«O pensi in grande o vai a casa: questo è quello che ho imparato in Silicon Valley»

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De Laurentiis Silicon Valley

Vincenzo De Laurentiis, di Molfetta, in provincia di Bari, ha 34 anni, una laurea in Economia aziendale alla Bocconi e tante esperienze di lavoro all’estero, nei settori finanza e risorse umane. Nel 2013, mentre si trova a Singapore, gli viene l’idea di una startup che permette alle aziende di lanciare contest online e di coinvolgere la community dell’azienda sui canali social. Fonda una startup che si chiama BuzzMyBrand. Poi sente parlare delle borse di studio legate al programma Best di Invitalia e decide si partecipare. «La mia startup era piuttosto avviata, ci lavoravamo in cinque. E la tecnologia sulla quale si basava era all’avanguardia per quei tempi. Ma volevo testare il mio prodotto e confrontarmi con il mercato statunitense».

Come hai fatto a vincere la borsa di studio Fulbright Best?

«Avevo esperienza internazionale alle spalle, l’idea imprenditoriale che presentavo era molto innovativa e avevo già lavorato con due clienti. Ma quello che ha fatto la differenza è che tra le aziende che facevano parte del comitato giudicante c’era la radio Rds, che appena ha visto il nostro prodotto ha pensato potesse essere perfetto per essere integrato nella sua strategia di comunicazione. Oggi ancora di più il mondo va in questa direzione: le startup devono servire alle aziende esistenti e bisogna capire a chi possiamo essere utili».

Raccontaci la tua esperienza in Silicon Valley

«Ho trascorso 6 mesi in Silicon Valley. I primi tre sono stati di studio, importantissimi per affi nare tecniche commerciali e di negoziazione con gli investitori, imparare l’approccio lean e gli aspetti relativi al marketing. I mesi successivi, dedicati all’internship (che ho svolto in un’azienda che fa video promozionali per YouTube), sono stati fondamentali per confrontarsi con la realtà americana e imparare il diverso approccio al business: “ Go big or go home ”».

Cosa è successo dopo?

«Con BuzzMyBrand ho fatturato più di 100mila euro, facendo circa 20 contest, di cui due con Rds. Un giorno, durante un evento di presentazione a Dubai, ho trovato degli investitori interessati all’acquisto e ho venduto (non possiamo dichiarare la cifra). Ho accettato perché il mio sogno era tornare in Puglia e dedicarmi a un progetto nel campo del turismo. Così ho fondato un’altra startup che si chiama AuthenticPugliaTours: creiamo mappe cartacee e digitali, ma il mio obiettivo è realizzare una piattaforma di road trip globale».

Tratto dall’articolo “Andate, contaminatevi e tornate” pubblicato su Millionaire di settembre 2018. Per acquistare l’arretrato scrivi a abbonamenti@ieoinf.it

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