Sollecito lancia una startup e risponde a chi gli chiede perché lo fai

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Una startup per commemorare i morti. Non poteva scegliere ambito più macabro, Raffaele Sollecito, 31enne ingegnere, assolto dall’omicidio di Meredith Kercher. Proprio in questi giorni ha lanciato a Sanremo il suo social network, dopo aver ricevuto un finanziamento di 66mila euro dalla Regione Puglia. Le polemiche invadono il Web. E poi perché lanciare una startup proprio oggi a Sanremo? Perché scegliere un ambito così? Per capire se la sua startup è solo una strategia mediatica per far parlare di sé, lo abbiamo cercato. E gli abbiamo girato anche qualche vostra domanda.

Millionaire. Perché un’idea così macabra?

«Il progetto di ricordare una persona cara, anche a distanza, mi è venuta mentre ero in carcere. Nel 2005 è mancata mia mamma e ho iniziato a pensare ad un modo che potesse commemorare i nostri cari, anche senza la nostra presenza sul posto».

Millionaire. Perché presentare la tua startup a Sanremo per sfruttare la visibilità?

«Il business è sulla vendita di fiori che gli utenti potranno destinare alle lapidi dei loro cari che si trovano lontane dalla città di residenza. Molti dei fornitori sono fioristi e partecipano al Festival. Allora ho colto l’occasione per incontrarli e presentare la mia idea alla stampa. Poi come si sa, Sanremo è la città dei fiori…».

Millionaire. Perché un utente dovrebbe iscriversi?

«Chi si registra può aprire un profilo per commemorare il proprio caro, condividerne il ricordo con amici e parenti. E può anche manifestare il suo affetto acquistando prodotti presenti sul nostro e-commerce (corone, composizioni floreali, candele commemorative, servizi di pulizia della cappella). E richieste personalizzate. Il portale partirà in primavera e abbiamo già accordi con fioristi su tutto il territorio nazionale e stiamo creando un database di tutti i cimiteri italiani. In futuro offriremo altri servizi come urne personalizzate da artisti locali».

Tiziana Tripepi: Lanciare una startup per commemorare i defunti non ti sembra di cattivo gusto?

«L’idea è nata per commemorare mia madre, per la mia impossibilità di starle vicino. Ciò premesso, non mi sembra di cattivo gusto, ma un servizio utile».

Mario Donadio. Mezza Italia ti odia. Perché secondo te?

«Molti mi odiano perché pensano che sia ricco. Nel frattempo mi sono fatto sei mesi di isolamento, tre anni e mezzo di carcere. E ho dovuto affrontare otto anni di processi, cinque gradi di giudizio. Penso che chi mi odia dovrebbe pensare ai tanti innocenti in carcere che non ce l’hanno fatta come me».

Millionaire. Come hai realizzato la startup?

«Ho vinto un bando della Regione Puglia, 66mila euro. Il resto dei soldi l’ho messo di tasca mia: lavoro come programmatore e creo siti. Quello che guadagno da questo lavoro lo sto reinvestendo nella piattaforma».

foto sollecito articolo millionaire

Davide Tarantini: Quanto ti ha aiutato la vicenda giudiziaria a creare la tua startup?

«L’aiuto c’è stato senza dubbio a livello pubblicitario, ho potuto ottenere visibilità senza spendere grosse cifre. Poi la stampa omette molte cose: è vero che ho vinto un bando della Regione Puglia, ma anche vero che il mio progetto prima è stato respinto a diverse competizioni simili. Perché questo nessuno lo ha detto?».

Matteo Degli Agli. Quanto pensi di fatturare nei prossimi sei mesi?

«Ora prendiamo una percentuale (il 6% sugli ordini) poi all’aumentare del quantitativo diminuirà la percentuale. L’obiettivo è entro l’anno di fatturare già 4-5 volte di più rispetto all’investimento».

Bruno Sparandeo: L’idea di business nasce per riabilitarti socialmente. Oppure esula dalla tua storia?

«La voglia di rivalsa è tanta ed è destinata a tanti ambiti. Quello del business mi è sembrato subito il campo nel quale trovare le motivazioni più forti».

Giovanni Pontonio: Ai cari verrà inviata una foto della tomba quando si richiede?

«Sì è previsto un servizio fotografico. Mandi i fiori, noi adorniamo la tomba e scattiamo una fotografia in alta risoluzione in modo che tu posso avere le prove che il servizio è stato realizzato».

Giulio Di Odardo: Anche se lei per la legge è stato assolto, come crede che il pubblico reagirà alla sua scelta?

«Farò parlare le mie idee. Sulla persona possono dire quello che vogliono, ma se il business è valido, alla fine sarà quello che conta».

INFO: http://beonmemories.com/

Giancarlo Donadio

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