Uniplaces, under 30 rivoluzionano il business degli affitti per studenti

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fondatori uniplaces

Tre ragazzi con meno di 30 anni. E una startup che rivoluziona il mercato degli affitti per studenti. Oggi Uniplaces genera un milione di euro a settimana per i proprietari di casa.

A meno di 30 anni, Mariano Kostelec (argentino), Miguel Amaro (portoghese) e Ben Grech (britannico) hanno rivoluzionato il mercato degli affitti per studenti con la loro startup Uniplaces.

Ben e Miguel si incontrano in Inghilterra mentre studiano all’Università di Nottingham, il primo informatica, il secondo finanza. Il duo si completa con Mariano, che Ben conosce a Londra: «Ancora oggi non so come le nostre storie si siano incrociate. Quando Ben mi ha incontrato stavo per partire per la Cina per un’esperienza di studio e lavoro», racconta Mariano, laurea in informatica ed esperienze precedenti in banche e startup.

Un portale di studenti per studenti

Sempre in giro per il mondo i tre sanno quanto è difficile trovare un alloggio lontano da casa. Si inventano una soluzione: «Era il 2011 e Airbnb iniziava la sua ascesa. Eppure non esisteva ancora un servizio online per la prenotazione di alloggi rivolto esclusivamente a studenti. Abbiamo fatto ricerche di mercato sullo student housing che ci hanno confermato che c’era un vuoto che poteva essere colmato. Saremmo stati un portale fatto da studenti per studenti».

2000 euro per partire

I tre sono convinti di avere tra le mani un’idea vincente, c’è il mercato, un bisogno non soddisfatto, un trend con Airbnb in testa. Allora partecipano allo Startup Weekend in Portogallo nel 2011: «Da lì è partito tutto. Abbiamo vinto 2000 euro e un ufficio gratuito a Lisbona».

Un’idea sbagliata

Partono con una piattaforma dove inseriscono annunci di studenti che cercano alloggi e fanno pubblicità su portali come Gumtree, ma non è una strategia fortunata: «Era un modello che non funzionava, quello degli annunci classificati. Abbiamo impiegato un anno per capire che era una scelta sbagliata».

La piattaforma online

Dopo i primi errori Uniplaces diventa una piattaforma per effettuare prenotazioni online dove i proprietari di appartamenti possono incontrare clienti: «La cosa più difficile era convincere i proprietari che non conoscevano la piattaforma a collaborare con noi. Per farlo abbiamo facilitato il processo con l’online: con noi non dovevano più preoccuparsi di fissare un appuntamento con studenti con i quali spesso hanno difficoltà a comunicare in inglese».

Gli investimenti

Con i primi clienti, arrivano i primi finanziamenti. Nel 2012, 200mila euro con Shilling Capital Partners, investitore portoghese insieme a Alex Chesterman. Poi un altro round di un milione di euro (Octpus Investment). All’inizio del 2014, 3,5 milioni di euro con Chesterman a credere ancora in loro. E lo scorso anno un finanziamento da 24 milioni di dollari (round guidato dalla società di venture Atomico).

Come funziona Uniplaces

Il servizio trattiene il 15% dal primo affitto dello studente e dal proprietario circa il 7% sul valore totale della prenotazione. Si indirizza principalmente a studenti internazionali alla ricerca di un alloggio. L’affitto viene garantito per un periodo di sei mesi: «Lo studente consulta le schede relative a ogni spazio che viene presentato con foto professionali e mappe interattive. Il fotografo è inviato dal portale. Abbiamo introdotto anche un fondo di garanzia che copre i costi dell’affitto nel caso in cui un inquilino decida di lasciare l’alloggio prima dello scadere dei termini contrattuali».

I numeri del successo

Oggi Uniplaces genera un milione di euro a settimana per i proprietari di casa. Il numero di prenotazioni è cresciuto del 210% a livello europeo nell’ultimo anno. A guidare la crescita è l’Italia, dove le entrate per i proprietari sono aumentate del 300%. Il primato spetta a Milano: 3 milioni di euro per i proprietari solo nei mesi estivi. E un numero di alloggi che è cresciuto del 400% dal 2015.

Conoscenza, team e nuove sfide

«Siamo un team giovane, di studenti che conoscono bene le esigenze del target di riferimento. C’è grande stima nel gruppo che proviamo continuamente a stimolare con nuove sfide: è il modo migliore per tirare fuori il meglio. Soprattutto negli ostacoli che in fondo vanno considerati solo come stimoli a fare di più».

INFO: https://www.uniplaces.com/it/

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