Una tavola rotonda a Casa Sanremo Invest mette a confronto founder di nuova generazione, imprenditori strutturati e finanza alternativa. Al centro dell’ecosistema il Millionaire Club, la nuova community riservata agli imprenditori di successo.
Dopo il talk dedicato al ritorno della rivista, a Casa Sanremo Invest è stato presentato il secondo pilastro della nuova fase di Millionaire: il Millionaire Club – La classe degli intraprendenti. A condurre l’incontro è stato Roberto Lo Russo, giornalista ed esperto di franchising, che ha introdotto il format come naturale evoluzione della testata: non più solo carta stampata, ma un ecosistema capace di valorizzare relazioni, competenze e connessioni strategiche.

Il panel ha riunito quattro imprenditori con percorsi e fasi di crescita differenti, offrendo uno spaccato concreto di cosa significhi oggi fare impresa tra delega, formazione, brand identity e finanza alternativa. Un confronto generazionale che ha messo in luce un elemento comune: il valore del network come leva di sviluppo.
Delegare davvero per crescere
Ad aprire il confronto è stato Alessandro Giai Brancard, socio di Nemo Group, startup che negli ultimi anni ha registrato una crescita rapida e ricevuto proposte di acquisizione. Alla domanda su una decisione recente che gli ha “tolto il sonno” ma ha fatto crescere l’azienda, la risposta è stata netta: delegare.
«All’inizio pensi che per fare una cosa bene la devi fare tu. Commerciale, strategia, marketing, controllo di gestione. Poi capisci che questo diventa un limite: se tutto passa da te, l’azienda non può crescere più di quanto cresci tu».

Delegare, ha spiegato, significa affidare responsabilità e non solo compiti, accettando che inizialmente il risultato non sia perfetto. «È anche una compressione dell’ego imprenditoriale, ma ti libera spazio mentale per concentrarti su ciò che può portare a un vero breakout dell’azienda». Tra le priorità, lo studio delle tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale e la frequentazione di ambienti ad alto livello relazionale: «Le opportunità nascono dalle persone».
Dalla passione all’impresa: il valore dei mentor
Il passaggio da passione a business è stato il tema portato da Antonino Russo, fondatore di The Skipper Academy, realtà che punta a strutturare e scalare la formazione per skipper in tutta Italia. L’errore iniziale, ha raccontato, è stato sottovalutare la complessità dell’organizzazione.
«Pensavo fosse semplice costruire un team di qualità che potesse scalare e integrarsi con le automazioni. In realtà serve una visione chiara, persone che condividano il progetto e strumenti che semplifichino i processi».

Nel percorso di crescita, decisivo è stato il confronto con mentor più esperti. «La formazione e il vissuto di chi è passato prima da certe esperienze valgono spesso più di tanti libri. Avere la seniority di imprenditori di un’altra generazione che ti trasferiscono il loro bagaglio fa la differenza».
Identità, persone e formazione
Per Salvo Scarpaci, founder del marchio Veressenze con oltre 50 punti vendita, il tema centrale è l’identità. «Oggi tutti parlano di brand. Ma il prodotto, da solo, non basta. Conta la qualità, certo, ma fanno la differenza le persone che lo vendono».

Secondo Scarpaci, crescita e stagnazione si giocano sulla capacità di investire nella risorsa umana e nella formazione. «Serve la persona giusta, formata nel modo giusto. È lei che dà valore al prodotto e ne costruisce l’identità». Anche in un contesto sempre più influenzato dall’intelligenza artificiale, il fattore umano rimane decisivo nella relazione con il cliente.
La finanza come terza via
Accanto alle risorse umane, il secondo pilastro dell’impresa è quello finanziario. Giuseppe Scapola, founder e CEO di Round Capital, ha portato il punto di vista della finanza alternativa. «Il network è tutto. L’imprenditore è spesso solo nelle decisioni e rischia di muoversi in solitudine. Un network nutrito e bidirezionale aiuta a sostenere quei momenti».

Round Capital lavora su strumenti alternativi rispetto al canale bancario tradizionale, puntando su formazione e divulgazione. «Le imprese spesso non conoscono le altre opzioni disponibili: finanza pubblica, strumenti per raccogliere capitali senza diluirsi eccessivamente, nuove modalità di ingresso di soci». Anche qui, la rete di relazioni è un elemento abilitante.
Connessioni costruite, non casuali
A chiudere il panel è stato lo stesso Roberto Lo Russo, sintetizzando la visione del Club: «Vogliamo creare un ambiente di connessioni che non siano casuali, ma costruite». L’idea è quella di affiancare agli imprenditori un personal business manager capace di facilitare incontri mirati e creare collegamenti strategici tra esigenze diverse.
Dalle startup agli imprenditori con reti già consolidate, fino agli operatori della finanza e agli stakeholder dell’ecosistema, il Millionaire Club si propone come punto di riferimento trasversale. Un luogo dove founder under 30, imprenditori strutturati e professionisti senior possano confrontarsi e scambiarsi esperienza in modo bidirezionale.
L’obiettivo non è creare un palcoscenico, ma un contesto operativo. Un ambiente in cui chi ha già raggiunto risultati possa restituire competenze, e chi è all’inizio del percorso possa accedere a strumenti, relazioni e visione strategica.
Con questo secondo appuntamento a Casa Sanremo Invest, Millionaire amplia il proprio raggio d’azione oltre la rivista, mettendo al centro una “classe degli intraprendenti” che non si limita a raccontare l’impresa, ma lavora per costruirla insieme.
>> Rivedi la tavola rotonda su Millionaire Club: la classe degli intraprendenti
>> Rivedi la tavola rotonda su il “Ritorno di Millionaire”