22enne crea portapillole hitech: «Una startup per mia nonna»

Un portapillole hitech che eroga le compresse prescritte al momento in cui vanno assunte. E che si controlla a distanza via App. Lo ha ideato Benedetto Jacopo Buratti, 22enne romano, laureando in Ingegneria: «Ho creato tutto pensando a mia nonna  che soffre di demenza senile e spesso dimenticava di assumere i farmaci, rischiando di compromettere la sua salute» racconta Jacopo che Millionaire ha incontrato all’evento #MeetSanofi (organizzato dal gruppo farmaceutico) per far incontrare e dare visibilità alle startup della salute.

Bloomia, questo il nome del prodotto, si compone di tre parti, un portapillole smart, un braccialetto da indossare e un’App: «È pensato per gli anziani e i loro figli. La persona che ha bisogno del farmaco indossa il braccialetto. Chi si prende cura di lui scarica l’App e, sotto parere del medico curante, pianifica la terapia. Il bracciale emette una vibrazione quando va assunto il farmaco. E il portapillole eroga il farmaco giusto nel momento prestabilito».

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Risultati? Meno ansia per i figli che badano ai genitori, più sicurezza per gli anziani, e la soluzione a un grave problema sociale: «Sono 20 milioni ogni anno le persone ospedalizzate per mancata assunzione dei farmaci. Solo nel 2014 120mila sono morte per questo motivo».

Il team di Bloomia è nato a InnovAction Lab, il progetto di Augusto Coppola che avvicina gli studenti universitari alle startup. È qui che Jacopo ha incontrato Gabriele Sedda, 28 anni (a loro si aggiunge dopo Giacomo Travaglini, 25 anni): «Abbiamo investito mille euro per avviare il business e ora andremo a New York per cercare finanziatori disposti a credere nell’idea».

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Bloomia andrà sul mercato nel 2016 e costerà 180 euro. Jacopo e il team pensano di stringere partnership con compagnie assicurative e di creare un ecosistema per raggruppare tutti i dispositivi sulla salute e raccogliere dati utili per i sistemi sanitari: «È una strada in salita fare una startup. Devi creare un team forte con una visione condivisa, mantenere accesa la voglia di fare, l’entusiasmo. Devi essere veloce, hai meno risorse ma devi competere con giganti. Il mio consiglio è di uscire subito fuori dal contesto universitario. Molti startupper realizzano cose belle ma restano chiusi in un ambito troppo teorico. Invece bisogna avventurarsi subito “fuori di casa”, testare il prodotto, e studiare. Alternando teoria e pratica in modo costante».

INFO: http://www.mybloomia.com/

Giancarlo Donadio

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