Con il programma Ogr Bridging Growth, l’hub della Fondazione CRT e Mind the Bridge selezionano 15 realtà ad alto potenziale per un percorso di scaling internazionale. Un segnale sul nuovo ruolo di Torino nell’innovazione europea.
Negli ultimi anni incubatori, acceleratori e programmi di early-stage si sono moltiplicati. Quello che continua a mancare, però, è il passaggio più difficile: trasformare una giovane impresa innovativa in una scaleup capace di competere sui mercati internazionali.
È precisamente su questo snodo che punta Ogr Bridging Growth, il nuovo programma promosso da OGR Torino, hub della Fondazione CRT, in collaborazione con Mind the Bridge, che ha selezionato 15 startup deeptech per la sua prima cohort dedicata allo scaling internazionale. L’iniziativa, lanciata durante lo Scaleup Summit Torino 2026, rappresenta un segnale rilevante non solo per le aziende coinvolte, ma per l’intero ecosistema italiano dell’innovazione: il focus si sposta dalla semplice accelerazione alla crescita strutturata.
Entrato ora nella fase operativa, il programma accompagnerà le startup in un percorso di sei mesi pensato per rafforzarne il posizionamento internazionale e accelerarne il go-to-market. Attraverso il network globale di Mind the Bridge e la community internazionale di OGR Tech — che oggi conta oltre 80 partner corporate / finanziari e più di 130 startup supportate ogni anno — ciascuna realtà riceverà un supporto personalizzato basato sul proprio livello di maturità e sui mercati target.
L’obiettivo è concreto: aiutare i founder a validare e implementare strategie commerciali internazionali, aprire nuove relazioni industriali e facilitare l’accesso a clienti e partner esteri. Il percorso culminerà inoltre con un CEO Retreat nella Silicon Valley, pensato come momento di confronto diretto tra imprenditori, mentor e operatori globali dell’innovazione.
In questo senso, Ogr Bridging Growth prova a colmare uno dei gap storici del venture italiano: quello tra innovazione locale e accesso ai mercati internazionali. Non a caso, le 15 aziende coinvolte operano in alcuni dei verticali oggi più strategici dell’economia tech — climate tech, robotica, space economy, smart mobility, circular economy, manifattura avanzata — e rappresentano una fotografia piuttosto nitida di dove si stia concentrando l’innovazione industriale europea.
Più che un semplice programma di accelerazione, il progetto si propone quindi come un banco di prova: verificare se l’Italia sia pronta non solo a generare startup promettenti, ma anche a trasformarle in player internazionali.
Torino si candida a hub dell’innovazione
Dietro il programma c’è anche una partita più ampia: il posizionamento di Torino come polo europeo dell’innovazione tecnologica applicata all’industria. Negli ultimi anni il capoluogo piemontese ha progressivamente rafforzato la propria identità come hub deeptech, grazie alla presenza di università tecniche, competenze industriali storiche, grandi corporate manifatturiere e una crescente concentrazione di startup ad alta intensità tecnologica.
OGR punta ora a consolidare questo ruolo trasformando la città in una piattaforma capace non solo di incubare innovazione, ma di attrarre capitali, talenti e partnership internazionali. Una sfida ambiziosa, ma coerente con il posizionamento che molte città europee stanno cercando di costruire attorno ai propri ecosistemi tech verticali.
Le 15 startup scelte per il percorso di scaling
Le aziende selezionate per la prima cohort di Ogr Bridging Growth rappresentano alcuni dei verticali più promettenti dell’innovazione industriale europea. Tutte hanno già validato la propria tecnologia sul mercato e condividono una forte vocazione internazionale.
Ecco chi sono e cosa fanno:
Alba Robot – sviluppa veicoli autonomi per la mobilità in grandi ambienti complessi come aeroporti, ospedali e hub logistici.
ContainerGrid – software per gestire supply chain circolari, logistica inversa e recupero di materie prime seconde.
Danu Robotics – realizza sistemi robotici basati su AI per automatizzare la selezione dei rifiuti.
DRB – piattaforma autonoma che trasforma i droni in sistemi industriali scalabili per ispezioni avanzate.
Eoliann – sviluppa analytics predittivi per il climate risk di infrastrutture critiche.
Intuos – piattaforma per workflow intelligenti e analisi dati nel settore aeronautico.
Latitudo 40 – trasforma dati satellitari in insight per resilienza climatica e pianificazione urbana.
Loki – sistemi intelligenti di monitoraggio stradale e mappatura urbana accessibile.
Neuron Soundware – AI e IoT per l’analisi predittiva di suoni e parametri fisici in industria ed energia.
Phononic Vibes – tecnologie basate su metamateriali per controllo di vibrazioni e acustica.
Reblade – automatizza la manutenzione di turbine eoliche e infrastrutture con robotica e AI.
Stratobotic – monitoraggio quasi real-time tramite piattaforme stratosferiche ibride.
Vaimee – digital twin interoperabili per agricoltura smart e ottimizzazione irrigua.
Vocations – AI per monitorare automaticamente il mercato del lavoro e nuove offerte online.
Zerow – piattaforma per la gestione circolare degli stock nel lusso e nella moda.
Photo cover – Luigi De Palma / OGR Torino