«Con la nostra startup portiamo il “pacco da giù” agli italiani all’estero»

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mammapack

Avete presente il “pacco da giù”? È quella scatola piena di prodotti, soprattutto cibarie, che le mamme del Sud Italia spediscono ai loro figli al Nord. Un classico nostalgico per i fuorisede degli anni ’90, molto in voga allora, usato ancora oggi con qualche variante. Due giovani napoletani hanno deciso di riproporlo in una versione più attuale e internazionale. Con pacchi che raggiungono gli expat di mezza Europa, si ordinano online e si possono riempire di quei prodotti italiani difficili o impossibili da trovare all’estero. Flavio Nappi, 35 anni, e Romolo Ganzerli, 29, sono i co-founder di MammaPack.

«L’idea è nata dalla nostra personale esperienza. Viviamo entrambi all’estero da anni, io a Parigi, Romolo a Ginevra. Ci siamo conosciuti durante il Master in Management alla Business School ESCP Europe» racconta Flavio, Ceo di MammaPack. Dal 2006 studio e lavoro lo hanno portato in Francia, a Londra e Madrid. Alle spalle ha già una startup e diverse esperienze in aziende, l’ultima come Direttore marketing e comunicazione per un e-commerce del lusso. Oggi Flavio si dedica esclusivamente a MammaPack, mentre Romolo, laureato in Ingegneria gestionale al Politecnico di Torino, è anche responsabile Digital marketing per una multinazionale.

«Non volevamo riempire le nostre valigie di pasta e caffè a ogni viaggio in Italia. Così nel 2018 abbiamo iniziato a dar vita a MammaPack con un MVP (minimum viable product), per testare da subito l’interesse del mercato con qualche potenziale cliente. Abbiamo lanciato la piattaforma poco più di un anno fa, autofinanziandoci. Nel 2019 siamo arrivati a 7500 clienti, 9000 ordini da 21 Paesi e un fatturato di 900mila euro».

I punti di forza della piattaforma sono l’assortimento, con oltre 10mila prodotti in vendita, il prezzo equo («non chiediamo 8 euro per un pacco di biscotti che in Italia ne costa 2!» dice Flavio) e la comodità di ricevere la spesa a casa. «MammaPack è l’Amazon per gli italiani all’estero: puoi acquistare cibo, bevande, prodotti per la casa, l’infanzia e la cura della persona. Consegniamo in 48-72 ore. Abbiamo clienti di ogni tipo, dai pensionati alle neomamme».

pacco mammapack

Per farsi conoscere la startup punta su digital, social, passaparola. «Molto importante è il cosiddetto UGC (il contenuto generato dagli utenti), come le foto dei pacchi che i nostri clienti postano sui social. E non manca qualche iniziativa più “anni ’90”: a Natale, per esempio, abbiamo spedito cartoline scritte a mano ai nostri clienti in tutta Europa. Vogliamo puntare al cuore delle persone, per questo ci piace pensare a ogni pacco come uno scrigno di emozioni: i clienti ritrovano i prodotti della loro adolescenza in Italia, i sapori di casa, e anche qualche sorpresa, come un vecchio numero di Topolino».

Nel team di MammaPack ci sono altre quattro persone che si occupano di gestione degli ordini, customer care e social, oltre agli addetti al magazzino in Campania. «Grazie agli strumenti digitali, riusciamo a seguire team, operatività e strategia anche a distanza, senza problemi» spiega Flavio.

Un consiglio? «Se vuoi fare startup, prima di tutto, testa la tua idea con un MVP per essere certo che possa funzionare. Buttati, sperimenta, crea. Soprattutto se sei giovane, tutto fa da palestra. Ma preparati bene, pianifica, monitora gli indicatori. E tieniti pronto a cambiare il tuo modello di business, se ti accorgi che non funziona».

Info: https://mammapack.com/

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