A me la banca, please!

Il miliardario inglese richard branson annuncia lo sbarco in Italia nel poker on line e si prepara alla sfida bancaria

Il vulcanico imprenditore Richard Branson (foto sopra) ci ha abituati a qualsiasi impresa. Sportiva ma anche d’affari. Partito con un giornale scolastico ha sfondato col marchio Virgin nella musica per poi diversificare in tutto il diversificabile. Dalle linee aeree ai treni, dalla Cola alle palestre, dalla telefonia mobile ai viaggi nello spazio. Non sempre mietendo successi perché, come diceva il commediografo Samuel Beckett: “Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Fallisci ancora. Fallisci meglio”. Ma il bilancio di Richard Branson è positivo. È uno degli uomini più ricchi della Gran Bretagna. Una ricchezza che non placa la sua voglia di intraprendere. Recentemente è sbarcato nel settore del poker on line con la Virgin Poker. E il prossimo sbarco sarà nel sistema bancario. «Stiamo studiando l’apertura di Virgin Bank, entro gennaio-febbraio daremo maggiori informazioni» ha detto. Il magnate guarda con interesse agli asset dei tre istituti britannici nazionalizzati a seguito della crisi (Northern Rock, Rbs e Lloyds) che verranno venduti. Da tempo Virgin è presente nel mondo finanziario attraverso Virgin Money e l’idea di Branson è quella di testare inizialmente la Virgin Bank in Gran Bretagna per poi promuoverla nel resto del mondo (Italia compresa). Così ha fatto con gli altri business del gruppo, apportando sempre il suo magic touch, di irriverenza e competizione serrata (nei prezzi e nei servizi) contro i leader del mercato “arroganti”.

Il commento

Il fatto che il grande patron della Virgin si stia occupando di cose italiane è un buon segno. La bassa posizione dell’Italia nella classifica della competitività fra i vari Paesi fa sì che gli investitori esteri si disinteressino della nostra penisola. L’Italia non attira investimenti dall’estero, se non in una misura pari a un decimo di quella degli investimenti diretti verso la Gran Bretagna. Per questo la Virgin Bank rappresenta una scommessa favorevole per l’appetibilità del nostro contesto istituzionale in campo finanziario e del nostro mercato del credito. Speriamo però che tutto questo non rimanga, come tante volte è successo, sul piano degli annunci.

Francesco Arcucci, professore di Economia degli scambi internazionali presso l’Università di Bergamo

Salvatore Gaziano, Millionaire 12/2009

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