Affittano un camioncino per vendere t-shirt e ora fatturano 100 milioni l’anno

Dopo il college affittano o un camioncino, un Plymouth Voyager, e per cinque anni girano l’America per vendere le loro t-shirt. Oggi i fratelli Bert e John Jacobs sono i proprietari di un marchio, Life is Good, distribuito in 4.500 negozi negli Stati Uniti e 30 Paesi del mondo. La loro storia è bellissima. La raccontiamo qui.

Porta a porta nei dormitori. Il primo investimento dei due fratelli di Boston è di 200 dollari, siamo alla fine degli anni 80’ e possono immaginare che stanno gettando le basi di un business da 100 milioni di dollari l’anno: «Giravamo per i dormitori nei campus di college e università. Vendevamo porta a porta. Se avessimo deciso di farlo a famiglie ci avrebbero chiuso la porta in faccia. Ma gli studenti si appassionavano alla nostra storia: dormivamo in strada nel camioncino o in alloggi di fortuna» raccontano a Huffington Post.

I primi cinque anni, un bilancio disastroso. La vita non è semplice per i due fratelli che raccontano le tante vicissitudini e il desiderio di mollare tutto: «Ci abbiamo pensato soprattutto quando avevamo poco più di 70 dollari sul conto. Avevamo una buona educazione, con un po’ di sforzi avremmo trovato un buon posto come insegnanti e vissuto una vita tranquilla. Ma la vita ci stava riservando altro».

life is good

Un’idea semplice che tutti amano. «A volte da un college all’altro percorrevamo anche cinque ore di viaggio. Durante uno di questi, mio fratello ed io ci siamo chiesti perché i media si focalizzassero solo sugli aspetti negativi del mondo. La conclusione a cui siamo giunti è che la paura serviva a vendere di più: “E se invece creassimo un personaggio, una sorta di simbolo dell’ottimismo, un eroe che mostri il mondo che noi vorremmo. Abbiamo fatto una bozza, un disegno infantile, un personaggio di nome Jake. Sotto la scritta, Life is good. In poco tempo abbiamo venduto 48 magliette in 45 minuti».
I feedback dai primi rivenditori. I due fratelli iniziano a vendere le prime t-shirt ai rivenditori, negozio di abbigliamento per bambini e per ragazzi: «Lì abbiamo ricevuto i primi feedback. Alcuni negativi, come quando ci siamo affidati a un rivenditore che ci ha fregati e messi in ginocchio. E altri illuminanti, come quando la proprietaria di un negozio ci ha chiesto se a Jake (il personaggio delle t-shirt, ndr) piacesse pescare. Qualcun altro ci ha chiesto se gli piaceva pescare. Allora abbiamo inserito il personaggio in altri contesti».

bert and john Jacobs 2

L’importanza di una madre. Diventati il simbolo dell’ottimismo grazie alla filosofia dell’azienda, John e Bert non hanno avuto un adolescenza semplice. I genitori sono scampati a un incidente mortale, con il padre che perso completamente l’uso delle mani: «Nostra madre è stata decisiva per noi. Malgrado i problemi, ogni sera, quando ci riunivamo per cena, chiedeva a ognuno di noi (siamo in sei) di raccontarle qualcosa di bello e divertente che ci era capitato durante la giornata. Lei ha sempre pensato che la vita fosse bella, malgrado tutto, come spiega il nostro brand».

Tre consigli per un business di successo. A Forbes spiegano tre principi che hanno ispirato il loro successo:

1. Stabilisci la mission del tuo brand. «Uno scopo nobile ti aiuterà a motivarti, a rafforzare il tema, a crederci nei momenti complessi».
2. Gli errori parte di un piano più ampio. Abbiamo sbagliato tanto, ci siamo affidati a cattivi distributori, forse avremmo fatto meno errori se avessimo ascoltato di più. I rifiuti sono stati i nostri migliori insegnanti. Ci hanno aiutato a fare delle correzioni, a crescere di più».
3. Rompi la linea tra lavoro e gioco. «Non siamo robot, il divertimento non può essere solo spostato nei weekend. Lavorare in un clima divertente, ti farà essere più produttivo e collaborativo. Noi ci comportiamo con i dipendenti come faceva mia madre: “Raccontateci qualcosa di bello che vi è successo in questi giorni…”.

INFO: http://www.lifeisgood.com/

Giancarlo Donadio

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