VoiceMed: la startup che rileva le patologie respiratorie

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Ad oggi la startup innovativa VoiceMed ha 7 persone full-time, più di 1.500 dati nella biobank.

 

Arianna Arienzo è una delle imprenditrici italiane più interessanti del momento. Si è messa in luce durante l’emergenza Covid-19 fondando VoiceMed, la startup che rileva le patologie respiratorie, creando un prototipo per lo screening del virus basato sull’analisi del suono della tosse.

“Poi abbiamo capito che ci serviva un prodotto per migliorare la nostra banca dati (Biobank of human sounds) e così abbiamo ideato Airlyn. Analizza il suono del respiro per dare la possibilità alle persone di conoscere più informazioni sulla propria salute, con un clic”. Arienzo ha le idee chiarissime.

Da qualche giorno si è trasferita a Londra con il team. “Una scelta precisa, sia per studiare meglio il mercato prima del lancio di Airlyn, la nostra soluzione per persone con l’asma, sia per aumentare il network. Mma anche per partire col secondo round di investimento. Londra, nonostante la Brexit, è risultata ancora l’ecosistema tech europeo più attivo (e 3° al mondo dopo Stato Uniti e Cina). È anche il Paese con più incidenza di asma dovuta alle condizioni geografiche (10% della popolazione), pertanto è il nostro primo mercato di lancio”.

A Londra VoiceMed è stata selezionata per far parte del Global startup program, per cui in questo periodo farà parte di un incubatore locale.

Arianna Arienzo
Arianna Arienzo

A oggi la startup innovativa VoiceMed ha 7 persone full-time, più di 1.500 dati nella biobank. Tutto è partito a San Francisco: “L’esperienza in Silicon Valley mi ha dato la spinta per iniziare.

Venivo dalla consulenza in Accenture e, arrivata lì, ho capito che dovevo ascoltare me stessa e fare l’imprenditrice in salute digitale e nuove tecnologie. Sentivo che era il mio mondo perché la passione mi svegliava ogni giorno prima di iniziare la giornata.

Ho conosciuto tante persone e investitori, tante aziende che cercavano di innovarsi, ogni giorno era uno stimolo per identificare un problema e provare a risolverlo. Così tornata dalla Bay area è nata VoiceMed.

E a oggi sono anche professoressa a contratto all’Università Cattolica per healthcare innovation, per aiutare i ragazzi a capire come lanciare un dispositivo medico software dall’idea al mercato”.

 

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