«Boicottiamo il Qatar»

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Il Paese che non rispetta i diritti umani cerca di aggirare le accuse pagando finti tifosi per riempire la capitale prima dell’inizio dei giochi.

 

L’avvenimento dei mondiali in Qatar sta muovendo non poche polemiche, tra queste, l’ultima, è l’accusa di aver pagato finti tifosi per riempire le strade del Paese già nei giorni precedenti dall’inizio della competizione. A quanto sembra, il Paese attraverso il proprio canale TikTok, già una settimana prima dell’inizio della coppa del mondo, ha iniziato a diffondere numerosi video di presunti sostenitori delle diverse nazionali. Quello che però è saltato all’occhio di molti, è che queste sembrano essere sempre le stesse persone con addosso divise di squadre diverse.

Non è la prima volta che il Qatar viene accusato di aver ingaggiato finti tifosi per far apparire pieni i loro stadi. Già nel 2014, infatti, durante un’altra competizione internazionale di beach volley, centinaia di lavoratori migranti sono stati pagati per assistere alle partite. Questa volta però le autorità si sarebbero mosse prima dell’inizio del calcio inaugurale, per far trasparire una maggiore idea di normalità. Apparentemente fallita.

 

L’opinione pubblica contro il Qatar

Sono in molti a non apprezzare l’avvenimento dei mondiali in Qatar, a partire dalla nota cantante Dua Lipa, che ha rifiutato l’invito di cantare all’apertura della competizione. Assieme a lei, anche molti altri personaggi di vario spicco si sono mostrati contrari, accusando il Qatar di essere un paese che non rispetta i diritti umani e che per tale ragione non dovrebbe beneficiare dei vantaggi provenienti dai festeggiamenti della coppa del mondo.

Secondo le indagini del Guardian, a causa di ritmi insostenibili e condizioni di alloggio fatiscenti, durante la costruzione degli stadi, nel Paese sono morti più di 6.500 lavoratori migranti, per lo più per suicidi o folgorati dal sonno.

La Fifa world cup 2022 sarà quindi un mondiale le cui fondamenta si poggiano sul sangue e su gravissime violazioni dei diritti umani. In sempre più paesi ormai stanno prendendo vita iniziative di boicottaggio contro la Coppa del mondo e lo stesso comitato per i diritti umani del Parlamento europeo ha rinominato la competizione sportiva definendola “Coppa della vergogna”. L’invito da parte dei comitati è quello di disattendere dalle competizioni ricordando ai tifosi le pesanti discriminazioni che avvengono nel paese contro le donne e contro la comunità LGBTQA+.

Il tentativo di far apparire la città piena di tifosi, quindi, sarebbe stata orchestrata per distogliere l’attenzione da queste tematiche, che il Paese non solo non rispetta, ma ignora apertamente. Il comportamento stesso dei tifosi, secondo alcune indagini, sarebbe infatti stato accuratamente studiato da un regista, il quale si è occupato di istruire le comparse, riprendendo le scene sempre con la stessa angolazione e sempre dalla giusta distanza.

 

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