Il Mediterraneo, la nostra Silicon Valley

A Roma nasce un festival che parla di Blue Economy, geopolitica e futuro. «Il mare non garantisce certezze. Ma offre opportunità a chi sa leggere le correnti e anticipare le rotte»

 

C’è un ecosistema che muove miliardi, orienta le scelte strategiche dei governi e condiziona la stabilità delle economie. Non si trova tra San Francisco e Palo Alto, ma tra Gibilterra e Suez: è il Mediterraneo. È partito oggi all’Auditorium Parco della Musica di Roma un festival che prova a raccontarlo per quello che è davvero: non una cartolina da vacanza, bensì una piattaforma di sviluppo dove ambiente, industria e politica si incontrano.

Fino al 15 febbraio è aperta al pubblico la prima edizione di Un Solo Mare Festival, progetto della Fondazione Musica per Roma con la direzione scientifica di Roberto Danovaro. Il titolo è semplice, quasi minimale, ma contiene una presa di posizione netta: il mare non divide, connette. E proprio per questo può diventare una leva decisiva per il futuro del Paese.

Un motore di sistema con ricadute sulle imprese

Quando si parla di Blue Economy si rischia spesso di ridurre tutto a una dimensione turistica o portuale. In realtà, attorno al mare ruota una parte consistente della capacità produttiva italiana: dai traffici commerciali alle rotte energetiche, dalle tecnologie per la gestione costiera alla ricerca sui cambiamenti climatici. È un sistema che richiede visione e coordinamento, perché ciò che accade in mare aperto ha ricadute dirette sulle città, così come sulle imprese e le filiere.

Il panel “Blue Economy tra Italia e Mediterraneo”, curato dal Cluster Tecnologico Nazionale Blue Italian Growth, ha affrontato proprio questo nodo: come trasformare la dimensione marittima in un vantaggio competitivo stabile, capace di coniugare crescita economica e responsabilità ambientale. «Il punto non è scegliere tra sviluppo e tutela, ma comprendere che senza equilibrio non esiste né l’uno né l’altra». In questo senso la sfida che si apre davanti all’Italia è insieme industriale e geopolitica, perché il Mediterraneo è uno spazio dove si incrociano interessi globali, ma anche nuove rotte commerciali e tensioni strategiche.

Navigare l’incertezza

La giornata inaugurale ha affidato il racconto del mare anche a chi lo ha vissuto sulla propria pelle. Alessandra Sensini (campionessa olimpica di windsurf, dal 2017 vicepresidente del CONI) e Giovanni Soldini (icona della vela oceanica, protagonista di due giri del mondo in solitario) hanno portato sul palco un’esperienza che va oltre il risultato sportivo. «Chi naviga sa che il mare non si domina; lo si affronta con preparazione, disciplina e capacità di leggere i segnali prima che diventino tempesta».

Alessandra Sensini

È una lezione che ha indirettamente parlato anche all’impresa: oggi, infatti, le aziende – muovendosi in un contesto segnato da instabilità delle rotte energetiche, trasformazioni tecnologiche accelerate e nuovi equilibri tra Nord e Sud del mondo – vivono il Mediterraneo come spazio di cooperazione e sicurezza, in una dimensione sistemica e di interconnessione. Dove economia, difesa e sostenibilità non possono più essere trattate come compartimenti separati.

Cultura, scienza e nuove generazioni

Un Solo Mare” non si limita ai tavoli di confronto istituzionali. Il festival apre alle scuole e alle famiglie, integrando la riflessione scientifica con linguaggi capaci di coinvolgere pubblici diversi. Il documentario immersivo di Marevivo, dedicato ai suoni degli oceani e agli effetti dell’inquinamento acustico, ricorda quanto siano fragili gli equilibri sottomarini e quanto le attività umane possano alterarli in modo irreversibile.

Accanto agli incontri, trovano spazio mostre, contributi artistici e momenti di divulgazione sostenuti da enti di ricerca come CNR, ENEA, ISPRA e CMCC. «La sostenibilità non può essere considerata un vincolo esterno, ma un elemento strutturale dei modelli di sviluppo. Solo integrandola nelle strategie industriali si può immaginare una crescita che regga nel tempo».

Photo: Unsplash / Jakub Dziubak

Il nome del festival è già una sintesi: esiste un solo mare, e ciò che accade su una sponda produce effetti anche sull’altra. In un’epoca in cui si ridefiniscono catene di approvvigionamento e politiche energetiche, il Mediterraneo torna a occupare una posizione centrale più per necessità strategiche che per ragioni nostalgiche. «Navigare significa accettare la complessità – spiegano gli organizzatori – investire nella conoscenza e prepararsi al cambiamento continuo».

Giovanni Soldini

Attraversando il festival, si esce con la sensazione che il mare non garantisce certezze. Ma offre opportunità a chi sa leggere le correnti e anticipare le rotte. Imprenditori, vi ricorda qualcosa?

 

Photo cover: iStock / SHansche

Disclaimer

Per informazioni su comunicati stampa e questioni redazionali, scrivere a: redazione@millionaire.it

Millionaire prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare involontari errori nell’uso di materiale riservato, scrivete all’indirizzo abuse@millionaire.it

Il materiale lesivo di diritti di terzi sarà prontamente rimosso.

LEGGI ANCHE:

EDITORIALI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

EVENTI

ULTIMI ARTICOLI

I PIÙ LETTI

CATEGORIE

MILLIONAIRE S.R.L.
Corso XXII Marzo, 19
20129 Milano
P.IVA/C.F. 14343500964

Iscrizione ROC pratica n. 1476005

Direttore Responsabile: Alessandro Dattilo

© 2026 millionaire.it.
Millionaire
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web ritieni più interessanti e utili. Clicca per consultare la nostra Privacy Policy

Se disattivi completamente i cookie, potresti disabilitare alcune funzionalità del sito. Anche con tutti i cookie disabilitati, il tuo browser continuerà a memorizzare una piccola quantità di informazioni, necessarie per le funzionalità di base del sito.

I cookie scaricati dal presente sito avranno una validità di 12 mesi, periodo dopo il quale verrà nuovamente richiesta la tua espressione di consenso.
Qualora tu chiuda il banner mediante la “x”, senza indicare la tua accettazione o meno dei cookie di profilazione, il consenso potrà esserti richiesto nuovamente dopo un periodo non inferiore ai 6 mesi. Anche nel caso in cui tu abbia negato il consenso all’utilizzo dei cookie, non potrà esserti richiesto nuovamente se non siano trascorsi almeno 6 mesi da quando hai effettuato la scelta.

Il consenso potrà invece esserti di nuovo richiesto quando mutino significativamente le condizioni del trattamento (ad. es. nuove terze parti coinvolte), o se sia impossibile per il sito sapere se i cookie siano già stati memorizzato sul dispositivo (es. se scegli di cancellare i cookie installati sul tuo dispositivo).

E’ possibile in ogni caso consultare e modificare tale espressione in qualunque momento attraverso questa pagina.