Twitch: la rivoluzione “diretta”

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Twitch

La trasmissione lineare torna di moda

 

In principio era la tv, un sistema legato a una struttura fissa lontano dalle libertà che solo il Web può concedere, con un target generazionale ormai sempre più spostato verso l’alto, dove chi rientra tra le fasce più giovani non trova più stimoli, l’attenzione scende e la voglia di accendere la buona, vecchia scatola televisiva passa del tutto.

Era l’ormai lontano 2011 quando Justin Kan ed Emmett Shear trasformavano Justin Tv in Twitch, una piattaforma che ha una proposta tanto semplice quanto efficace: permettere ai propri utenti di trasmettere contenuti in diretta. I due fondatori si accorsero di come i contenuti riguardanti i videogiochi fossero tra i più popolari, con gli spettatori appassionati più a chi gioca piuttosto che al gioco in sé.

Con questa strategia Twitch si è affermata come principale piattaforma streaming del settore eSports, coinvolgendo 15 milioni di utenti attivi ogni giorno. La spinta più grande arriva nel 2014 quando Amazon ne perfeziona l’acquisto per una cifra pari a 970 milioni di dollari, mossa essenziale per la piattaforma che, grazie alla sinergia con Amazon Prime, ha proposto varie iniziative per aumentare il proprio bacino d’utenza.

 

Le strategie di monetizzazione

Twitch basa il proprio business sull’inserimento di pubblicità all’interno dei contenuti, garantendosi la continua creazione di nuove live stream fornendo un compenso agli streamer, cifra che varia a seconda del numero di utenti collegati alla trasmissione.

Questa non è l’unica possibilità di guadagno per gli streamer, che ricevono ulteriore denaro grazie alle donazioni dei propri spettatori e alle “subscription”, abbonamenti che gli utenti possono sottoscrivere guadagnando alcuni bonus da parte degli streamer, come la rimozione della pubblicità, o semplicemente vengono sottoscritti per dare sostegno economico allo streamer.

Contenuti e “streamers”

Twitch annovera tra i suoi streamer degli esempi italiani di grande successo: POW3RTV, con 1,9 milioni di iscritti è tra i colossi della scena italiana, intrattenendo grazie ai suoi video sul gaming.

Chi invece è riuscito a spostarsi dalle logiche eSports, provando a produrre contenuti differenti, è Homyatol, nativo di Livorno, che è riuscito a creare una community raccontando la sua vita, rendendo lui e il suo gruppo vere e proprie star. Ex calciatore e punto di riferimento nel mondo degli show calcistici è Christian Vieri, con la sua BoboTv ha completamente stravolto le logiche dei programmi di intrattenimento sportivi, proponendo uno stream ricco di aneddoti e curiosità.

Ciò che accomuna gli show è la mancanza di filtri, unita a un linguaggio completamente informale, lontano dalle strutture fisse televisive. Twitch, che in inglese vuol dire “movimento spasmodico”, ha senz’altro mosso il mercato dell’intrattenimento online, il quale oggi rappresenta l’1,8% del traffico Internet totale, al 4° posto dietro Netflix, Google e Apple. Una rivoluzione nel mondo delle trasmissioni in diretta, ancora giovane, è destinata a crescere.

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