La mattina non ti rende milionario. Le decisioni sì.

Dietro le quinte per conoscere la daily routine dei CEO globali: ecco cosa fanno davvero Bezos, Gates, Musk e Branson prima di essere “on fire”

 

Se pensi che per diventare miliardario sia necessario svegliarsi alle quattro del mattino, bere un centrifugato verde e azzerare la casella di posta prima dell’alba, forse questo articolo ti farà tirare un sospiro di sollievo. La verità è meno epica di quanto raccontino i social. E, allo stesso tempo, molto più strategica.

La cosiddetta daily routine dei grandi CEO non nasce dal bisogno di fare più cose degli altri, ma dalla necessità di proteggere l’energia mentale con cui prendono decisioni che possono cambiare la direzione di un’azienda. Dietro la narrazione dell’imprenditore instancabile che dorme quattro ore a notte si nasconde spesso un principio più sofisticato: ridurre il rumore per aumentare la qualità del pensiero.

Jeff Bezos: dormire è una scelta strategica

Il caso più controintuitivo è forse quello di Jeff Bezos, fondatore di Amazon. Per anni è stato dipinto come il simbolo del manager iperperformante, immerso in riunioni e numeri fin dalle prime ore del giorno. In realtà, Bezos ha dichiarato più volte di dormire otto ore per notte in modo regolare, perché considera il sonno una leva diretta sulla qualità delle sue decisioni.

Nel libro Inventa e sogna racconta che ama iniziare la giornata con calma, leggendo il giornale e facendo colazione senza fretta. Non è un vezzo da miliardario, ma una forma di tutela cognitiva. La sua convinzione è semplice: un CEO non viene pagato per prendere centinaia di micro-decisioni ogni giorno, bensì per assumersi la responsabilità di poche scelte ad altissimo impatto, quelle che ridisegnano la struttura dell’azienda e ne influenzano il futuro.

Photo: iStock / Chinnapong

Per questo tende a evitare riunioni importanti nelle prime ore del mattino, quando preferisce preservare lucidità e concentrazione, e per lo stesso motivo evita, quando possibile, di prendere decisioni cruciali a fine giornata, momento in cui l’energia mentale inevitabilmente cala. In questa logica, dormire non è un lusso ma un asset, e la lentezza mattutina non è pigrizia bensì preparazione.

Elon Musk: il tempo come territorio da difendere

Se Bezos protegge l’energia, Elon Musk protegge il tempo. Alla guida di Tesla, SpaceX e Neuralink, Musk è noto per un’organizzazione quasi chirurgica della giornata, suddivisa in blocchi da cinque minuti. Non si tratta di un’ossessione fine a sé stessa, ma di una scelta precisa: evitare che siano le richieste esterne a dettare il ritmo del suo lavoro.

La sua sveglia suona intorno alle sette del mattino, senza rituali particolarmente scenografici. Una colazione veloce e poi si entra nel vivo della giornata. Ciò che colpisce, però, è il modo in cui gestisce le interazioni: preferisce email e messaggi alle telefonate, perché la comunicazione asincrona gli consente di mantenere il controllo sul flusso delle informazioni, scegliendo quando e come intervenire.

Curiosamente, uno dei momenti che considera più produttivi è la doccia, spazio mentale in cui spesso emergono intuizioni e soluzioni. Non davanti a uno schermo, ma in una pausa in cui la mente può muoversi liberamente. È un dettaglio che racconta molto più di quanto sembri: anche chi vive immerso nell’innovazione tecnologica sa che la creatività ha bisogno di spazi non saturi.

Bill Gates: disciplina e manutenzione della mente

Anche Bill Gates, storico fondatore di Microsoft, ha costruito negli anni una routine fondata sulla disciplina e sulla cura dell’equilibrio personale. Si sveglia presto, tra le cinque e le sei, e dedica circa un’ora all’attività fisica sul tapis roulant, spesso accompagnata da video o contenuti educativi. Legge decine di libri all’anno, consulta diversi quotidiani e pratica la meditazione per migliorare la concentrazione e gestire lo stress.

Photo: iStock-Mirjana / Pusicic

Non è un’estetica della performance, ma una forma di manutenzione della mente. Gates ha sempre attribuito grande valore alla capacità di concentrarsi a lungo su un problema complesso, e sa che questa capacità dipende da uno stato fisico ed emotivo stabile. In questo senso, l’attività fisica e la lettura non sono abitudini collaterali, ma strumenti che alimentano la qualità delle sue decisioni.

Richard Branson: energia prima del business

Anche Richard Branson, fondatore di Virgin Group, ha sempre raccontato quanto la mattina sia decisiva per il tono dell’intera giornata. Si sveglia intorno alle cinque e dedica le prime ore allo sport, che sia tennis, kitesurf, ciclismo o nuoto, prima di immergersi nelle attività operative.

Vivendo nelle Isole Vergini Britanniche, utilizza le prime ore per allinearsi ai diversi fusi orari e restare connesso con i team nel mondo. Non ama le riunioni formali e preferisce spesso incontri informali, magari camminando o condividendo un pasto, perché ritiene che l’energia relazionale sia parte integrante della leadership. Anche in questo caso, il punto non è l’orario della sveglia, ma la scelta di iniziare la giornata generando energia anziché reagendo agli stimoli esterni.

La routine come strategia

Mettendo insieme queste storie, emerge un filo rosso che va oltre le singole abitudini. Nessuno di questi leader costruisce la propria mattina per impressionare o per aderire a un modello motivazionale preconfezionato. La costruisce per proteggere la qualità delle decisioni che dovrà prendere nelle ore successive.

Dormire a sufficienza, allenarsi, leggere, organizzare il calendario in modo rigoroso o selezionare con attenzione i momenti di confronto non sono rituali da copiare meccanicamente. Sono scelte coerenti con un obiettivo più grande: evitare la dispersione e preservare lucidità.

Photo: iStock / BartekSzewczyk

Per chi guida un’impresa, che sia una startup o una PMI, la domanda non dovrebbe essere a che ora svegliarsi, ma se sta davvero difendendo la propria energia mentale, se sta limitando le decisioni inutili e se sta usando il tempo come leva strategica anziché subirlo. La mattina, da sola, non rende nessuno milionario. Ma la qualità delle decisioni prese durante la giornata, sì.

 

Credits photo cover:

Jeff Bezos. Photo by Heisenberg Media, via Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

Elon Musk. Photo by Steve Jurvetson, via Wikimedia Commons (CC BY 2.0)

Bill Gates. Photo by Bogdan Hoyaux / European Union / Wikimedia Commons (CC BY 4.0)

Richard Branson. Photo by John Mathew Smith & www.celebrity-photos.com from Laurel Maryland, USA

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