Troppo pigro per farlo. Fatelo voi

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L’80% degli italiani ha un’idea di business nel cassetto che non riesce a realizzare. Perché allora non condividerla? Così un giornalista italiano e il suo alter ego americano fondano una community per lo scambio

Avete un’idea imprenditoriale ma vi mancano tempo e soldi per realizzarla? Avete i capitali e siete alla ricerca di un’idea da finanziare? Abbiamo un posto da consigliarvi: si chiama Too Lazy To Do It (letteralmente “troppo pigro per farlo”), ed è una community on line dove ognuno può pubblicare le proprie idee di business, di-scuterle con gli altri e magari trovare qualcuno disposto a investirci.

Non spaventatevi se è in inglese (c’è anche la versione in italiano), perché proprio questo è il suo bello. Le idee arrivano da tutto il mondo: Canada, Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna. E anche (tante) dall’Italia. Alcune sono completamente nuove, altre sono segnalazioni di business già esistenti, ma non per questo non suscettibili di essere “copiate” in altre parti del mondo, altre ancora possono essere spunto per ulteriori idee. Il sito è nato dalla mente di Paolo C. Conti, 43 anni, giornalista e amministratore delegato della casa

editrice Loft Media Publishing (www.loftmediapublishing.com), e di un fantomatico Lazy Guy, 31enne americano che non vuole svelare la propria identità (per questo appare solo in fumetto), molto creativo ma troppo pigro per realizzare le sue idee. «Condividere un’idea è uno dei sistemi più efficaci per stimolare la creatività. Le probabilità che essa sia copiata sono estremamente basse, è più facile che trovi dei partner o addirittura dei finanziatori» spiega Conti, che con quest’idea è diventato lui stesso un imprenditore. Innanzitutto ha fatto pubblicare al suo alter ego un libro dal titolo Too Lazy To Do It, che raccoglie 44 idee imprenditoriali che Lazy Guy ha avuto negli ultimi anni (di cui noi presentiamo una selezione in questo articolo). In secondo luogo ha creato un programma di finanziamento per le idee giudicate migliori. «Ogni sei mesi assegniamo una somma tra 1.000 e 3.000 dollari alle idee che secondo noi hanno le maggiori potenzialità di sviluppo. Sono i soldi che servono per coprire le prime spese di un imprenditore, per esempio fondare una Srl o pagare il commercialista. I fondi li raccogliamo attraverso le vendite del libro: per ogni copia venduta, accantoniamo un dollaro». E non è tutto. Per raccogliere nuove idee, Conti si è inventato un evento dal titolo Too Lazy To Do It Live! «Riuniamo aspiranti imprenditori nelle piazze delle città o presso le aziende o le pubbliche amministrazioni, e chiediamo di mettere nero su bianco le loro idee. Un panel di esperti le giudica e le seleziona. Alla fine della giornata premiamo l’idea più interessante con un iPad. Il premio è simbolico, ma speriamo che il nostro sforzo attiri sempre di più l’attenzione di chi ha i capitali per investire. Anche Lazy Guy si collega, per premiare l’idea più pigra, regalando un’amaca. Sembra tutto un gioco… ma vi assicuro che facciamo sul serio» conclude Conti.

44 idee in cerca di imprenditori

1. Il blog di un grande personaggio del passato

Cosa penserebbe Platone del bunga bunga? E Charles Dickens dei bestseller di oggi? Sarebbe bello leggerlo su un blog in cui a parlare fosse proprio uno di questi grandi personaggi. Quindi… largo a chi sa tutto, ma proprio tutto, di una grande personalità del passato, e sia in grado di commentare le vicende di attualità come se a farlo fosse proprio quel personaggio. Creare un blog è semplicissimo e non costa nulla, ma se ha successo e raggiunge tanti lettori potrebbe essere un modo per raccogliere inserzioni pubblicitarie e avere un piccolo reddito.

 

2.Fai un’app con i cori da stadio

Il calcio è lo sport più diffuso nel mondo e i tifosi di tutte le squadre, dalla più grande alla più piccola, intonano cori durante le partite. Un’idea di business un po’ laboriosa ma a costo zero può consistere nell’andare negli stadi muniti di un computer, registrare i cori, addirittura catalogarli e poi venderli su iTunes o trasformarli in suonerie per cellulare. Più cori si registrano, maggiore è la probabilità che questa iniziativa sia unica e profittevole. Ma occorre tenere in considerazione le leggi del diritto d’autore: alcuni di questi cori potrebbero essere stati già registrati e non poter essere riprodotti.

3.L’agente degli artisti di strada

Quante volte, camminando per strada nelle nostre città, siamo stati attirati da musiche speciali o voci eccezionali? Ebbene sì, alcuni artisti di strada sono davvero bravi e andrebbero valorizzati. Quello di cui avrebbero bisogno è un agente serio e organizzato, che crei un sito con le loro foto, registri le loro performance, e le proponga a potenziali clienti per feste. Un’attività che richiede un investimento basso (inferiore a 1.000 euro) e può rivelarsi molto divertente.

4.Pacchetti turistici da offrire a Expedia

Quando ci connettiamo a siti di viaggi on line come Expedia per prenotare un volo o un albergo, spesso appaiono alcune proposte aggiuntive: cene in ristoranti tipici, visite guidate, servizi di trasporto da e per l’aeroporto. Per prenotare uno di questi servizi occorre cliccarci sopra, ma Expedia trattiene solo una minima parte dei proventi. Il resto va a coloro che offrono questi pacchetti, di solito piccole società che hanno fatto un accordo con il sito. Perché dunque non farlo noi? Bastano 1.000 euro per inventarsi pacchetti turistici originali in aree che conosciamo.

5.“Ruba” i piatti ai grandi chef

Un’idea adatta a chi ha già un ristorante e cerca un modo per rinnovare la sua offerta, o a chi sia in procinto di aprirne uno nuovo: proporre piatti ispirati ai grandi chef, preparati esattamente allo stesso modo e con gli stessi ingredienti di qualità, ma disponibili a prezzi più bassi. Magari che portino anche il loro nome. Un’attività del genere esiste già a Londra, si chiama Stolen (www.stolen.it) ed è un servizio di catering che funziona come ristorante “esclusivo”: ogni lunedì sera i due titolari, una ex modella e un cantante rock-cuoco, invitano a cena 15 ospiti selezionati per proporre le loro prelibatezze “rubate”.

6.Colazione a letto

Un servizio di prima colazione a domicilio attivo dalle sette fino a mezzogiorno può essere un business interessante. Per funzionare, l’offerta deve essere il più possibile varia e di qualità. E il servizio velocissimo. Per piatti, autorizzazioni e sito, ci vogliono più di 5mila euro. Si può cominciare con consegne nel quartiere e, se l’idea funziona, estendersi via via alle strade circostanti. Esiste già a Singapore: www.citybreakfastdelivery.com

7.Consulente per il taglio dei costi telefonici

Il telefono è una delle voci che incide maggiormente nei costi di una piccola azienda. E i provider aggiornano continuamente le loro offerte, tra telefonia fissa e mobile. Un piccolo imprenditore non ha sempre tempo per occuparsi di questi aspetti. Se sei uno che sa tutto, ma proprio tutto, delle tariffe dei diversi operatori, perché non ti proponi come “consulente telefonico”? Puoi presentarti presso le aziende e offrire diverse soluzioni. Per acquisire credibilità, meglio non chiedere subito un compenso, ma attendere che la propria consulenza abbia portato a un effettivo risparmio.

8.Quotidiano per navi da crociera

Per chi ha esperienza in campo editoriale, ecco un’idea affascinante anche se difficile da realizzare. Un quotidiano che pubblichi non solo notizie dal mondo, ma anche informazioni di carattere locale, per esempio una miniguida sui luoghi che la nave toccherà quel giorno, e i gossip della nave, con foto scattate alle feste e alle cene di gala. L’idea richiede grande impegno di tempo e almeno 100mila euro. Meglio chiedere l’aiuto dell’armatore o di un editore.

9.Il social network di condominio

Anche il condominio è una comunità, che più di molte altre ha bisogno di comunicare. Ma le occasioni per farlo sono poche, soprattutto nelle grandi città. Perché non inventare un social network di condominio? Può servire all’amministratore per annunciare le riunioni o i lavori da eseguire nelle parti comuni, al portiere per comunicare le letture dei contatori, ai condòmini per formare dei gruppi e discutere certi temi prima delle riunioni. Un esperimento di questo tipo esiste già, a Parigi (www.ma-residence.fr). Secondo quanto ha dichiarato il suo ideatore a Le Parisien nel giugno dell’anno scorso, gli iscritti sono circa 10mila, e 2mila i palazzi che lo hanno adottato.

dall’idea all’impresa

dammi un… cinkue!

“Posso spiegare cinque regole grammaticali di inglese per altrettanti euro”. “Posso creare una pagina su Facebook della tua attività per 10 euro”. “Posso realizzare biglietti da visita e volantini per 25 euro”. E tu cosa faresti per cinque euro? Sono alcuni dei circa 2mila annunci che compaiono su Cinkue.com, il sito in cui gli utenti possono cercare e offrire servizi per multipli di cinque euro (fino a un massimo di 200). Ideato da Sandro Diazzi e Simone Luciani, 27enni, ex colleghi in eBay, ha vinto l’Ideas ON Award, il premio che viene conferito durante il Too Lazy To Do It Live! «Siamo venuti a conoscenza del concorso nel settembre scorso, navigando su Internet» spiega Simone, che abita a Como ma lavora a Londra come free lance di digital marketing. «Il nostro sito esisteva già da un paio di mesi, ma era ancora in una fase embrionale. Lo avevamo fondato con i nostri risparmi, circa 10mila euro, ma avevamo pochissimi iscritti, non sufficienti neanche a testare il progetto. Siamo rimasti molto stupiti quando ci hanno comunicato che avevamo superato la prima fase di selezione, avvenuta on line tramite il voto della community, e ancora di più quando abbiamo vinto la finale a Milano». Oggi il sito conta circa 2.400 utenti, e negli ultimi mesi ha raggiunto una media di cinque transazioni al giorno. «Il concorso ci ha dato molta visibilità, ma quello che ci serve adesso sono i finanziamenti. Almeno 200mila euro che ci permettano di sviluppare il programma e trovare risorse umane che collaborino con noi. Per il momento siamo io e Sandro, dedichiamo al progetto tutto il nostro tempo libero dal lavoro» conclude Luciani. INFO: www.cinkue.com

Tiziana Tripepi, Millionaiore 3/2011

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