno capo più fondi, che opera attraverso metodologie di venture capital. Un soggetto unico capace di riunire risorse pubbliche e private. Ha a disposizione un miliardo di euro, come dotazione finanziaria di partenza. Obiettivo: riunire e moltiplicare le risorse per le startup. «Rappresenta un elemento fondamentale del piano industriale 2019-2021 di Cassa Depositi e Prestiti», si legge in una nota della nuova società. «Nasce per accelerare la crescita dell’ecosistema del venture capital italiano e portarlo, per dimensioni dei capitali investiti e per la numerosità e qualità degli operatori presenti, al livello dei migliori Paesi europei».

Come funziona

Il Fondo amplierà gli investimenti diretti e indiretti, attraverso fondi di venture capital e nuovi gestori, per le startup, in tutte le fasi di sviluppo (dall’early stage all’aumento di capitale). Sosterrà la crescita complessiva del mercato, aggregando investitori italiani ed esteri e mettendoli in contatto con le startup. Promuoverà la nascita di nuovi strumenti di investimento che facilitino il trasferimento tecnologico da università e istituti di ricerca e il coinvolgimento delle imprese italiane. Favorirà il contatto tra le startup e le aziende partecipate dal Gruppo Cdp.

Che cosa cambia per le startup?

Come aveva spiegato Alberto Onetti, professore di Entrepreneurship all’Università dell’Insubria, in un’intervista a Millionaire, «la startup continuerà a fare il suo mestiere. Chiederà i soldi alle società di venture capital come ha sempre fatto. La differenza è che ci saranno a disposizione più interlocutori a cui chiedere i capitali (cioè nasceranno più fondi di venture capital) e questi interlocutori avranno più risorse da investire. Oggi un fondo medio ha in dotazione 60-70 milioni. Ciò significa che gli investimenti saranno di taglio più grande».

Info: https://www.cdp.it/sitointernet/it/cdp_venture_capital.page

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