9 strategie per ottenere un credito dalle banche (nonostante i tempi duri)

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1. Le banche non danno più soldi: di chi è la colpa?

E’ sempre più difficile per le imprese, soprattutto di piccole dimensioni, ottenere credito dalle banche. I numeri lo confermano: a luglio 2014 la Banca d’Italia ha registrato una contrazione dei prestiti del 3,9% rispetto al luglio dell’anno precedente (significa che sono calati di 11,3 miliardi di euro). E la Confcommercio rivela, per le imprese del terziario, che quelle effettivamente finanziate sono il 4%. «Il cosiddetto credit crunch (la contrazione del credito) si è determinato non solo perché si è abbattuta sulla nostra economia una crisi senza precedenti, ma anche perché è in crisi il modello di relazione tra banca e impresa» spiega Antonio Lafiosca, responsabile marketing  & operations di BorsadelCredito.it. «Una relazione che va costruita partendo da semplici regole».

2. Mettiti nei panni di una banca: renditi affidabile

Poniamoci dal punto di vista delle banche: perché dovrebbero farci credito? Le banche prestano soldi per riaverli indietro, guadagnandoci. Ma i dati sulle neoaziende, dicono che l’80-85% delle startup non raggiunge i primi tre-cinque anni di vita (fonte Italia Startup). Un’azienda giovane per una banca è troppo rischiosa. Occorre attrezzarsi per rendersi affidabili.

3. Investi il tuo capitale di rischio

«Mai dire a una banca: “Ho bisogno di 30mila euro: me li dai tutti tu?» spiega Lafiosca. «Una cifra compresa tra il 20 e il 40% del capitale iniziale deve essere costituita da capitale di rischio, capitale cioè che l’imprenditore e i suoi soci sono disposti a investire di tasca loro. La banca deve vedere anche che l’imprenditore ci crede e fa un piccolo sforzo per la sua impresa. Se non hai capitali, cerca soci».

4. Sfrutta al meglio le tecnologie digitali

«Un numero sempre maggiore di banche valuta le aziende sulla base dei dati che trova online» continua Lafiosca. «Anche chi ha un’attività tradizionale (artigiani, bar, ristoranti) deve essere presente sul Web: costruire un sito, una pagina Facebook, un profilo su Twitter o su TripAdvisor. E’ successo che si sia deciso di non finanziare un ristorante perché non appariva su Google Maps».

5. Sei una startup? Prepara un business plan

«Molti pensano che fare impresa significhi solo avere un’idea e demandano gli aspetti quantitativi del loro business al loro commercialista» continua Lafiosca: «Non sanno dirti quanto fattura la loro impresa, o quali costi dovrà supportare. Fondamentalmente, in vista di un incontro con una banca, preparare un piano aziendale che contenga: 1. Il profilo dell’imprenditore e le sue esperienze. 2. Un’analisi di mercato, che spieghi perché voglio intraprendere in questo settore e quali sono le prospettive. 3. Un’idea dei costi e dei ricavi che penso di ottenere».

 6. Sei un’azienda già avviata? Spiega cosa vuoi fare con i soldi

 Se a richiedere credito è un’azienda matura, è fondamentale che esponga alle banche come intende utilizzare i soldi: se vuole destinarli a investimenti, dovrà sottolineare che serviranno per la crescita dell’azienda, supportando la richiesta di preventivi di acquisto. Se invece li utilizzerà come liquidità, dovrà spiegare a cosa servono (pagamento tasse, Tfr, acquisto di scorte). In questo caso, la richiesta dovrà essere supportata da un’analisi dei flussi di cassa che documenti una corretta pianificazione finanziaria».

 7. Informati sul tipo di prestito

Non occorre conoscere i tecnicismi, ma essere informati sulle varie forme di credito può dare una chance in più all’imprenditore. Quali sono le principali?

– Finanziamento: la banca presta all’imprenditore una somma di denaro, che dovrà essere restituita in un arco temporale più o meno lungo, con l’aggiunta degli interessi maturati.

– Fido: la banca concede all’imprenditore, in seguito all’attivazione di un conto corrente, la possibilità di disporre di una somma di denaro maggiore rispetto a quella disponibile sul conto. E’ un’operazione consigliata per coprire i temporanei squilibro tra entrate e uscite nella gestione di cassa.

– Fido per anticipo fatture: la banca offre un finanziamento tramite l’anticipazione di crediti verso la clientela. L’impresa potrà usufruire immediatamente del credito, senza aspettare la sua disponibilità.

– Mutuo ipotecario: è un prestito garantito da garanzia di un immobile. Si richiede di solito per coprire le spese per l’acquisto o la ristrutturazione degli immobili dove si svolge il lavoro dell’impresa (uffici, negozi, capannoni ecc.). A garanzia la banca chiede un’ipoteca su un bene immobile.

8. Le garanzie? Servono ma…

«Le garanzie sono elementi accessori di un finanziamento. Aiutano quando la fattibilità è al limite, ma la banca valuta prima di tutto il progetto di impresa, che rimborsi la capacità di rimborso del finanziamento» chiarisce Lafiosca. Le garanzie possono provenire dal proprio patrimonio, come nel caso di ipoteca di immobili, terreni o fideiussioni oppure da soggetti esterni: lo Stato (tramite il Fondo Nazionale di garanzia) o gli organismi consortili come Confidi. Si ha la possibilità di accedere al Fondo Nazionale di garanzia solo dopo che la banca ha deciso di erogare il finanziamento.

9. Documenti in ordine

«Uno degli indicatori per valutare l’affidabilità di un’azienda è il grado di precisione con cui sono tenuti tutti i documenti: bilanci, dichiarazioni fiscali, visure camerali, fatturazioni, stato delle esposizioni bancarie. Una documentazione ordinata  e aggiornata è un ottimo biglietto da visita».

L’articolo di Tiziana Tripepi è stato pubblicato su Millionaire di dicembre/gennaio 2015

dove trovo i soldi banca

Tiziana Tripepi

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10 Commenti

  1. Noi giovani abbiamo tante idee, purtroppo non abbiamo la possibilità di investire sulle nostre idee, trovare soci che ci finanziano è sempre più complicato, le banche giustamente non possono finanziare i sogni di tutti, bisogna far diventare il tuo sogno il sogni delle banche e degli investitori, non è facile ma si può fare.

  2. Caso personale: cliente aziendale da 2 generazioni, sempre puntuale; fatto un business plan più che sensato; messo il 30% di capitale di rischio; il residuo garantito da ipoteca con un controvalore oltre doppio di quanto chiesto in banca… ci dispiace ma non abbiamo sufficienti garanzie. Serve un fidejussione del papà… sa lei ha solo 40 anni e ha troppo poco di suo. Kapito: la prossima volta nasco già miliardario così sono a posto.

  3. Tutte stupidaggini. Prima di scrivere bisogna provare!! Come ottenere credito? Avere un conto corrente molto cospicuo, 3 case di proprietà un reddito che superi di gran lunga l importo del prestito .almeno 4 bilanci in attivo e la prova che alla fin fine potremmo fare tutto da soli ma preferiamo lasciare i soldi sul conto che ci giochino le banche piuttosto di spenderli. Chi ha tutte queste caratteristiche provi vedrà Che funziona. se siete pmi o micro pmi che lottate per il vostro business dopo essere usciti dalla crisi salvi ma chiaramente un po malconci lasciate perdere.

  4. Finanziamento, gli investimenti e microcredito

    Buongiorno,
    Nel campo della finanza, investimenti e prestiti tra individui, offro i miei servizi a tutte le persone di buon carattere e, soprattutto, essere in grado di soddisfare i loro obblighi. Io lavoro nei seguenti settori: prestiti personali, consolidamento, riorganizzazione, il commercio, l’istruzione, le auto, incidenti e altri, commerciale, industriale, agricolo, IT, società di servizi immobiliari, industriali, artisti, moda, medicina, dei media, dei mutui, immobiliare . Ho anche offrire finanziamenti a tutte le persone fisiche e giuridiche. Se si dispone di un progetto per costruire la vostra vita, in contatto con me. Propongo una soluzione, fare la vostra richiesta e io sarò il vostro aiuto. Con me, troverete la vostra soddisfazione. Per ulteriori informazioni, si prega di contattarmi al mio indirizzo.

    E-mail: alphonsine.brodeur@outlook.com

  5. In effetti è vero tutto e il contrario di tutto! E’ vero che le banche offrono credito a chi i soldi già ce li ha, é vero però che gli imprenditori, o chi lavora in amministrazione per loro, sottovalutano gli aspetti più importanti su cui si basa l’affidabilità oggi! E’ vero che oggi i bancari presso le filiali non hanno peso (non fatevi abbindolare dal direttore di filiale che vi dice “ci penso io”, vale come il due di coppe quando a briscola comanda bastoni), é però che bisogna creare una “storia” tra l’impresa e il sistema bancario, una storia di grande affidabilità, come? Ottenendo, anche un piccolo credito, quando non se ne ha bisogno. Aprire un castelletto sul c/c di 5.000 euro e non utilizzarlo, pagare qualcosa per mantenerlo, significherà dire in futuro al sistema che si è affidabili e che si ha credito senza che ce ne sia il bisogno… Insomma, la verità sta nel mezzo… bisogna iniziare a saper parlare il linguaggio delle banche, anche se il rospo è amaro!

  6. tutte scuse le banche danno soldi solo a chi liha gia’ nel mio caso ho subito una truffa da una banca li abbiamo denunciati alla magistratura e poi mi hanno inserito in centrale rischi cosi che dal 2007 non mi danno piu’ nulla oggi non uso le banche ma purtroppo non riesco a far decollare la mia azienda nonostante tutti mi danno ragione compreso il tribunale ma il mio presunto debito e’ stato ceduto a una societa’ spazzatura e non si fanno trovare per accordarci
    questa e’ L’Italia delle banche io li metterei tutti al muro …………….

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