Basta uffici, noi torniamo alla terra

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Un ritorno all’antico che sa di nuovo. L’agricoltura oggi è più di una speranza. Le assunzioni nelle aziende agricole sono aumentate del 3,6% negli ultimi anni. Da qui al 2016 il settore sarà in grado di creare 100mila posti di lavoro (dati Coldiretti).

L’organizzazione degli imprenditori agricoli si spinge oltre, prevedendo una vera e propria rivoluzione culturale che porterà sempre più giovani ad affidarsi alla terra come soluzione alla crisi occupazionale.

Un’ipotesi suffragata da un sondaggio della Swg, società di ricerche di mercato e di opinione, dal quale viene fuori che il 23% degli italiani tra 18 e 34 anni, preferirebbe coltivare la terra che finire dietro a una scrivania.

Ma qual è l’identikit dei nuovi contadini? Si tratta, in molti casi, di ragazzi informati, con un background universitario, impegnati nel sociale.

E battaglieri come Giacomo Lepri, romano, 27 anni. Con una laurea in antropologia alle spalle, lavora come bracciante agricolo presso la cooperativa Cobragor. Convinto che l’agricoltura sia la vera risposta alla crisi, ha fondato Co.R.Ag.Gio, una cooperativa, composta da braccianti, blogger, giornalisti, attivisti, che si battono affinché il Comune di Roma metta a disposizione dei giovani l’immenso patrimonio demaniale, oggi abbandonato:

Organizziamo sit-in, manifestazioni in città e offriamo formazione e orientamento a chi vuole avvicinarsi alla professione, sostituendo le istituzioni che hanno perso il loro ruolo di guida. Oggi l’agricoltura urbana è una scelta quasi obbligata: c’è un mercato ampio soprattutto per quelle attività agricole che investono in attività di ristorazione e formazione (agriturismi, fattorie didattiche)».

Su come avvicinarsi al settore non ha dubbi:

Bisogna iniziare a “sporcarsi le mani” con esperienze dirette presso le aziende agricole più vicine alla propria abitazione. Poi informarsi attraverso le associazioni di categoria (Coldiretti, Cia, Confagricoltura). E ci vuole passione: si lavora duramente».

INFO: https://www.facebook.com/societaagricolacoraggio?fref=ts

E poi ci sono i contadini digitali come Paolo Ferraris, 33 anni, di Vercelli. Faceva il designer a Milano. Poi ha deciso di cambiare vita. Oggi fa l’agricoltore sul Web, permettendo ai clienti di adottare un orto a distanza (30, 60 o 90 mq, a seconda delle esigenze) e gustarne i frutti. Partito in mezzo alle perplessità ha oggi 12mila clic al mese.

L’obiettivo era trasformare il nostro cliente da contadino virtuale a consumatore reale. Gli investimenti sono stati contenuti e questo è uno dei vantaggi del Web: partire anche in piccolo. Uno svantaggio: la necessità di aggiornamenti continui in un mondo in cui non bisogna mai restare indietro. I risultati? Oggi quasi il 100% delle nostre vendite avviene grazie al Web».

INFO: www.leverduredelmioorto.it

Paolo è uno dei tanti lavoratori della Rete, giovani, brillanti, con idee innovative, protagonisti dell’inchiesta di Lucia Ingrosso su Millionaire di giugno in edicola.

Se ti è piaciuto l’articolo ti consigliamo di leggere “I nuovi contadini? Giovani e laureati”

Redazione

(Fonte foto utente flickr  Fool-On-The-Hill)

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