Tecnologia Made in Italy per salvare l’ambiente

848
Drone

FireHound Zero è il drone tutto italiano per salvaguardare i boschi dai roghi

È italiano, tiene a bada gli incendi e rispetta anche l’ambiente. No, non si tratta di nessun supereroe arruolato tra i vigili del fuoco, bensì di un nuovo drone che funziona per mezzo dell’energia solare.

Si tratta di FireHound Zero (letteralmente “il segugio del fuoco”), l’ultimo ritrovato tecnologico di due aziende nostrane – la Npc e la Vector Robotics, rispettivamente di Imola e Mogliano Veneto – che grazie ad un’autonomia di ben otto ore, è in grado di monitorare circa 4000 ettari di terreno in un raggio di approssimativamente 10 km. Il che significa, incrociando i dati relativi alla sua autonomia e alle relative distanze percorribili, 500 ettari di terreno scansionati (e messi in sicurezza) ogni ora.

In altre parole, questo piccolo gioiello 100% Made in Italy potrebbe rapidamente diventare lo strumento più importante nella rilevazione e nel contenimento di quegli incendi che stanno devastando non solo l’Italia ma tutto il continente europeo.

 

Un concentrato di tecnica e ingegneria all’avanguardia

Venendo alle specifiche tecniche, il drone ha misure tutto sommato contenute: si parla di 87 cm di lunghezza, con un’apertura alare che si attesta intorno ai 2 m. È provvisto di un motore elettrico che lo rende estremamente silenzioso ed è alimentato grazie ad una batteria che può contare su mezzo metro di celle fotovoltaiche disposte lungo ciascuna delle due ali, caratteristica che lo rende anche decisamente ecologico.

In condizioni ottimali, il suo raggio d’azione è appunto di 10 km. Con una quota di tangenza di 120 m dal suolo e una velocità massima di circa 40 km orari, il FireHound Zero dispone di una telecamera termica sviluppata negli Stati Uniti dalla FLIR Corporation con la quale è in grado di rilevare le fiamme a partire dalle nette variazioni di temperatura.

A completare il pacchetto tecnologico, un modulo 4G/5G che permette di estendere la portata operativa dell’apparecchio.

 

Facilità d’uso e totale rispetto dell’ambiente

Passando, da ultimo, alla usability del mezzo, il drone italiano regala altre soddisfazioni: può essere tranquillamente lanciato a mano e, una volta terminate le operazioni di volo, atterrare in un punto stabilito.

Alla domanda se volerà presto, si può solo rispondere che i costruttori hanno già avviato trattative con Ministeri centrali e amministrazioni locali: date le straordinarie specifiche del mezzo, la sua introduzione tra i reparti degli operatori che tutelano l’ambiente sarebbe un’opportunità da cogliere al volo.

Non c’è bisogno di ricordare, infatti, che in Italia ogni anno sono oltre 1500 i chilometri quadrati di boschi e foreste che vanno persi nei roghi: se poi si considera che, proprio in virtù del suo motore elettrico e dell’impatto zero che ha sull’ambiente, il FireHound Zero è idoneo ad attraversare lo spazio aereo di parchi e riserve naturali, appare evidente come la sua adozione non possa che diventare un imperativo per tutti.

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedenteMeno lavoro, più soldi: è questo il desiderio degli italiani?
Prossimo articoloIl sud Italia sempre più “smart”