«Perdo con un fondo obbligazionario: com’è possibile?»

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Non è sempre vero che l’investimento obbligazionario è sicuro e senza rischi. Ecco perché

Ho investito in un fondo obbligazionario Pioneer dove ho maturato già una perdita del 5-10% e non riesco a capire come mai! Credevo che un fondo obbligazionario, poco o tanto, fosse destinato a crescere e invece… non è cosi. Vorrei capire perché.
Lorenzo G.

Gentile risparmiatore,

acquistare un’obbligazione significa sì avere un rendimento certo, a patto però che la società che emette la stessa obbligazione non fallisca e che si mantenga il titolo fino alla sua scadenza. Quando si acquista un’obbligazione quotata sul mercato (ovvero si prestano dei soldi alle società emittenti), nel corso della vita residua della stessa il prezzo a cui viene scambiata può salire o scendere, a seconda di alcuni fattori. Come l’andamento dei tassi di interesse, le notizie che riguardano la solvibilità della società che ha emesso l’obbligazione, l’andamento dell’eventuale valuta a cui sono agganciate nel caso si tratti di obbligazioni non in euro. Il corso di un titolo obbligazionario è comunque legato all’andamento dei tassi d’interesse (e nel caso sia in una valuta diversa dall’euro anche al tasso di cambio). A un aumento del livello dei tassi verrà matematicamente osservata una diminuzione del costo dell’obbligazione. Al contrario, qualora i tassi d’interesse scendessero, il valore di mercato dell’obbligazione salirebbe. Immaginiamo di acquistare oggi un’obbligazione che ci frutterà, ogni anno, il 5% d’interesse. Per semplicità tale obbligazione è quotata 100 e il tasso d’interesse di mercato è del 5%. La nostra obbligazione ci paga dunque un livello di interesse pari a quello offertoci dal mercato. Immaginiamo ora che il tasso d’interesse di mercato salga dello 0,5% e si attesti al 5,5% in seguito a una decisione della Banca centrale: saremmo pertanto detentori di un titolo che ci versa il 5% contro un tasso di mercato del 5,5%. In questo caso la nostra nuova obbligazione scenderà per adeguarsi alle nuove condizioni di mercato. Inoltre il prezzo di un’obbligazione è legato al rischio che l’emittente non possa corrispondere a scadenza né le cedole che si è impegnata a versare né addirittura, alla scadenza del titolo, il capitale preso a prestito. In questo caso se esiste questo timore molti possessori di obbligazioni saranno disposti a disfarsi sul mercato dei titoli posseduti a qualsiasi prezzo ed essendoci magari pochi investitori disposti ad acquistarle, il prezzo di scambio si abbasserà. Lo scoppiare della crisi economica ha penalizzato i prezzi di molte obbligazioni societarie poiché il mercato ha “annusato” il rischio di insolvenze e fallimenti. Un esempio è quello delle obbligazioni della General Motors, società già da alcuni mesi a rischio di fallimento. Tali obbligazioni possono oggi essere acquistate sul mercato a 35-40 (a fronte di un nominale ovvero valore di rimborso di 100) con rendimenti a scadenza anche del 50%. Ma chi ha acquistato tempo fa tali obbligazioni a un prezzo più elevato, sta subendo una perdita secca. Una perdita che è solo virtuale se General Motors resterà in piedi e rimborserà regolarmente i titolari delle obbligazioni, ma che potrà diventare reale se le difficoltà finanziarie la costringessero a non rimborsare i creditori, andando verso un fallimento o una liquidazione dove ai possessori di titoli obbligazionari verrebbe assegnato ciò che resta dopo la liquidazione. Per non parlare di fondi d’investimento e della capacità di fare meglio o peggio del mercato, tenendo conto della “bravura” dei gestori e dei costi di gestione che possono arrivare all’1,5% annuo.

 

Francesco Pilotti, Millionaire 05/2009

 

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