XYZE: «Con noi non compri più abiti fuori taglia»

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Due startupper aiutano le aziende di moda a mettersi nei panni dei loro clienti. In senso letterale. Paolo Spiga, 31enne di origine sarda e il suo socio veneto Andrea Mazzon hanno ideato un metro digitale che consente a chi lo adopera di prendersi le misure in autonomia, un po’ come farebbe un sarto, trasferirle su un’App che con un algoritmo le traduce nella sua taglia corretta. I dati vengono poi inviati ai brand di moda e i clienti possono acquistare capi online senza il rischio che gli vengano consegnati abiti con misure errate.

I vantaggi? «Sono sia per il cliente che non è più costretto a rispedire merce al mittente e ai brand che risparmiano i costi legati al reso, di trasporto, magazzino, reimballaggio, customer care» spiega Paolo a Millionaire. 10 anni in aziende nel settore Moda e accessori in giro per l’Europa (Inghilterra, Germania, Italia) ha lasciato tutto per dedicarsi al suo progetto. Stessa sorte toccata ad Andrea che ha mollato il suo impiego nel marketing: «Abbiamo puntato su un mercato che vale 50 miliardi di dollari, tanti sono i resi sulle vendite che le aziende del fashion online devono affrontare».

SAMSUNG CSC

La loro startup si chiama XYZE, è stata incubata da HFarm: «Offriamo il metro digitale, un tutorial per spiegare il suo utilizzo, e un’App dove il cliente che potrà trovare più di 100 brand con la taglia corretta per ogni categoria di capo. Vendiamo il metro sia ai clienti che ai brand che potranno avere in aggiunta un servizio integrato di taglia corretta all’interno del proprio e-commerce» .

… E ha già ricevuto vari riconoscimenti il Decoded Fashion di Milano nel 2013 come migliore idea b2b sul fashion, migliore idea creativa di business partecipando alla finale della Creative Business Cup di Copenhagen nel 2014…

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Chi vuole acquistare il metro digitale oggi (39 euro) può farlo attraverso Indiegogo: Paolo e Andrea hanno lanciato una campagna di crowdfunding, obiettivo 60mila euro: «Puntiamo a un mercato internazionale dove c’è una maggiore propensione agli acquisti online, rispetto all’Italia».

L’ostacolo maggiore? «Sono due per chi vuole realizzare un prodotto hardware di questo tipo in Italia, trovare competenze e mettere insieme una squadra di talenti. Poi c’è la difficoltà nel cercare fondi, un’attività che richiede tantissime energie».

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Un consiglio agli startupper? «Farsi le domande giuste innanzitutto.E poi non provare a rispondere da soli. Spesso le risposte le trovi da chi è attorno a te, da chi hai conosciuto in un incontro, in un evento, o per strada. La chiave per riuscire è non avere paura dell’incontro e del confronto con gli altri».

INFO: http://www.xyze.it/

Giancarlo Donadio

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