Bard

Bard, l’AI di Google e ‘concorrente’ di ChatGPT, sbarca anche in Italia e sostiene di avere a cuore la nostra privacy… e i nostri dati

Google ha finalmente annunciato che la sua IA generativa, chiamata Bard, è ora disponibile in più di 40 lingue, inclusa l’Italia. L’obiettivo di Bard è combinare la vasta conoscenza globale con la potenza e la creatività dei modelli linguistici di Google, consentendo alle persone di esplorare la curiosità e dare forma alla propria creatività.

Bard è in grado di attingere contemporaneamente alle informazioni disponibili sul web per fornire risposte aggiornate e di qualità. Google ha dichiarato di aver preso un approccio responsabile nell’espandere Bard in Europa, avendo consultato esperti, legislatori e organi di regolamentazione per comprendere i loro punti di vista e tenere conto delle loro indicazioni.

Quando gli utenti interagiscono con Bard, Google raccoglie dati come conversazioni, posizione, commenti e altre informazioni sull’utilizzo al fine di sviluppare e migliorare i prodotti, i servizi e le tecnologie basate sull’intelligenza artificiale. Google sta creando un nuovo Centro per la privacy di Bard per semplificare l’accesso alle informazioni sui controlli per la privacy degli utenti. Sebbene non sia possibile rendere anonime le interazioni con Bard, gli utenti avranno la possibilità di scegliere per quanto tempo Google archivierà i dati personali nell’account, con opzioni che vanno da 3 a 36 mesi. Gli utenti potranno anche disattivare completamente la funzione e cancellare facilmente l’attività su Bard.

Complessivamente, Google sta cercando di garantire la conformità alle normative sulla privacy e di fornire agli utenti maggiore trasparenza e controllo sui propri dati. Bard rappresenta quindi un passo avanti nell’espansione dell’IA generativa di Google e offre alle persone nuove opportunità per esplorare la loro creatività e ottenere risposte rilevanti alle loro domande. Per ora la differenza, rispetto a ChatGPT è da mettere alla prova. Quanto alle buone intenzioni sul trattamento dei dati, diciamo che si può solo migliorare. Google si nutre dei nostri dati e ci profila quanto più li condividiamo. Per il momento pare ci rilasci il diritto di cancellarli, ma sta sempre a noi imparare come difenderci al meglio.

E se ChatGPT ha in Google il primo vero concorrente globale, da pochi giorni anche Meta ha annunciato di aver pronta una versione commerciale del suo modelli di AI denominato xAI.

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