A 20 anni rinnovo il mais e divento un coltivatore di successo

5443

Ha fatto tutto da solo. E’ partito con delle ricerche per un prodotto innovativo (il mais nero, varietà antica ricca di proprietà antiossidanti), ha aperto una società e trovato il capitale per una prima produzione. Carlo Maria Recchia è il protagonista di oggi di un’#Italiacheriparte: 20 anni è un agricoltore di successo, il suo mais corvino ha già ricevuto molti riconoscimenti, tra cui l’Oscar Green di Coldiretti:

Ho iniziato a sedici anni mentre frequentavo il liceo di agraria. Ho scoperto che tutti i mais provenivano dal Sud America, tra questi ce n’era uno, il mais nero, che si produceva poco, soprattutto in Perù. Allora incuriosito, ho indagato le sue proprietà: rispetto al mais tradizionale, è ricco di betacarotene e flavonoidi che prevengono l’invecchiamento delle cellule. Allora ho pensato di costruire un’azienda per offrirlo sul mercato» spiega a Millionaire.

unnamed2

Laureando in agraria, ha una storia diversa rispetto a molti giovani agricoltori. I genitori non hanno mai posseduto terre e la passione per l’agricoltura è sbocciata in lui mentre frequentava la cascina di un suo amico da bambino:

Sapevo fin da piccolo che quello sarebbe stato il mio futuro. Dopo la scoperta ho chiesto della semente dalla banca del seme e iniziato a produrlo su un terreno preso in affitto con i miei risparmi».

Inizialmente ha investito 5mila euro e iniziato da subito a diversificare la produzione (farina di mais nero, nettare di mais, una galletta di riso e mais, prodotta in collaborazione con un giovane coltivatore, e tra poco anche birra). Oggi coltiva su 10mila metri quadrati, a Formigana in provincia di Cremona:

Ho aperto l’azienda lo scorso anno, prima della maturità. Da subito ho preso accordi con ristoranti stellati e negozi biologici. Ma vendo anche a privati. Quest’anno raccoglierò 25/30 quintali di mais per produrre circa 3mila pacchetti di farina, 5mila gallette di riso e 3mila litri di birra. L’anno prossimo partirà l’esportazione, prima a Dublino per poi approdare in Brasile».

unnamed

L’abc dell’imprenditoria l’ha imparato a un concorso per imprenditori alla Camera di commercio di Crema:

Venivano fatte delle lezioni su come fare impresa con testimonianza di imprenditori. I loro consigli e le loro storie mi hanno dato la carica per iniziare».

Quali sono i maggiori ostacoli che stai incontrando?

Sono tanti i vincoli burocratici per chi vuole provarci. E poi c’è la difficoltà di trovare terreni coltivabili a prezzi buoni. I primi anni c’è bisogno di qualcuno che vi supporti. Io ho avuto la fortuna di avere un amico che mi ha aiutato con dei terreni suoi. Poi il lavoro è tanto, ma se hai un obiettivo preciso e ti costruisci una strada per raggiungerlo, alla fine le soddisfazioni non mancano. Personalmente, ho sempre puntato altissimo perché voglio diventare uno dei grandi del settore».

Consigli a chi volesse provare?

Innanzitutto, bisogna sentire una forte carica dentro, una spinta a mettersi in proprio. O ci nasci, oppure devi trovare le motivazioni per provare. Se ti affacci poi a un settore come quello agricolo, più di altri, puntare sulla qualità è d’obbligo come sapersi differenziare: nei modi di coltivazione, nei processi di trasformazione di un prodotto. Infine, devi sapere come fare azienda. Per imparare io ho fatto domande a chi ne sapeva più di me, ho ascoltato e applicato i consigli di altri imprenditori. E poi devi lanciarti: non ti sentirai mai troppo pronto per farlo, ma devi».

INFO: http://on.fb.me/1kV49gv

http://on.fb.me/1kV4M9S

Giancarlo Donadio

italiacheriparte_1

Print Friendly, PDF & Email
Articolo precedenteBarilla: 10mila euro per il tuo progetto sul food
Prossimo articoloCome scappo su un’isola caraibica e mi invento un lavoro

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.