Vàluta la valùta

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Come investire sulle divise estere e guadagnarci, in barba alla crisi. Tutte le opportunità del Forex, il commercio di valute

Se l’euro ha unito le sorti valutarie di un continente (o quasi), il resto del mondo rimane un puz­zle di divise diverse. Un mercato finanziario con un giro d’affari di 3,2 trilioni di dollari al giorno e il più alto tasso di liquidità. Due le buone notizie per gli aspiranti investitori: si può cominciare da soli e con poco (in alcune piattaforme Internet per partire basta l’equivalente di 20 euro più un centinaio da investire); è possibile ottenere risultati (cioè guadagni) già dopo tre mesi. Ma attenzione: la cautela è d’obbligo.

L’investimento valutario rientra in una fascia decisamente più speculativa e quindi rischiosa del tradizionale acquisto di un’obbligazione o azione in euro

ammonisce Claudia Segre, responsabile Fixed income di Abaxbank-Gruppo Credem (www.abaxbank.com).

Grazie a Internet, la possibilità di investire sulle valute si è estesa dagli operatori professionali (come banche, broker e promotori) ai privati.

Nella ricerca di informazioni, la Rete è di grande aiuto. Ma nessun sito rappresenta il Sacro Graal. È con questa idea che bisogna analizzare e assimilare le informazioni che troviamo on line. Fondamentale la scelta del software per operare. Per noi quello più adatto è Metatrader, ma ne esistono altri molto validi e professionali

spiega Massimo Bona di www.tradingsulforex.com

Come iniziare in piccolo

Molti broker fanno aprire un conto anche con soli 100 dollari. Secondo noi, però, per avere un minimo di rendita e di margine operativo, conviene avere la disponibilità di almeno duemila euro da investire

prosegue Bona. Prima di partire, però, è meglio essere ben documentati sugli andamenti delle valute sul mercato.

La scelta della piattaforma su cui operare è il primo passo: deve offrire le migliori tutele e supporto informativo, nonché flessibilità nelle proposte operative sia sull’impiego sia sull’eventuale copertura. Ottimo ausilio è poi rappresentato dalle ricerche di mercato elaborate dalle banche e dagli istituti finanziari

prosegue Segre.

Una formazione economico-finanziaria è certo di grande aiuto, senza rappresentare però un requisito essenziale. Le lacune si possono colmare con un buon corso (preferire quelli rivolti a un numero limitato di allievi; mettere in conto un investimento sui mille euro) e a un’attenta autoformazione.

Per cominciare bastano un pc, una connessione Internet veloce e molta applicazione. Il successo dipende per il 20% dalla tecnica e per l’80% dalla psicologia

continua Bona.

Come trovare le valute su cui puntare

C’è attenzione sulle divise emergenti che in effetti, lontane dalla bagarre euro/dollaro, hanno offerto sino a ora dei ritorni molto interessanti. In questo momento c’è una preferenza sulle divise che potranno “sovraperformare” un dollaro indebolito dalla riscossa dell’euro, come quelle latinoamericane e asiatiche. Poi si attendono apprezzamenti per alcune divise legate all’area euro, come per esempio lo zloty polacco. In prospettiva, bisogna tenere d’occhio divise che, come la sterlina, sono alla ricerca di una stabilizzazione di fondo, ma è supportata da dati positivi in divenire, oppure le divise legate alle commodity e a dinamiche economiche molto buone come il dollaro australiano o neozelandese

illustra Claudia Segre, che consiglia anche le valute da evitare.

Attenzione a quelle divise la cui volatilità è legata a questioni endogene, come le variabili politiche di difficile monitoraggio per un investitore finale. Fra queste: il fiorino ungherese, il bath thailandese, la hrivna ucraina, la corona islandese e il bolivar venezuelano.

Lucrare sui cambi

Ma l’investimento diretto sulle valute non è l’unica possibilità per cercare di lucrare sui cambi delle divise.

Si può investire in azioni e obbligazioni in valuta differente dall’euro. In questo caso, il rischio di mercato si somma a quello valutario. Quando si acquista la valuta, si parte con un capitale minimo. Per quanto riguarda obbligazioni e azioni, l’investimento di partenza dipende da banca a banca e dalle condizioni dei vari istituti che operano nel settore

spiega Segre. Difficile quantificare i possibili guadagni (troppo complesse le variabili in gioco).

Questo tipo di investimento deve essere visto in un’ottica di almeno tre mesi per valutarne il ritorno su trading e azioni, mentre sulle obbligazioni in valuta l’ambito temporale si allunga ad almeno un anno

aggiunge Segre. Di positivo c’è che il Forex è esente da tassazione.

Attenzione, però: si tratta di un mercato molto speculativo, quindi il rischio di perdere denaro è più reale di quanto si pensi. Le parole d’ordine sono: cautela, prudenza e serietà

conclude Massimo Bona.

Investitori per caso?  10 dritte

1)      Prima studia, poi agisci. La preparazione è essenziale. Da mettere in conto un buon corso e l’attenta lettura di libri sull’argomento.

2)      Tieni d’occhio l’andamento del mercato. Le valute fluttuano, ma tendono a rimanere stabili nel lungo periodo. Più l’osservazione è attenta e prolungata, migliori saranno le performance.

3)      Impara dagli errori. Specie all’inizio, si procede per tentativi. L’importante è trarre insegnamento dai propri passi falsi e trasformare gli sbagli in esperienza.

4)      Mantieni il controllo. Il panico in caso di perdite e l’euforia in caso di guadagni sono i nemici peggiori di un investitore accorto. Bisogna sempre mantenere il controllo dei propri soldi. E delle proprie emozioni.

5)      Metti un tetto al rischio. Guai a rischiare più di quanto ci si possa permettere di perdere. I software aiutano a porre un limite al capitale investito.

6)      Evita i mercati piccoli. Almeno all’inizio, meglio puntare su mercati più grossi, come per esempio: euro/dollaro, euro/sterlina, euro/yen giapponese, euro/franco svizzero, dollaro/sterlina.

7)      Mai trading su troppi mercati. Seguire più mercati in contemporanea è facoltà di investitori esperti. I principianti è meglio che si concentrino su uno o due al massimo.

8)      Rimani fedele al tuo software. Su Internet si possono trovare decine di software per il Forex on line. Una volta che si è trovato quello giusto, conviene utilizzarlo almeno per un po’. Ogni piattaforma ha le sue regole e cambiare spesso può generare confusione.

9)      Non dimenticare il fattore fortuna. I risultati dipendono principalmente dalla conoscenza del mercato e dalla saldezza dei nervi. Ma anche la fortuna ha un peso e bisogna tenerne conto. Senza esaltarla né sottostimarla.

10)   Cerca aiuto! Quando il capitale è alto o l’investimento, più che le valute, riguarda titoli e commodity in valuta, è meglio richiedere l’aiuto di professionisti seri e preparati.

Per saperne di più

info

www.tuttoforex.it

www.mondoforex.com

www.forexitalia.org

corsi

www.italiantradingschool.it

www.forexsystemclub.org

www.tradinglibrary.it

da leggere

› Auto-trading sul Forex, di Daniele Lindi, Trading Library, 44 euro.

› Trading studio. Autotrading sul forex per tutti (con cd rom), di Daniele Ponzinibbi, Scalping School, 44 euro.

› Guadagnare su Internet con il Forex, di Enzo Mauro, Flaccovio, 18 euro.

 

Ilaria Fantini, Millionaire 10/2010

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