5 domande frequenti di chi avvia un’impresa

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Quale società scegliere per spendere meno, affittare un ufficio o no, come assumere personale? Sono alcuni degli interrogativi più frequenti di chi vuole avviare un’impresa. Vediamo come scioglierli con l’aiuto di Marco Gragnoli, fondatore dello studio di commercialisti associati Taxlex.

1. Sono piccolo, devo pagare le tasse? Sì ma solo il 5%. «Chi volesse iniziare un’attività di lavoro autonomo o di impresa con Partita Iva e presume di avere incassi non superiori a 30mila euro, può rientrare nel regime dei minimi. Vantaggi: tassazione ridotta al 5% per cinque anni, esenzione Irap e Iva e da altri adempimenti (tenuta dei registri contabili, studi di settore, Spesometro)» spiega Marco Gragnoli.

2. Quale società scelgo per non spendere? La Srls. Se il tipo di attività che svolgiamo sviluppa importi rilevanti è necessario fondare una società (si limita il rischio di impresa). Una possibilità è costruire una Srls (società a responsabilità limitata semplificata). «A differenza di una Srl, che comporta un capitale sociale minimo di 10mila euro, il capitale sociale può consistere anche solo di un euro. Non si pagano imposte di bollo, diritti di segreteria e onorario notarile».

3. L’ufficio costa troppo? Casa o coworking. Per affitare un ufficio la cifra da mettere a budget è di almeno 500 euro al mese, tra canone e bollette di energia elettrica, riscaldamento, gas… La soluzione più economica è adattare a ufficio una stanza di casa oppure sfruttare il coworking, uffici condivisi il cui costo si aggira intorno ai 250 euro al mese. «Il vantaggio è doppio:  condivisione dei costi fissi (servizi, telefono, connessione..) e maggiore scambio di idee ed esperienze».

4. Il personale costa? Scegli l’apprendistato. «Se intendete avvalervi di giovani tra i 15 e i 29 anni, sfuttate l’apprendistato che consente di contenere i costi contributivi e fiscali.  Ha una durata minima di sei mesi, prevede una formazione in azienda e la prosecuzione del rapporto alla fine del periodo di formazione».

5. Troppa burocrazia? No, basta una comunicazione. «Dall’aprile 2010 è stata creata la ComUnica (www.registroimprese.it/comunica), che permette in un’unica comunicazione di richiedere il numero di Partita Iva, l’iscrizione al Registro delle imprese presso la Camera di commercio, l’apertura della posizione assicurativa presso l’Inail, l’iscrizione all’Inps dei dipendento e dei lavoratori autonomi. Ciononostante, rimane indispensabile il supporto di un commercialista: per una consulenza di questo tipo bastano dai 100 ai 200 euro».

Vuoi saperne di più? Leggi l’articolo completo di Tiziana Tripepi su Millionaire di marzo 2014.

Redazione

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