A prova di errore

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Sbagliamo a prendere le decisioni, a giudicare le persone, a valutare le situazioni. E anche quando scriviamo un testo o eseguiamo un’attività di routine, possiamo cadere in sviste imbarazzanti. Un libro ci spiega come diventare infallibili

LA PRIMA IMPRESSIONE NON È QUELLA CHE CONTA

La prima impressione, a torto o a ragione, esercita una notevole suggestione sulle nostre decisioni. Per esempio, la prima cosa che ci colpisce di una persona è il suo viso: decideremo se collaborare in un progetto, darle fiducia o comprarle un prodotto in base alle sensazioni che il suo aspetto desterà in noi. Siamo poi così propensi a fidarci sempre del nostro primo impulso, che anche quando siamo assaliti dai dubbi, siamo restii a correggere le nostre mosse. Nel corso di uno studio, condotto all’Università di Princeton prima delle elezioni per il Congresso americano nel 2004, è stato chiesto ai partecipanti di scegliere la fotografia del candidato che secondo loro era più capace. E in effetti, quello percepito con “la faccia di uno in gamba” ha ottenuto il maggior numero di voti. In genere chi ha un viso infantile viene giudicato meno competente di una persona dai lineamenti più marcati. Se poi un volto è bello, è anche più facile da riconoscere, ricordare e apprezzare.

Si deve sospendere (se non il giudizio) la decisione e raccogliere più informazioni oggettive, anziché farsi abbagliare da una bella faccia (che potrebbe rivelarsi una gran faccia tosta). Allo stesso modo bisognerebbe anche cambiare opinione di fronte a un dubbio. Come dimostrano 70 anni di ricerche nel campo dei test: la maggior parte delle persone che correggono le loro risposte a un questionario migliorano il risultato. Esaminandi ed esaminatori, invece sono restii a farlo, pensando che sia meglio attenersi alla prima risposta, anche quando non sono certi che sia esatta.

OCCHIO A saldi e sconti

Spesso ci facciamo ingannare da uno sconto allettante, un prezzo che ci pare un affarone. Crediamo di risparmiare e invece stiamo commettendo un errore di valutazione che pagheremo caro, perché ci lasciamo fuorviare da numeri che sembrano convenienti e da riduzioni dei prezzi che nascondono una trappola. Una ricerca finanziata dal Dipartimento dell’Agricoltura statunitense ha scoperto che i negozianti che pubblicizzavano articoli a prezzi scontati aumentavano contemporaneamente quelli delle merci a prezzo pieno, annullando il risparmio ottenuto con l’acquisto dei prodotti in svendita.

Uno studio sul mercato immobiliare ha evidenziato che il fattore che più influenza il prezzo di vendita di una proprietà è la sua quotazione di partenza. E che chi fa la prima offerta ottiene il migliore risultato. Quando state trattando l’acquisto di qualcosa di importante, come un immobile, cercate di rielaborare il prezzo, per esempio offrendo un tanto al metro quadro anziché una certa somma per l’intera proprietà. In ogni caso siate i primi a lanciare l’offerta: la vostra proposta sarà quella su cui si svolgeranno le contrattazioni successive. Inoltre diffidate dei saldi fuori stagione e chiedetevi se valga davvero la pena comprare tre al prezzo di due.

più cose alla volta = più errori

In ufficio scriviamo al computer, mentre parliamo al telefono e con la testa facciamo segno a qualcuno di fare qualcosa. E sentiamo di meritarci un Nobel per la nostra capacità nel risparmiare tempo. In macchina guidiamo mentre armeggiamo con il Gps e discutiamo con chi ci sta di fianco. Potere del “multitasking”, che ci da l’illusione di essere più efficienti, ma che in realtà ci espone maggiormente a errori e dimenticanze. Non ci credete? Uno studio condotto all’Università di Irvine (California) sulla multiprocessualità in azienda, ha evidenziato che gli impiegati venivano interrotti una media di 20 volte all’ora, il che significa che potevano concentrarsi in un’attività per soli tre minuti. Ben poco, tenendo presente che altre indagini hanno calcolato che ci vogliono 15 minuti per tornare a rifocalizzarsi completamente su ciò che si stava facendo prima dell’interruzione.

La concentrazione è fondamentale e ciascun compito richiede una minima quantità di tempo per essere svolto a dovere. In certe condizioni è possibile fare due cose in contemporanea, ma non prendere due decisioni consapevoli, per quanto semplici, nello stesso momento.

l’abitudine ci frega

Chi conosce bene un certo tema tende a “scremare”, a cogliere il nocciolo e a tralasciare i dettagli. Leggere e rileggere un testo, che abbiamo scritto di nostro pugno, non ci permette di trovare eventuali refusi. Un errore di battitura in una tesi di laurea non è gran cosa, ma una cifra sbagliata in un rapporto finanziario è tutt’altra storia.

Molti errori commessi dagli esperti vengono scoperti dai principianti: nell’aprile dell’anno scorso un ragazzino di 13 anni ha fatto notare alla Nasa che aveva sbagliato i calcoli di probabilità della caduta di un asteroide sulla Terra.

è utile far visionare lo scritto a un compagno di scuola o di lavoro, ma poiché anche questo saprà, almeno in parte, di ciò che si tratta, meglio fargli dare una lettura anche da una persona totalmente estranea all’argomento.

troppo sicuri di sé? a rischio di errore

Secondo Paul Schoemaker, professore dell’Università della Pennsylvania, e J. Edward Russo, della Cornell University, l’eccessiva sicurezza di sé dei manager aziendali è “un difetto occulto nell’ambito delle decisioni dirigenziali”. In pratica molti grandi capi credono di sapere di più di ciò che effettivamente sanno e non conoscono (o ignorano di proposito) i loro limiti. Sono cioè “mal calibrati”.

Si devono abbassare le arie, tanto per cominciare. Poi bisogna procedere metodicamente per apprendere davvero ciò che abbiamo la presunzione di sapere già. Dopo un’operazione sul mercato azionario, per esempio, si dovranno tenere d’occhio le azioni acquistate, ma anche quelle che si è rinunciato a comprare, convinti che sarebbero scese. Per prevenire gli errori è fondamentale, in tutti i settori, seguire da vicino non solo quello che ci interessa, ma tutto il contesto. Siccome, poi, la presunzione non è prerogativa dei manager, un altro consiglio è: quando comprate qualcosa di nuovo, leggete le istruzioni prima di usarlo.

Cristina Galullo, Millionaire 7-8-/2009

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