Tutta la verità sulle Debt Agency

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Si diffondono le agenzie che promettono di liberare dai debiti. Ecco a chi servono, tra promesse e verità

Gli italiani sono sempre più indebitati. Dal 2002 (anno dell’introduzione dell’euro) alla fine del 2009, i nostri debiti sono cresciuti del 91,7% (dati Cgia di Mestre-Associazione artigiani piccole imprese).

Le cause sono note (erosione del potere d’acquisto, incertezza economica, diffusione di strumenti di credito ambigui), molto meno lo sono i rimedi. Quando il debito va fuori controllo, le domande sono: come faccio a venirne fuori? C’è un modo per non pagare, o almeno per pagare meno di quanto dovrei?

Il consiglio è di non spaventarsi, anche quando arrivano le minacce delle società di riscossione crediti

sostiene Giuseppe Mermati, consulente finanziario dell’Unione nazionale consumatori.

Conviene rivolgersi direttamente al creditore e spiegargli senza reticenze la situazione.

Il debito può essere rinegoziato secondo nuove condizioni: anche se ciò non elimina il problema, anzi, alla lunga lo aggrava.

Cosa fanno le debt agency

Dal 2008 si sono affacciate anche in Italia alcune debt agency, ovvero agenzie che promettono di liberare una volta per tutte dai debiti. In certi casi utili, spesso superflue, a volte controproducenti e talora fraudolente, cosa fanno esattamente?

Iniziamo a dire cosa non fanno. Bisogna distinguerle dalle finanziarie, che garantiscono di estinguere il debito pregresso per accaparrarselo, facendo finire l’indebitato dalla padella alla brace. Le debt agency non concedono prestiti. A fronte di società serie che fanno bene il proprio lavoro (al limite superfluo, ma comunque non dannoso), si segnalano anche realtà truffaldine: diffidate da chi millanta di risolvere problematiche complesse e chiede denaro in anticipo. Sappiate poi che alcune di queste agenzie cercano personale proveniente dal recupero crediti per mettere le mani sui clienti dalle situazioni più gravi. Le controparti, insomma, a volte si scoprono alleate, con lo scopo comune di spennare il debitore.

I servizi forniti dalle debt agency sono di tre tipi: chiusura dei debiti con fisco, banche e finanziarie, ottenendo di pagare il meno possibile; protezione preventiva dei patrimoni dall’aggressione di eventuali creditori; cancellazione del debito dal Bollettino protesti e dalle banche dati dei cattivi pagatori.

Fammi pagare meno

Ha senso pagare qualcuno per concordare la chiusura del debito col proprio creditore?

Giuseppe Mermati sostiene di no:

Di fronte a crediti inesigibili è nell’interesse anche del creditore ridiscutere le condizioni o, in casi estremi in cui non hanno niente da aggredire, chiudere tutto accontentandosi di una parte.

Secondo Marco Goretti, responsabile marketing della debt agency Ed Soluzioni (www.edsoluzionedebiti.it), le cose stanno diversamente.

C’è chi potrebbe agire anche da solo, se avesse tempo, competenze e voglia. Ma non con i nostri stessi risultati, perché abbiamo un potere di trattativa e di gestione diverso dal singolo indebitato. E poi c’è l’aspetto psicologico che non va trascurato. Il debitore rischia di fare scelte sbagliate o di rimandare all’infinito il problema. Senza contare che le società di recupero crediti spesso esercitano pressioni indebite, con violazioni della privacy e veri reati penali (per esempio la minaccia di informare della situazione i servizi sociali, col rischio che portino via i figli all’indebitato).

Chi ha un minimo di intraprendenza e vuole fare da sé senza pagare un intermediario (ma le agenzie da noi interpellate non si sbottonano su tariffe e compensi), le alternative non mancano. Le principali associazioni dei consumatori sono in grado di dare consigli e orientamento, mentre in Rete esistono risorse gratuite che spiegano cosa fare.

Quando il caso è disperato

Attraverso transazioni con i creditori, le debt agency promettono di chiudere il debito, riducendolo il più delle volte del 70-80%. Percentuali esagerate. Spiega però Goretti:

Va precisato che i nostri clienti sono persone molto in difficoltà. La maggior parte delle famiglie che si rivolgono a noi si sono indebitate per oltre 30mila euro e magari hanno un reddito di 15mila euro annui. In queste situazioni anche i creditori hanno poca scelta. Va poi detto che in passato i crediti sono stati concessi con molta leggerezza. Ci sono persone con uno stipendio di 2.000 euro a cui sono stati concessi crediti per 2.500: è chiaro che i creditori hanno commesso degli errori. E se anche hanno ragione, tempi e costi della giustizia li scoraggiano dall’imbarcarsi in una causa.

Le debt agency funzionano insomma soprattutto per i casi disperati, quelli da cui i creditori si sono rassegnati a ottenere poco o niente.

Prevenire è meglio che curare?

Le debt agency fanno in modo che, se le cose dovessero andare male, i nostri beni siano al riparo dai creditori.

Per questo servizio, il target cambia, perché i “piccoli” hanno poco da occultare. Spiega Goretti:

In questo settore il nostro target sono le famiglie e i piccoli imprenditori. Oltre agli strumenti noti, come per esempio i mandati fiduciari, ricorriamo anche all’Istituto del trust, di matrice anglosassone, che in Italia è ancora poco conosciuto. Ma ciò che ci distingue davvero dagli altri professionisti è la nostra capacità di dare una consulenza a 360 gradi.

La questione viene approfondita da Massimiliano Mapelli di Agenzia debiti (www.agenziadebiti.it):

Vogliamo evitare ciò che spesso viene offerto da altri professionisti, ovvero una protezione che in realtà si tramuta in un’arma a doppio taglio per il cliente, esponendolo a revocatorie o a conseguenze ben peggiori, laddove l’erario ritenga che la protezione sia stata posta in essere a scopi fraudolenti, ossia per eludere il Fisco. È bene notare che la protezione patrimoniale non ha il solo scopo di porre al riparo i beni del debitore, ma anche di permettergli una migliore gestione dei beni, il che va anche a vantaggio dei creditori.

Ma è davvero possibile cancellare i propri debiti?

È questo il più ambìto, ma anche il più controverso tra i servizi offerti dalle debt agency (non tutte lo offrono).

Nel caso di cancellazione dal Bollettino dei protesti (www.cancellazione-protesti.it), assistiamo i debitori che abbiano provveduto a sanare il debito alla base dei protesti, ma che non sanno come ottenere la cancellazione dal Bollettino

spiega Massimiliano Mapelli di Agenzia debiti.

Il nostro intervento è necessario soprattutto quando il protesto riguarda uno o più assegni, allorché si deve richiedere e ottenere preliminarmente un decreto di riabilitazione al presidente del Tribunale del luogo ove il protesto è stato levato.

Il debitore può provvedere personalmente alle incombenze relative alle cancellazioni, ma spesso non ha idea di come fare. Bisogna considerare che vi sono attività che possono essere svolte solo mediante l’ausilio di legali (come la cancellazione del protesto di assegni con ricorso di urgenza).

Anche la cancellazione dalle banche dati dei cattivi pagatori (la più nota è la Eurisc, gestita dal Crif) spetta di diritto al debitore, qualora abbia provveduto a sanare la propria posizione. Sul sito www.cancellazionecrif.org, viene spiegato come funziona il sistema di cancellazione automatica e come richiederla gratuitamente. Inoltre, è bene sapere che le banche dati contengono anche informazioni positive: se le informazioni negative possono essere cancellate solo nel caso che la situazione sia stata sanata, quelle positive possono scomparire su richiesta dell’interessato.

Vendimi il credito, così la faccio franca

Ma la fanno franca solo i disperati o i molto furbi, ossia quelli che non hanno niente (compresa casa e stipendio) a cui i creditori possono attaccarsi? No.

Provate a leggere Il sistema sul sito www.indebitati.it

Tutto ruota intorno a due elementi: la cessione del credito dal creditore a una società di recupero crediti e il fatto che non tutte le società di recupero crediti sono uguali.

Supponiamo che abbiate comprato beni a rate per 10mila euro, usufruendo di un credito al consumo.

Qualora non paghiate neanche la prima rata ignorando tutti i solleciti, la finanziaria creditrice vi iscriverà in una banca dati dei cattivi pagatori, impedendovi in questo modo di accedere a ulteriori crediti. Poi venderà il vostro credito (a una somma molto inferiore, intorno a 1.000 euro) a una società di recupero crediti.

Se questa è iscritta all’Unirec (Unione nazionale imprese a tutela del credito) avrà mezzi (strutture investigative, avvocati) per inchiodarvi, in caso contrario sarà probabilmente molto meno attrezzata a esigere il proprio credito. Così si limiterà a mandarvi solleciti e minacce, facendo però balenare anche l’ipotesi di una regolazione stragiudiziale del contenzioso. Potete accettare in cambio di uno sconto che permetta a voi di risparmiare, rispetto al debito originario, e ai riscossori di guadagnare sul prezzo molto basso a cui hanno acquistato il vostro credito. Ma, se non avete fretta di accedere ad altri crediti e quindi non vi disturba apparire fra i cattivi pagatori, potete anche tirare ulteriormente la corda.

 

Passati un paio d’anni, i riscossori potrebbero rivendere il credito (ribassato: circa 250 euro) a una seconda società di recupero crediti. Questi crediti non vengono ceduti singolarmente ma a pacchetti. Le società li comprano, anche se sono difficilmente esigibili, perché basta che ne venga onorata una minima parte per rendere conveniente l’operazione. A questo punto potreste contattare la società e proporre di chiudere la questione per un migliaio di euro, riuscendo così a pagare i vostri beni il 10% del loro valore originario, due anni dopo e ottenendo, a debito saldato, la cancellazione dagli elenchi dei cattivi pagatori.

 

L’incognita di questa operazione è costituita dalla volontà e dalla capacità di adire le vie legali delle varie società di recupero crediti che si passano il credito.

 

Giuliano Pavone, Millionaire 6/2011

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