7 consigli per creare un’App di successo

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Il consumatore è “mobile” e tutta la sua vita è sullo smartphone: naviga su Internet, lavora, gioca, chatta, si informa su dove andare a mangiare e divertirsi.  E soprattutto compra, 40 miliardi il valore della mobile economy nel 2016. La chiave di accesso? Le App: coinvolgono, appassionano, fidelizzano i clienti con sconti e promozioni, offrono lavoro e li fanno guadagnare. Un mare di opportunità nei pochi centimetri del tuo smartphone.

Per capire come coglierle abbiamo intervistato Paolo Zanzottera, consigliere delegato di ShinyStat (specializzata in servizi per monitorare le visite ai siti e aumentare il traffico) e autore del libro Guadagnare con le App$ (Hoepli, 21,17 euro): «Gli occhi delle persone sono sullo smartphone  Passano più tempo sul telefono che sul pc. Ed è un’occasione unica per spostare clienti dall’online all’offline. Oggi chi viaggia in Internet è in movimento e potrebbe trovarsi fisicamente nei pressi di un negozio che sponsorizza online una promozione, uno sconto. Entra e compra. La sfida è come catturare questi consumatori. E nessuno può sentirsi escluso, dal ristorante, al negozio di abbigliamento. Fino al fioraio e il gommista» spiega a Millionaire.

guadagnare con  le Apps

Ecco i suoi 7 consigli per creare un’App di successo…

1. Il team, prima di tutto. «Se si è agli inizi meglio consultare dei professionisti, un’agenzia di sviluppo e una per la promozione. Non mi affiderei ad un’unica agenzia, difficile che sappia fare bene tutte le attività necessarie. Prima di affidare i tuoi soldi a qualcuno, controlla i loro lavori sul Web, osserva le App che hanno creato, controlla quanto sono state scaricate e che posizione occupano negli store».

2. Analisi del mercato e competitor. «È necessaria in un mercato così pieno di soluzioni. Una volta avuta l’idea mettila in difficoltà. Chiediti perché le persone dovrebbero scaricarla. E soprattutto perché non dovrebbero cancellarla, una volta inserita all’interno del loro smartphone. Fai un’analisi della concorrenza. Cosa c’è di simile? Quale soluzione alternativa offri? Se non trovi risposta a queste domande, lascia perdere. Sprecheresti tempo e energie su un progetto destinato a fallire».

3. Come scelgo il modello di business. «Qui dipende da cosa offri. Se un servizio per professionisti o appassionati di un settore, allora può stabilire un prezzo e venderla sullo store. Stessa cosa se sei un brand famoso, allora ti pagheranno per un servizio. Viceversa se sei alle prime armi, il prezzo, anche se basso, può danneggiarti. L’acquisto di un’App non è così emotivo come sembra. Non è come spendere un euro per un caffè. L’utente difficilmente pagherà per qualcosa che è abituato ad avere gratis. Meglio puntare su modelli freemium (scarichi gratis e paghi per avere servizi aggiuntivi). Altri modelli interessanti sono legare il software a un prodotto hardware. Il primo lo dai gratis e il secondo a pagamento. Esempio, un’App che ti permette di aprire o chiudere tapparelle. In questo caso chi scarica l’App gratis, viene invogliato a comprare il prodotto che vi è legato».

4. Fondamentale l’integrazione dell’App con i social. «Tutti ricordano il successo di Ruzzle. Ma non tutti sanno che esisteva sugli store un’App che faceva le stesse cose, ma senza successo. La differenza l’ha fatta l’integrazione con i social, sfidi i tuoi amici, li coinvolgi e ti diverti di più. Il tema è il coinvolgimento. Oltre all’integrazione, riesci se unisci gli utenti intorno a una delle loro passioni.  La chiave, per usare un gioco di parole, è App-assionare. Alcuni ci sono riusciti con idee originali. Come KLM, compagnia aerea olandese, che ti consente di loggarti sui social mentre fai il check in, vedere le altre persone che volano con te, e decidere accanto a chi sederti, sulla base dei tuoi interessi» prosegue Zanzottera.

5. Punta ai vantaggi, risparmi, promozioni. È il modo più semplice per catturare i clienti. Ci sono App che, grazie alla tecnologa iBeacon, consentono di localizzare il consumatore all’interno del punto vendita e fare offerte personalizzate.

6. L’ostacolo maggiore? La promozione. Esistono strategie Seo anche per far risaltare la propria App tra le altre all’interno degli store. Fondamentale è fare attenzione al naming (deve essere un nome breve, altrimenti apparirà con dei puntini e non completo. E facilmente memorizzabile, orecchiabile).  Poi la descrizione: qui bisogna fare attenzione alle prime righe, sono le prime che vengono visualizzate dagli utenti ed è molto importante che descrivano bene l’App e le sue funzionalità. Infine, gli screenshot, devono essere chiari, per questo la scelta delle immagini va fatta con cautela. «Attenti anche alla recensioni. Utile inserire strumenti (Alert, Push) per chiedere agli utenti di lasciare recensioni, feedback. Ma bisogna farlo con intelligenza. La recensione non va chiesta subito, ma solo agli utenti che entrano nell’App per la seconda, terza volta».

7. Pubblicità a pagamento? «La competizione è tremenda. Quindi se hai un budget su 100, 30 va destinato allo sviluppo, 70 alla promozione. Non puoi pensare di fare un bel negozio senza un’insegna» dichiara Zanzottera. Pubblicità su mobile (banner su altre App di successo simili), strumenti di pubblicità su Google e Facebook e la necessità di monitorare i risultati degli investimenti e capire come muoversi.

INFO: https://twitter.com/zanzottera

Giancarlo Donadio

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