Startup: cose da fare e da non fare per Giuseppe di ViaggiArt

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Per gli esperti del settore, è una delle startup più interessanti nel turismo (vincitrice del premio Next di Repubblica, tra le 100 startup che cambieranno l’Italia secondo Startup Italia).

ViaggiArt, piattaforma e App che consentono di scoprire beni culturali, eventi artistici e enogastronomici meno conosciuti ai più, è un’idea di due calabresi, Giuseppe Naccarato, 32enne ingegnere gestionale, e Stefano Vena, 34enne ingegnere informatico: «L’idea è nata durante il nostro dottorato di ricerca. Eravamo a Paestum per un incontro sul turismo, avevamo il pomeriggio libero e volevamo visitare i beni culturali del posto. Siamo andati sul Web, ma salvo l’area dei Templi, non erano segnalate altre aree di interesse. Allora abbiamo deciso di farla noi, all’inizio per gioco» racconta Giuseppe a Millionaire.

Insieme all’amico mette online una prima versione della piattaforma dove iniziano a segnalare i beni culturali meno conosciuti italiani divisi per città, oltre a eventi culturali ed enogastronomici. Il successo alle prime competizioni (come il Best Practices) per startupper li spinge a trasformare un’idea nel business della loro vita: «Volevamo creare una sorta di bussola per il turista che viaggia, per orientarsi nell’offerta turistica italiana, ma non avevamo soldi per iniziare. Abbiamo cercato allora di completare il team per inserire una figura commerciale che scommettesse sull’idea, Fabio Tarantino, 38 anni, che è stato fondamentale per farci capire come poter monetizzare con l’idea».

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Non hanno soldi per promuoversi, allora iniziano a trovare partner per trovare sostegno nell’iniziativa: «Abbiamo puntato subito in alto. Non volevamo creare una realtà locale. E abbiamo chiamato Europcar, tra le aziende leader nel noleggio di mezzi di trasporto. Hanno voluto visionare l’idea e scelto di promuovere il progetto ai loro clienti. Questo primo esito positivo ci ha spinto a cercare altri partner, come gli aeroporti. Poi sarebbe arrivata Telecom che ci ha permesso di arrivare a molti comuni italiani».

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Online da novembre, ha 10mila utenti e un fatturato di 80mila euro. Operatori turistici, comuni, ma anche le banche, i trasporti pubblici, i ristoratori sono diventati nostri clienti. A loro offrono l’opportunità di promuoversi online. Pagano una canone annuale che va da 279 euro per aziende di piccole dimensione fino a 4mila euro: «Le cose vanno bene, abbiamo nove persone in squadra, tra tecnici, commerciali e chi si occupa della parte redazionale. Siamo partiti senza soldi e finanziamenti e qui sembra un miracolo. In Calabria c’è l’abitudine a pensare che puoi partire solo se qualcuno ti sovvenziona. Ma puoi farcela anche da solo. La nostra storia lo dimostra».

INFO: http://www.viaggiart.com/

http://bit.ly/1E3v7A4

Ecco 3 cose che uno startupper deve fare e cose che non deve fare secondo Giuseppe…

Cose da fare:

  1. Studiare tanto. Riesce solo chi è padrone del settore dove si muove.
  2. Costruire un team multidisciplinare. Solo così può risparmiare sul prototipo, realizzarlo senza spendere molti soldi, che non hai nella fase iniziale.
  3. Pensare alle partnership. Chi nel tuo settore potrebbe essere interessato alla tua idea? Se credi in ciò che fai punta in alto. Non pensare a fare un business troppo locale. Chiama i grandi operatori. Osa!

Cose da non fare:

  1. Pensare che la tua startup possa crescere solo su due gambe. Impara a delegare, non essere accentratore.
  2. Non pensare all’exit. Il tuo obiettivo deve essere di creare un’azienda sostenibile. Non a venderla.
  3. Non realizzare una startup aspettando il bando regionale e i finanziamenti. I tempi di una startup sono infinitamente più rapidi di quelli dell’erogazione di un finanziamento. Parti con ciò che hai.

Giancarlo Donadio

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